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Le inchieste relegate a libri e tv mentre i giornali pensano al gossip

di aldo.vincent

8 giugno 2009

Elio Benedetto Letizia

Elio Benedetto Letizia

Oliviero Beha presenta I NUOVI MOSTRI (echissenefrega, direte voi, ma…)

E vabbè poveraccio, (si fa per dire perché se la passa meglio dei minatori del Sulcis per esempio) a lui le inchieste non le lasciano fare, e si arrangia come può scrivendo libri. Ma Travaglio? Cosa impedisce a Travaglio di pubblicare sull’Unità o Repubblica una bella inchiesta invece delle dieci righe che gli permettono poi di trovare il tempo per pubblicare l’inchiesta col suo editore? E le malefatte in Parlamento, perché Gianantonio Stella non ci fece una bella inchiestona invece che farci un libro?

Oggi in libreria ci sono Gianluigi Nuzzi e le magagne finanziare del Vaticano, Loretta Napoleoni, e le vere ragioni della crisi economica mondiale, Stefania Limiti e L’Anello mancante, un nuovo servizio segreto dalle bombe alle BR, per non parlare di Saviano e il suo Gomorra che altro non è che un collage di articoli giornalistici che la grande stampa italiana rifiutava.

Insomma, qual è il perverso meccanismo che ha impedito ai giornali di fare le inchieste delegandole al Gabibbo e alla Galbanelli, permettendo ai giornalisti di diventare star televisive, facce conosciute dall’abitudine di fare il giro delle sette chiese per promuovere il loro ultimo capolavoro d’inchiesta? Perché i quotidiani devono essere pieni del pisellino di Topolinik, ex primo ministro non troppo c(i)eco, visti i topless di villa Certosa, mentre se voglio sapere perché Turani ha cannato TUTTE le previsioni economiche devo comprare un libro?

Avrete certamente capito, coniglietti miei, dove sto andando a parare.
Sono settimane che seguo stancamente Ezio Mauro e la sua Redazione che tallonano Berlusconi sul suo terreno: il ridicolo. Impresa difficile perché sul ridicolo il presdelcons ci ha costruito sopra un impero, ma è tanta la stima che ho in quel giornale, che ogni mattina raccolgo i miei testicoli sulla tastiera e vado a vedere le novità: Noemi qui, il padre là, non pagammo no, cornuti sono loro, rispondi alle domande…
Mentre in questo benedetto Belpaese lo sanno pure le pietre che il problema non è se Silvio ha consumato il jus primae noctis o se è andato in bianco come sempre, MA CHE COSA CI FACEVA REALMENTE A CASORIA quella notte!

Rosita Praga della Vocedellevoci ci ha scritto sopra un pezzo da manuale, che ha fatto il giro delle redazioni di tutta Europa. Allora mi chiedo: possibile che la Camorra sia diventata così forte da far mettere per quattro giorni sulle prime pagine di tutti i maggiori quotidiani italiani la presunta maternità della Tatangelo (che poi risultò essere un semplice ritardo mestruale) e a impedire che anche solo una colonnina di piombo da mettere là in fondo insieme ai necrologi, venga fusa nelle redazioni nazionali?

Possibile, chiedo io, che siamo arrivati a questo punto?
Mah

www.giornalismi.info/aldovincent

Il made in Italy sostiene il mercato delle armi

di aldo.vincent

12 gennaio 2009

augusta

MADE IN ITALY INSANGUINATO

Cominciamo con le belle notizie: Standard & Poor’s, la nota agenzia mondiale di rating, ha rimosso la nostra Finmeccanica da Credit Watch negativo e l’ha rimessa tra gli outlook stabili: BBB. Un bel risultato, non c’è che dire dovuto a molti quattrini pompati nel settore dal governo Prodi e Berlusconi, una buona collocazione delle azioni sul mercato, e commesse interessanti, dagli elicotteri agli Usa, ai nuovi da combattimento per l’Afghanistan, dai carri armati, ai sistemi di puntamento, insomma è in calo il mercato delle mine anti-uomo (dopo la dipartita dei pii Borletti e Avvocato Agnelli) ma il settore tira eccome!

Anzi, se voleste per caso investire nel sangue, andate su www.finmeccanica.it/Holding/IT e vi trovere i bilanci.

Vabbè, degustibus, direbbero i latini.

Però, la rabbia che poi ti sale addosso, è il vedere questo popolo generoso, fieramente italico, un popolo di poeti, navigatori e piduisti che predica la pace e poi una delle voci attive del proprio bilancio è la fabbrica delle armi.

Ma non basta, se andate sul sito della Finmeccanica, scoprirete l’impegno dell’azienda in Africa, specie in Nigeria, Congo e Camerun (teatro dei più sanguinosi conflitti) con progetti di “Charity” la chiamano proprio così, in inglese, forse perché hanno vergogna a mettere un nome italiano ad iniziative cosiddette di aiuto alla popolazione proprio laddove è il loro migliore mercato delle armi!

Leggete e gioite:

Roma, 16 dicembre 2008

Finmeccanica, leader internazionale nei settori Aerospazio, Difesa e Sicurezza, rinnova il proprio impegno nel sociale promuovendo il progetto di charity “Mwana Simba” in Nigeria, Congo e Camerun…

La cosa che mette i brividi è che ad affiancare queste iniziative ci sia il Vaticano, come dire che quando ci sono soldi per la solidarietà pecunia non olet. Mah:

Leggete e rabbrividite:

In Nigeria sarà organizzato un Festival della Scienza e sarà creato un Science Center ad Owerri, capitale dello Stato dell’Imo situato nel sud-est della nazione. Promosso a livello locale dall’Associazione Assumpta Science Center e dall’Arcidiocesi di Owerri, con il coinvolgimento degli atenei presenti e di varie associazioni di giovani e studenti, sarà portato avanti in Italia dall’Associazione Assumpta Science Center e patrocinata dal Pontificio Consiglio della Cultura e dall’Ufficio Pastorale Universitario del Vicariato di Roma.

Nella Repubblica Democratica del Congo, Finmeccanica, in collaborazione con le missioni salesiane, potenzierà e migliorerà le attività di formazione professionale ed educative degli studenti del Collège “Technique Don Bosco” del quartiere Masina nella capitale Kinshasa.

…..

Nella Repubblica del Camerun sarà realizzato un mini villaggio, nel distretto agricolo di Mbanda, Diocesi di Eseka (Youndè), dotato di un luogo di culto, di attrezzature scolastiche, di un campo medico…

www.finmeccanica.it/Holding/IT

Rapporto di Sostenibilità 2007

Roma, 17.12.2008

“Un dovere etico e un atto di lungimiranza”. È così che il Presidente e Amministratore Delegato di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini ha definito l’attenzione allo sviluppo sostenibile, e sono proprio l’attenzione all’etica e l’intenzione della lungimiranza ad aver fatto da base culturale per la scelta di dare alle stampe il primo Bilancio di Sostenibilità Finmeccanica, da cui la frase è tratta.

Non per caso il documento – oltre 160 pagine che scandagliano il tema della sostenibilità per il Gruppo nelle sue implicazioni sociali, ambientali ed economiche – si intitola Verso un futuro sostenibile, esplicitando da subito una linea di tendenza che vede nella sostenibilità il perimetro entro cui dispiegare l’azione industriale di Finmeccanica e delle sue aziende.

La scelta di pubblicare un Bilancio di Sostenibilità, che si rinnoverà ogni anno con le modalità e i ritmi di un bilancio finanziario di attività, è certamente ispirata all’idea di praticare un’attenzione costante ai temi dello sviluppo sostenibile, ma anche alla volontà di renderne conto in modo organico e sistematico a tutti gli stakeholder, comprensibilmente interessati a conoscere gli orientamenti del Gruppo in materia.

Pensato e realizzato in coerenza con le linee guida e gli standard definiti dal GRI (Global Reporting Iniziative) il rapporto inaugura una nuova importante linea della comunicazione aziendale, improntata in modo concreto e misurabile a definire la condotta aziendale scelta da Finmeccanica all’interno di un contesto assai ampio – e variamente intersecato con ambiente e società – che richiede attenzione, coinvolgimento e responsabilità a chiunque voglia farne parte da protagonista.

Ma la parte più ridicola si trova su www.finmeccanicastore.it

VESTIAMOCI DI SOLIDARIETA’

Dove sono in vendita capi griffati Finmeccanica, per finanziare varie iniziative umanitarie.

Assomiglia vagamente all’iniziativa del ministro della Guerra La Russa, che mette in vendita il logo dell’Esercito Italiano per finanziare le Missioni cosiddette di Pace…

Mah

Aldo Vincent

http://www.giornalismi.info/aldovincent

Le mani nella marmellata

di linda

22 maggio 2007

Oggi il Consiglio di Amministrazione della Rai ha sbloccato l’acquisto del documentario sulla Chiesa e i preti pedofili trasmesso dalla Bbc nel 2006, che tanto ha fatto discutere nell’ultima settimana, fino a diventare un vero e proprio caso politico. Nella puntata di giovedì scorso di Annozero, Santoro aveva espresso l’intenzione di acquistare Sex Crimes and the Vatican e di mostrarlo in una puntata dedicata completamente all’argomento. A queste dichiarazioni, peraltro legittime, in quanto il giornalista ha il grado di direttore ed è responsabile editoriale della trasmissione, cosa che gli consente di procedere a simili acquisti autonomamente, solo espletando una procedura burocratica, sono seguite polemiche su polemiche. La Cei ha bollato il film come un ‘infame calunnia’. Per Casini si tratta di un ‘filmato spazzatura’. Nel documento filmato, sottotitolato anche in italiano, vengono raccontati alcuni casi di pedofilia che coinvolgono figure ecclesiastiche negli Stati Uniti, in Irlanda e in Brasile ma, soprattutto, viene additato l’allora cardinale Joseph Ratzinger come colui che ha insabbiato gli scandali ed è questo il vero nervo scoperto di tutta la vicenda. Il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori, durante la Conferenza episcopale ha voluto esprimere il proprio punto di vista “Non vogliamo alcuna censura ma, se il documentario dovesse essere trasmesso in Italia, vorremmo che ci fosse almeno una chiara presa di distanza da tutte le falsità che sembra contenere”. Il documento, per ora consultabile solo su Internet, sarà trasmesso dal programma di Santoro solo la prossima settimana, non è chiaro se per aspettare la chiusura del periodo elettorale o se per consentire al conduttore i fare altri approfondimenti sull’argomento. Che ci azzecchi poi tutto questo con la Par condicio ai più è cosa misteriosa