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Berlusconi non ha cantato (ancora)

di Torquemada

26 marzo 2011

Quando ho letto che Silvio Berlusconi non aveva cantato, ho spontaneamente pensato che il nostro impareggiabile líder mínimo avesse opposto virile e fiera resistenza nonostante le torture durante qualche drammatico interrogatorio in uno dei tanti processi che lo vedono protagonista.
Invece nisba, niente torture, niente interrogatori, solo una elegante cena con quel manipolo di galantuomini sedicenti "responsabili", nomignolo certamente azzeccato visto che sono responsabili di avere iniziato la trivellazione del sottosuolo dopo aver toccato il fondo della dignità.
Se non avete ancora provato l'ebbrezza di andare sul sito del governicchio italiano, vi consiglio di leggere lo strampalato comunicato stampa del 24 marzo che, a memoria d'uomo, nemmeno in una bocciofila dei pensionati avrebbero il coraggio di pubblicare in bacheca quando l'aspirante tenore in pensione da buca alla consueta cena settimanale dopo il torneo di briscola a causa di un imprevisto episodio di flatulenza.
Ebbene sì, siamo a questo livello, non tre metri sopra il cielo, rigorosamente azzurro, ma 20 centimetri buoni sotto il livello massimo della fossa biologica.
E fossa itaiiiaaaaa...basta poco per ridereeeee....


L'articolo originale lo trovi sul sito di Cinico Blog - quando le tenaglie non sono mai abbastanza

AAA studentesse in difficoltà offresi astenersi datori di lavoro e perditempo

di Torquemada

20 gennaio 2011

La parte più esilarante nella vicenda del puttaniere di stato è senz'altro la lettura della rubrica telefonica della mignotta brasiliana. Forse è a quello che allude il Banana quando dice che si sta divertendo, in effetti c'è da ridere e siccome si ride meglio in compagnia ho pensato di raccogliere qui alcune domande che mi son sovvenute scorrendo detta rubrica.
È normale che una mignotta brasiliana abbia nella propria rubrica telefonica il numero di cellulare riservato del Presidente del Consiglio (Papi Silvio Berluscone), due numeri del suo autista (Autista Juaopaulo Beluscone, Juao Paulo Beluscone), della sua abitazione privata romana (Casa Roma Silvio), allegramente mescolati con numeri di clienti e "colleghe"?
È normale che la suddetta signora registri nella sua rubrica telefonica il numero della "studentessa in difficoltà" (per usare un'espressione cara al ragionier Spinelli) Karima El Mahroug alla voce "RUBBI TROIA"?
È normale pensare che una studentessa minorenne in difficoltà venga invitata 6 volte nella casa del presidente del consiglio in orario notturno dove si trovano altre studentesse in difficoltà maggiorenni che arrotondano lo stipendio facendosi smanazzare e sbaciucchiare da un settantaseienne mentre lei non è mai stata toccata nemmeno con un dito?
Se nella rubrica della suddetta mignotta ci sono 10 numeri identificati dal simpatico suffisso TROIA, dobbiamo pensare che si tratti di una famiglia numerosa dallo strano cognome oppure un manipolo di residenti tra i ruderi dissotterrati dallo Schliemann oppure, forse, TROIA si riferirà a qualcos'altro, magari alla professione o all'hobby preferito?
Se di questi 10 persone contrassegnate con TROIA, a cui si aggiunge una che, chissà perché, viene etichettata come PUTANA (una parente lontana? un improvviso slancio poetico?), tutte di sesso femminile e di varia nazionalità, poi si scopre che effettivamente esercitano il mestiere più antico del mondo, dobbiamo pensare che la signorina RUBBI TROIA invece facesse solo la cubista (o la studentessa?) e il nomignolo sia stato messo per uno strano errore tipografico?
O forse voleva scrivere CULISTA e poi nel dubbio ha semplificato in TROIA?
Siamo certi che il prestigio delle istituzioni venga rafforzato sapendo che una mignotta brasiliana è libera di chiamare il Presidente del Consiglio mentre è in visita di Stato e i poveri mortali non riescono a parlare neppure con l'ultima delle sue segretarie?
È normale che il suddetto Presidente del Consiglio riceva sei volte a casa sua una che sta sulla rubrica telefonica di una mignotta brasiliana alla voce RUBBI TROIA e la presenti come nipote del Presidente egiziano Mubarak?
Ma il Presidente Mubarak non ha proprio nulla da eccepire in proposito?
Come funziona esattamente questo curioso distaccamento della Caritas di Milano dove vengono aiutate solo le studentesse in difficoltà tra i 16 e i 25 anni carrozzate come delle pornostar e dotate di armamentario di moda del costo di svariate centinaia di euro, ma stranamente nessuno studente in difficoltà maschio?
Se lo Spinelli da 5000 euro e rotti per cenare con il Presidente del Consiglio ad una studentessa minorenne bisognosa, equivalenti a 6-7 stipendi di un cassintegrato con moglie e figli a carico, è lecito aspettarsi che presto l'INPS sarà sostituita dal ragioner Spinelli?
A parte questi insignificanti quesiti destinati a rimanere senza risposta, devo dire che la lettura dei nomi nella rubrica telefonica della simpatica brasileira mi ha riservato momenti di rara ilarità, come quando si scorrono gli evocativi "Fabio Cabelo" e "Bobbo Jogador", il superlativo "Florinda Troia !" con tanto di punto esclamativo finale, i fantomatici "Luca Pulisia Buccinasco", "Amigo Pulisia Buccinasco" e "Marco Pulisia Numero 2", fino al misterioso "NON PAGA".
Chissà che doveva pagare, forse le caramelle.
Fermo restando che ognuno è libero di scrivere i numeri sulla sua agenda come gli pare, chissà perché nella mia non c'è nessun rappresentante della allegra famigliola TROIA, ammetto di avere però stranamente un signor ELETTRICISTA, una GEOMETRA e ben due IDRAULICI.
Presidenti del Consiglio nemmeno uno.
Nel dubbio invoco le attenuanti generiche, rimettendomi alla clemenza della corte, perché io, di Florinda Troia con punto esclamativo e di Papi Silvio Berluscone, per fortuna, non ne ho mai conosciuti, ma si sa, nessuno è perfetto.


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Mondadori: bilancio in attivo ma giornalisti in pensione

di Aldo

20 aprile 2010

MONDADORI: Bilancio in attivo ma manda in pensione i giornalisti

L’editoria è in crisi e i consigli d’amministrazione prendono decisioni con i paraocchi: invece che smantellare vecchie strutture per sostituirle con mezzi più “leggeri” e adatti ai tempi e alla velocità con cui cammina l’informazione, praticano l’unica strada che conoscono: tagli ai giornalisti, che non vuol dire affatto che abbiano deciso di affettarli (ehehehe), ma di mandarli in pensione prima del previsto (e magari sostituirli con collaborazioni esterne) questo sì.

E’ una tendenza italica ed europea: pensate – solo per fare un esempio – che quando passai per Santo Domingo tre anni or sono, trovai amici che erano stati presi in carico dalla diplomazia italiana ed Europea. In pratica, poiché si era scoperto che i servizi di manutenzione dei computer delle Ambasciate e Consolati italiani ed europei erano in mano ad organizzazioni del luogo porgendo il fianco alle “visite” sui nostri files “sensibili”, con pericolo di spionaggio, si era stabilito di sostituire questa struttura con una forza lavoro scelta tra i nostri giovani. Si fecero concorsi, si selezionò personale qualificato, lo si addestrò e lo mandarono nelle nostre sedi diplomatiche in giro per il mondo.

L’anno scorso i nostri consolati e quelli della Commissione Europea convocarono i sindacalisti a Bruxelles e proposero di incorporare le varie sedi per la manutenzione, per fare un esempio l’ingegnere della Commissione Europea che era stato messo a Santo Domingo doveva accettare di fare la manutenzione anche a Cuba, Salvador, Nicaragua et similia (cito a caso, non ricordo esattamente i paesi ma il senso è quello) praticamente uno che era venuto pacificamente a fare la manutenzione dei computer in un paese relativamente pacifico poi doveva mettersi gli anfibi e andare in zone di guerra…

Incassato un deciso no dai sindacati, le sedi diplomatiche hanno deciso che alla fine dei contratti triennali, vanno tutti a casa e il servizio di manutenzione delle reti informatiche viene affidato DI NUOVO a strutture locali. Capito lo spreco di risorse umane ed economiche?

Bene, allo stesso modo folle e fuori da ogni logica imprenditoriale, società editoriali col rosso in bilancio hanno chiesto lo stato di crisi. Vogliono soldi dallo Stato, cioè dal governo al quale metterà in mano un cappio sempre più grosso da far girare al proprio collo.

Qui l’aggravante è che lo stato di crisi lo ha chiesto pure la Mondadori, proprietà Fininvest e cioè del nostro amato pre$idente del Con$iglio che ha prontamente accordato la ridefinizione degli organici anche se Mondadori non ha affatto chiuso in rosso i propri bilanci, anzi…

Sicuramente Berlusconi, al momento della firma dev’essere uscito dalla stanza come aveva promesso per superare il voluminoso conflitto d’interessi che ammanta la sua gestione.

Però i dubbi rimangono.

O no?

ALDO VINCENT
www.giornalismi.info/aldovincent

Manifestazione Pdl, Berlusconi: "Diremo di essere un milione"

di Aldo

22 marzo 2010

Manifestazione Pdl1

Il Mago Otelma della Cazzata (copyright by Dagospia) è sceso in piazza…

Indossato il suo elmetto color chippendale d’ordinanza, $ilvio che ha sempre combattuto la piazza (infatti si presenta in pubblico con il parrucchino asfaltato) questa volta capovolge le regole e scende in piazza lui, contro chi?
Sì, perchè secondo me la cosa si ridDuce a questo: $ilvio se ne fotte di Bersani e della Sinistra, Lui è sceso in piazza contro Santoro…
O no?

Leggo sui commenti di Facebook: “Erano tanti, erano pochi, non erano più di 80.000…” che sottintende: “Quando le facciamo noi, queste cose siamo minimo…” che sembra quel gioco da bambini che facevamo per vedere chi l’aveva più lungo.
Il punto saliente, nella moderna comunicazione di massa e nell’antica arte della propaganda, non è il riempire le piazze ma nello specifico fare in modo che non ci siano vuoti nell’inquadratura che la sera Minzolini & Co. useranno per illustrare l’avvenimento.
E con questa tecnica fottere tutti con il minimo sforzo.
Capito come funziona?

Le Foto per contare quanti realmente fossero in piazza, le trovate qui:
lerane.wordpress.com/2010/03/20
Anche qui sovvertite le regole che vogliono la polizia che ridimensiona sempre il numero dei manifestanti comunicati alla stampa dagli interessati. “Erano 100 ma secondo la polizia…” è una frase ricorrente che ieri è stata capovolta: forse erano 85.000, forse 90.
Sta di fatto che la polizia ne ha dichiarati 250.000 poi ridotti a 150.000. Com’è potuto succedere? Semplice, gli organizzatori (imbeccati da $ilvio il giorno prima: “Qualunque numero siamo noi diremo di essere un milione”) hanno dichiarato l’iperbolica cifra di un milione di partecipanti, e la polizia si è adeguata…
Fenomeni di massa, appunto.

BRUNETTA SFILA
COME POLITICO è UNA FRANA, IMPEGNATISSIMO DA MANE A SERA, A CUCINARE I PROPRI AFFARI. MA QUANDO SI TRATTA DI FARE IL MIKEBONGIORNO DELLA PIAZZA POLITICA, IL PERON DEL POPULISMO RETORICO, IL MAGO OTELMA DELLE CAZZATE, NON LO AMMAZZA NESSUNO – ECCO IL VENDITORE-IMBONITORE DI PUBBLICITà TELEVISIVA CHE NASCONDE DENTRO DI Sé ESPLODERE E TRASFORMARE LA PIAZZA IN UNA CONVENTION DI CLIENTI PRONTI A TUTTO – SE LA PERFOMANCE DEL BANANA ERA DEGNA DEL MIGLIO BONGIORNO, QUELLA DI LARUSSA, AUTOTRASFORMATOSI IN PRESENTATORE, RICORDAVA IL ‘GNAZIO DI FIORELLO

www.giornalismi.info/aldovincent
ALDO VINCENT

In Bielorussia dovrebbe sorgere Silviograd, la città di Berlusconi

di Aldo

1 marzo 2010

cassaforte

Silviograd

Forse è una bufala. Sul Web qualcuno dice di averla letta su Libero poi riportata pari pari sul sito del Governo.it, ma non l’ho trovato e sul quotidiano non si trova nemmeno nell’archivio. Comunque, la notizia era questa: in Bielorussia, a Brest al confine con la Polonia, a seguito degli accordi durante la sua visita del novembre scorso, starebbe per sorgere una cittadella di 170 ettari che porterà il nome del grande $tati$ta itagliano.

Dice Lukašenko che in quella nuova città gli imprenditori italiani godranno di dazio zero sull’import e export, un’Iva simbolica, detassazione degli utili, corsie preferenziali burocratiche per gli appalti, terreni in concessione per un secolo in cambio di un canone di pochi dollari e, in più, potranno operare senza nessuna restrizione ecologica.

A me sembra una di quelle ZONA FRANCA che da anni vengono installate nei paesi poveri per poter sfruttare senza limiti la manodopera locale con salarai da fame.
Se questo è il progetto, se non è una bufala, se Silviograd non è una delle solite balle con cui tira avanti il premier, allora siamo entrati di prepotenza nella schiera degli sfruttatori colonialisti del XXI secolo.
Un altro motivo di vanto per il Belpaese.

http://aldoelestorietese.dilucide.com

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