Berlusconi non ha cantato (ancora)
26 marzo 2011
L'articolo originale lo trovi sul sito di Cinico Blog - quando le tenaglie non sono mai abbastanza
L’editoria è in crisi e i consigli d’amministrazione prendono decisioni con i paraocchi: invece che smantellare vecchie strutture per sostituirle con mezzi più “leggeri” e adatti ai tempi e alla velocità con cui cammina l’informazione, praticano l’unica strada che conoscono: tagli ai giornalisti, che non vuol dire affatto che abbiano deciso di affettarli (ehehehe), ma di mandarli in pensione prima del previsto (e magari sostituirli con collaborazioni esterne) questo sì.
E’ una tendenza italica ed europea: pensate – solo per fare un esempio – che quando passai per Santo Domingo tre anni or sono, trovai amici che erano stati presi in carico dalla diplomazia italiana ed Europea. In pratica, poiché si era scoperto che i servizi di manutenzione dei computer delle Ambasciate e Consolati italiani ed europei erano in mano ad organizzazioni del luogo porgendo il fianco alle “visite” sui nostri files “sensibili”, con pericolo di spionaggio, si era stabilito di sostituire questa struttura con una forza lavoro scelta tra i nostri giovani. Si fecero concorsi, si selezionò personale qualificato, lo si addestrò e lo mandarono nelle nostre sedi diplomatiche in giro per il mondo.
L’anno scorso i nostri consolati e quelli della Commissione Europea convocarono i sindacalisti a Bruxelles e proposero di incorporare le varie sedi per la manutenzione, per fare un esempio l’ingegnere della Commissione Europea che era stato messo a Santo Domingo doveva accettare di fare la manutenzione anche a Cuba, Salvador, Nicaragua et similia (cito a caso, non ricordo esattamente i paesi ma il senso è quello) praticamente uno che era venuto pacificamente a fare la manutenzione dei computer in un paese relativamente pacifico poi doveva mettersi gli anfibi e andare in zone di guerra…
Incassato un deciso no dai sindacati, le sedi diplomatiche hanno deciso che alla fine dei contratti triennali, vanno tutti a casa e il servizio di manutenzione delle reti informatiche viene affidato DI NUOVO a strutture locali. Capito lo spreco di risorse umane ed economiche?
Bene, allo stesso modo folle e fuori da ogni logica imprenditoriale, società editoriali col rosso in bilancio hanno chiesto lo stato di crisi. Vogliono soldi dallo Stato, cioè dal governo al quale metterà in mano un cappio sempre più grosso da far girare al proprio collo.
Qui l’aggravante è che lo stato di crisi lo ha chiesto pure la Mondadori, proprietà Fininvest e cioè del nostro amato pre$idente del Con$iglio che ha prontamente accordato la ridefinizione degli organici anche se Mondadori non ha affatto chiuso in rosso i propri bilanci, anzi…
Sicuramente Berlusconi, al momento della firma dev’essere uscito dalla stanza come aveva promesso per superare il voluminoso conflitto d’interessi che ammanta la sua gestione.
Però i dubbi rimangono.
O no?
ALDO VINCENT
www.giornalismi.info/aldovincent

Indossato il suo elmetto color chippendale d’ordinanza, $ilvio che ha sempre combattuto la piazza (infatti si presenta in pubblico con il parrucchino asfaltato) questa volta capovolge le regole e scende in piazza lui, contro chi?
Sì, perchè secondo me la cosa si ridDuce a questo: $ilvio se ne fotte di Bersani e della Sinistra, Lui è sceso in piazza contro Santoro…
O no?
Leggo sui commenti di Facebook: “Erano tanti, erano pochi, non erano più di 80.000…” che sottintende: “Quando le facciamo noi, queste cose siamo minimo…” che sembra quel gioco da bambini che facevamo per vedere chi l’aveva più lungo.
Il punto saliente, nella moderna comunicazione di massa e nell’antica arte della propaganda, non è il riempire le piazze ma nello specifico fare in modo che non ci siano vuoti nell’inquadratura che la sera Minzolini & Co. useranno per illustrare l’avvenimento.
E con questa tecnica fottere tutti con il minimo sforzo.
Capito come funziona?
Le Foto per contare quanti realmente fossero in piazza, le trovate qui:
lerane.wordpress.com/2010/03/20
Anche qui sovvertite le regole che vogliono la polizia che ridimensiona sempre il numero dei manifestanti comunicati alla stampa dagli interessati. “Erano 100 ma secondo la polizia…” è una frase ricorrente che ieri è stata capovolta: forse erano 85.000, forse 90.
Sta di fatto che la polizia ne ha dichiarati 250.000 poi ridotti a 150.000. Com’è potuto succedere? Semplice, gli organizzatori (imbeccati da $ilvio il giorno prima: “Qualunque numero siamo noi diremo di essere un milione”) hanno dichiarato l’iperbolica cifra di un milione di partecipanti, e la polizia si è adeguata…
Fenomeni di massa, appunto.

COME POLITICO è UNA FRANA, IMPEGNATISSIMO DA MANE A SERA, A CUCINARE I PROPRI AFFARI. MA QUANDO SI TRATTA DI FARE IL MIKEBONGIORNO DELLA PIAZZA POLITICA, IL PERON DEL POPULISMO RETORICO, IL MAGO OTELMA DELLE CAZZATE, NON LO AMMAZZA NESSUNO – ECCO IL VENDITORE-IMBONITORE DI PUBBLICITà TELEVISIVA CHE NASCONDE DENTRO DI Sé ESPLODERE E TRASFORMARE LA PIAZZA IN UNA CONVENTION DI CLIENTI PRONTI A TUTTO – SE LA PERFOMANCE DEL BANANA ERA DEGNA DEL MIGLIO BONGIORNO, QUELLA DI LARUSSA, AUTOTRASFORMATOSI IN PRESENTATORE, RICORDAVA IL ‘GNAZIO DI FIORELLO
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ALDO VINCENT

Forse è una bufala. Sul Web qualcuno dice di averla letta su Libero poi riportata pari pari sul sito del Governo.it, ma non l’ho trovato e sul quotidiano non si trova nemmeno nell’archivio. Comunque, la notizia era questa: in Bielorussia, a Brest al confine con la Polonia, a seguito degli accordi durante la sua visita del novembre scorso, starebbe per sorgere una cittadella di 170 ettari che porterà il nome del grande $tati$ta itagliano.
Dice Lukašenko che in quella nuova città gli imprenditori italiani godranno di dazio zero sull’import e export, un’Iva simbolica, detassazione degli utili, corsie preferenziali burocratiche per gli appalti, terreni in concessione per un secolo in cambio di un canone di pochi dollari e, in più, potranno operare senza nessuna restrizione ecologica.
A me sembra una di quelle ZONA FRANCA che da anni vengono installate nei paesi poveri per poter sfruttare senza limiti la manodopera locale con salarai da fame.
Se questo è il progetto, se non è una bufala, se Silviograd non è una delle solite balle con cui tira avanti il premier, allora siamo entrati di prepotenza nella schiera degli sfruttatori colonialisti del XXI secolo.
Un altro motivo di vanto per il Belpaese.
http://aldoelestorietese.dilucide.com