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Il fume uccide lentamente, come i titoli dei nostri giornali

di aldo.vincent

2 febbraio 2010

Fumare uccide

Il fumo uccide lentamente

…e chi ha fretta? Anzi.

Se penso di essere immerso in un velenosissimo gas come l’ossigeno che invecchia le cellule, corrode i metalli, li ossida li distrugge con la ruggine, e quell’altro mortale composto con l’altro gas altamente esplosivo come l’idrogeno fino a formare quelle molecole micidiali che chiamano acqua, che tracima, travolge i ponti, maciulla i pali e fa affondare Venezia…

Cosa volete che sia un po’ di fumo aromatizzato dalla nicotina contro quello delle ciminiere, dei gas di scarico, dei putridi ammassi di spazzatura che non sappiamo più dove mettere?

Cos’altro fare leggendo i titoli dei giornali?

Leggete oggi: Dell’Utri trattò con Provenzano, Morgan fuma il crack e va a finire in prima pagina come un eroe, finalmente una legge contro le deposizioni dei pentiti, SMS per controllare i figli online proposta da quel Romani che fece i soldi con il 144 e Maurizia Porno Paradiso, Alì Agca promette di liberare Manuela Orlandi e invece che finire in manicomio va in prima pagina dei nostri quotidiani nazionali, finalmente avremo una legge Salva premier, il condono edilizio a vacca, i centri d’accoglienza per gli immigrati sono lager nazisti, alla Maddalena arriva Bertolaso, la Cina minaccia gli USA se incontreranno il Dalai Lama, altri impiccati a Teheran e Berlusconi a Gerusalemme che “sogna” Israele nell’Unione Europea (prossimo passo le “sue” Bahamas)

sperando che non spari una kazzata delle sue che quelli ci bombardano…

Appropò, dov’è finito Mordecai Vanunu? Gli rubarono la vita perchè denunciò le atomiche di Israele ed è scomparso….

Vabbè, mi fermo qui, e mi accendo una sigaretta. Che se non posso cancellare il mondo che ho davanti, almeno lei, benevola, cancellerà me.

Puf puf

ALDO VINCENT

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Sono troppe le notizie false o inesatte dei Media

di aldo.vincent

1 febbraio 2010

Patrizia D'addario

La D’Addario indagata per complotto contro Berlusconi? Una bufala

Rottura Pitt Jolie? Tutto falso

Andreotti ricoverato? Ma quando mai?

Belpietro aggredito a Milano? Non è esatto…

LA Gazzetta del Mezzogiorno venduta agli Angelucci? Smentita clamorosa

Cambio della direzione all’ADN Kronos? Una bufala

Mentana torna a Mediaset? Smentita dell’interesssato

Per gli appassionati del genere e per tutti coloro che insistono a dire che noi che facciamo controinformazione siamo inaffidabili, abbiamo trasmesso le notizie di ieri apparse sui quotidiani di carta e on line, di quelli che vanno per la minore e che si ciucciano un sacco di danè per fare informazione esatta, leale, corretta e documentata...

ehehehe

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Chiude il programma del Bagaglino: una Bellissima notizia!

di aldo.vincent

27 aprile 2009

bellissima-bagaglino

Una notizia BELLISSIMA

Il vecchio adagio: “Se non è una brutta notizia, non è una notizia” non vale il lunedì mattina, quando la prima che leggi sarà come la chiave di violino che dà il tono a tutta la sinfonia della settimana. (Ciumbia, che scrivere aulico! Si vede che sento l’influenza – oddio, con la porca aria che tira meglio dire l’ascendente – della prima notizia del mattino, quella che ti fa pensare che Nostradamus, i Maya, la Sibilla Cumana si sono sbagliati tutti e non è vero che la fine del Mondo verrà il 12/12/ 2012 ma che forse quella sarà la data dell’inizio di un Mondo Nuovo).

E qual è questa notizia, di grazia?

Cofferati condannato per comportamento antisindacale?
La Salma di Pinaut alla Fenice?
Maltempo: due morti in Sicilia per il vento, strade in tilt per la pioggia in Piemonte e Liguria. Non è che occorre ricostruire non solo l’Abruzzo, ma tutto il Belpaese?
Il Porcellum uccide in Europa?

Mavalà. La notizia della speranza è questa: BELLISSIMA, la satira del Bagaglino, chiude per mancanza di pubblico. Piersilvio, il giovane dirigente Mediaset con un brillante futuro dietro le spalle, l’Uomo che si è fattodasè e che a soli quarant’anni è già figlio di Silvio ed erediterà tutto lui con la sorella Marina a prescindere da cosa ha studiato, da cosa ha fatto dalle letterine che ha steso…
ebbene questo Piersilvio, immemore della passata militanza di questi poveri guitti d’antan, davanti ai numeri, chiude baracca e Bagaglino e apre alla speranza: “Vorrei avere mio padre in un Reality Show
Ma caro figliolo, siamo già tutti in un Reality Show, non lo vedi?

Oh, per carità, non è che perché era Satira per modo di dire che non manifestiamo la nostra solidarietà ai comici, venduti ma sempre comici. Noi esultiamo per la mancanza di pubblico. Che forse si sta evolvendo. Che fischia il Cavagliere in piazza. Che non fa uscire di casa Alemanno. Che dice a Formigoni di andare affanq…
Vuoi vedere che forse il vento gira?

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schifani

L’inevitabile crisi della stampa quotidiana

di aldo.vincent

25 febbraio 2009

giornali2

LA CRISI DELLA CARTA STAMPATA

Il primo giornale americano fu stampato a Boston da Benjamin Harris nel 1690. Nel suo editoriale d’apertura oltre agli intenti, dichiarava che il giornale sarebbe uscito mensilmente “a meno che non abbiamo notizie” lasciando intendere che le notizie fossero una componente esteriore del giornale. Fu James, fratello di Benjamin Franklin che nel 1730 a Filadelfia, cambiò quello che era un bollettino di quotazioni in borsa, sentenze dei tribunali e comunicati della classe prominente, in articoli di commento, in satira pungente, in critica politica, intuendo che il giornale non doveva solo aspettare le notizie, ma aveva il dovere di raccoglierle, in alcuni casi addirittura di fabbricarle. Fu quello l’inizio glorioso del “Quarto Potere” cioè di coloro che sapevano sensibilizzare l’opinione pubblica.

Sono passati molti anni da allora e molte cose sono cambiate.
Certo nessuno si sarebbe aspettato il crollo della stampa quotidiana che in America si è mostrata con le grandi ristrutturazioni del New York Times e ora con la dichiarazione dell’editore del Philadelphia Inquirer e del Philadelphia Daily News che ha annunciato il ricorso alla protezione dai creditori prevista dal Chapter 11. Praticamente un fallimento annunciato.

L’annuncio di Philadelphia Newspapers è arrivato il giorno dopo il ricorso al Chapter 11 da parte di Journal Register Co, editore di 20 quotidiani. La lista dei quotidiani Usa in crisi si allunga inesorabile. Nelle scorse settimane si era già registrato il fallimento di Tribune Co, l’editore del Chicago Tribune e del prestigioso Los Angeles Times.

In Italia, invece prosegue tutto come se nulla fosse, con cordate d’investitori del Corriere che non si sa bene che mestiere facciano e delle riunioni di redazione in cui Paolo Mieli dice che non lo preoccupa la caduta verticale delle copie vendute, finchè ci sarà la pubblicità a sostenere il giornale (e i contributi di Stato, aggiungo io…).

Stiamo correndo tutti dietro al pifferaio di Hammelin e ai suoi pagatissimi epigoni. Soltanto ieri, al summit di Berlino, tra lo stupore di tutti, Lui, allegramente dichiarava che sì c’è la crisi “ma le difficoltà che ho ascoltato non riguardano l’Italia… Noi stiamo meglio di tutti…
Ottimismo, perdio!

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