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Morto l’attore David Carradine, si sarebbe impiccato

di aldo.vincent

5 giugno 2009

locandina-kill-bill

La star di Kill Bill, 72 anni, si trovava in Thailandia per girare un film. Popolare per la serie Tv anni ‘70 ‘Kung Fu’ e per il film di Tarantino
Brrr ragazzi. La vita dà i brividi più e meglio di un film.
Per i più giovani racconterò della leggenda che parla di una setta segreta depositaria dei misteri del kung-fu che uccise Bruce Lee perché li aveva divulgati in America. Poi uccise pure il figlio che continuò con la palestra del padre e con alcuni sequels.
David Carradine interpretò la serie televisiva del monaco kung-fu che attraversava il Far West, al posto di Bruce Lee che l’aveva ideata.
Ed ora lo trovano morto impiccato in un albergo tailandese.

Brrrr, la vita dà brividi più e meglio dei film…

www.giornalismi.info/aldovincent

Eluana Santa Subito

di aldo.vincent

11 febbraio 2009

santa

È morto il giovane che ha contestato Sgarbi ad Agrigento

di aldo.vincent

2 febbraio 2009

giuseppe-gati
Un ventitreenne, Giuseppe Gatì, di Campobello di Licata è morto folgorato. Il giovane, che lavorava col padre in un’impresa di latticini, si era recato nel primo pomeriggio da un fornitore, alla periferia di Campobello di Licata e senza accorgersene avrebbe camminato su un filo scoperto della corrente elettrica che attraversava l’azienda agricola.

Giuseppe Gatì era il figlio di Giacomo, coordinatore cittadino del Pd. Il giovane era stato protagonista, meno di un mese fa, di una violenta contestazione, durante la presentazione del libro ad Agrigento, al sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi.

Mi avevano scritto una lettera di ringraziamento perché avevo preso le loro ragioni. Ho risposto che non succedeva quasi mai e mi chiedevo se il post era di un essere umano o una risposta automatica.

Mi hanno risposto:

Caro Vincent,

tranquillizzati, sono un essere umano, riconoscente con chi sta cercando di fare qualcosa per cambiare le cose, ciascuno nel suo piccolo e profondamente incazzato con chi ci sta derubando di tutto (libertà di parola, di informazione, di decisione…). Noi con quel gesto non abbiamo cambiato il mondo, però abbiamo un pò smosso le acque: non si era mai visto niente del genere nella provincia di Agrigento. Adesso non siamo più soli e naturalmente non finirà qui. Non ci limiteremo alle contestazioni plateali e rumorose: il nostro impegno sarà nel diffondere più informazioni possibili, in tutti i modi possibili… non solo da internet. Nel mio paese sono pochissimi ad usare internet e l’unica loro fonte di informazione è Il Giornale di Sicilia o, peggio, la televisione.

Siamo solo all’inizio, siamo giovanissimi (abbiamo 23 anni) e tanta rabbia dentro. Il nostro comune è in mano ai commissari da quasi tre anni perchè è stato sciolto per mafia. Il nostro ex sindaco (di sinistra!!!) è stato condannato in primo grado a tre anni e quattro mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. A Giugno ci saranno le elezioni amministrative e stiamo già cominciando ad impegnarci per smuovere le coscienze dei nostri compaesani e dare una direzione opposta a quella percorsa in questi ultimi trent’anni. Personalmente non sono adatta a fare la politicante, ma confido in alcune persone che si sono sempre opposti e hanno sempre denunciato a gran voce la disonestà di chi ci ha amministrato, fra l’indifferenza dei nostri compaesani: essi stessi venivano derubati, ma da noi c’è la mentalità che il denaro pubblico sia qualcosa che si può rubare,  l’importante è avere il figlio sistemato al comune, il nipote infermiere trasferito nell’ospedale più vicino etc… Il clientelismo qui è davvero difficile da combattere. Tutto ciò che ci circonda è contaminato, impastato con il malaffare, a partire dal nostro comune fino ai vertici più alti della politica italiana e SIAMO STANCHI! La contestazione a Sgarbi è stata un exploit della rabbia che ci tenevamo dentro, pensavamo di essere pochi a rifiutarsi categoricamente di essere COMPLICI di questi politici che stanno uccidendo il nostro Paese come un cancro, lentamente ma inesorabilmente.. invece siamo tanti e dobbiamo essere sempre di più. CONTRO LA MAFIA, CONTRO LA CORRUZIONE, PER L’ONESTA’, PER LA DIFESA DELLA LIBERTA’.

Perdona lo sfogo, un pò melodrammatico, ma sto attraversando un periodo di profonda insofferenza e sto facendo di tutto per non sentirmi impotente. Talvolta dire come la penso mi dà forza.

Grazie ancora,

http://www.giornalismi.info/aldovincent

Di chi le responsabilità per la bimba morta in auto?

di linda

3 giugno 2008

In questi giorni in cui avevamo il tempo di farlo abbiamo discusso molto della bambina di due anni, Maria, morta a Merate (Lecco) perché dimenticata dalla madre in auto davanti al liceo dove questa insegna. Contro ogni pronostico si sono formate due posizioni differenti ed opposte nel drappello di gente che aveva voglia di parlare di una cosa così triste e grave durante un fine settimana di vacanza.

Alcuni sostenevano, come la maggior parte delle persone che hanno ascoltato la notizia e ne sono rimaste sconvolte, che è impossibile dimenticare il proprio bambino sull’auto, è impossibile trattarlo alla stregua di un oggetto, inglobato nelle maglie della routine quotidiana a tal punto da perdere la propria identità di essere umano per assumere quella di arredamento domestico o comunque di accessorio obliabile.

Ma alcuni altri, a sorpresa, sottolineavano quanto i tanti impegni che oberano le giornate di chi ha figli, un lavoro ed una casa a cui tenere dietro, possono a volte far commettere degli errori talmente gravi ed aberranti che mai si sarebbe creduto di poter fare. In un certo modo questa donna si è trasformata nell’emblema della figura femminile di oggi, sempre più calpestata e stanca, trascinata nel vortice delle incombenze della vita moderna, incapace di tenere tra le proprie mani le migliaia di fili che compongono il tran tran famigliare ma che è comunque obbligata a fare, suo malgrado vittima e carnefice, a tal punto da provocare con le sue stesse mani la morte della propria prole, causa principale di tanti sforzi e fatica.

E’ verissimo, ed io per prima sempre sbadata e spesso occupata con le mie fantasticherie astratte ne posso dare conferma, dimenticare anche le cose importanti, ma come è possibile che in più di quattro ore (dalle 8.30 alle 13, arco di tempo in cui la madre faceva la sua normale lezione al liceo scientifico Agnesi mentre la bambina moriva all’interno dell’abitacolo della sua auto) non le sia mai venuta in mente sua figlia e che sia stata necessaria la chiamata del marito per riportarla alla realtà?

Anche se forse, capita e potrebbe capitare, non me ne riesco a capacitare. Forse, è solo l’inconsapevolezza di chi non ha figli e responsabilità da gestire. Ma, per favore, non diamo la colpa ad un gruppo di brufolosi sedicenni che si sono avvicinati all’auto e si sono accorti della piccola dentro, senza però dare l’allarme a nessuno, quando tante persone, adulte e consapevoli, non soccorrono neanche il barbone che gli muore di fianco per strada o non accorrono in aiuto di una donna che sta gridando perchè aggredita o derubata!