www: Massimo D’Alema

Il teatrino dell'assurdo dell'ora di Religione

di Aldo

19 ottobre 2009

Il Ministro Luca Zaia

Il Ministro Luca Zaia

TORNA LA GRANDE MINCHIATA DELLA QUERELLE SU:

L’ora di religione

Ormai il popolo di questo Belpaese è impermeabile a tutto, petti di cuoio che non si riesce a scalfire con nulla. L’ora di religione, per esempio, argomento per il quale in passato si sono avviate Sante Crociate per la liberazione del santo seporco, ora non fanno alzare nemmeno un sopracciglio.

(continua…)

G8 a L'Aquila: la strategia vincente di Berlusconi

di Aldo

27 aprile 2009

g8

Berlusconi: Gi Otto, Colpito e affondato

D’Alema dubita. Tentenna direi.
È sempre stato un cacadubbi, eccetto quando si trattò di bombardare Belgrado dimenticando di passare dal Parlamento.
Gli altri leader del G8, invece hanno subito capito la proposta di Berlusconi, di celebrare la passeggiata mediatica tra le macerie dell’Aquila, ed hanno approvato entusiasti.

D’altro canto, lo sanno pure loro che queste mobilitazioni di uomini, mezzi e capitali non servono che ad aggiornare l’album delle foto di gruppo. Perché se avessero davvero qualcosa da dirsi, da concordare, farebbero una bella videoconferenza con Skype e buona notte al secchio. E invece…

D’altra parte pure $ua Emittenza ne esce soddisfatto e rafforzato. Metterà sotto gli occhi delle telecamere le disgrazie di quegli infelici pilotando come sa fare solo lui l’attenzione sulle poche cose che nel frattempo si saranno realizzate coi soldi promessi in Sardegna durante la passata campagna elettorale.

Pure i Black Bock sono serviti: cosa troveranno da rompere?
Memore delle infelici decisioni prese a Genova, dove mise sipari, siepi di plastica e limoni finti, qui non dovrà fare nulla se non lasciare le cose come stanno.

Massì, dieci e lode al nostro Duce, l’uomo del fare, quello del comunicare.
Il Mago della pubblicità…

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giotto

D'Alema: mi assumo la responsabilità delle bombe su Belgrado

di Aldo

25 marzo 2009

bombekosovo

Baffino D’ALEMA, il finissimo finto statista…

…E LE NOSTRE BOMBE SU BELGRADO

A dieci anni dalla guerra nel Kosovo, Massimo D’Alema, all’epoca presidente del Consiglio, in un’intervista a ‘Il Riformista’ rivendica le scelte fatte, e se ne assume la responsabilità. (Roma, 24 mar. Adnkronos) -
Il che, secondo me non lo esime da nulla, lo fece pure Mussolini per il delitto Matteottti, e in questo benedetto Paese le responsabilità politiche valgono zero.

Torno sull’argomento, non perché fui il primo dei pochissimi che gridarono allo scandalo prendendomi del fascista (e allora eravamo tutti fascisti, insieme a Santoro con la diretta Rai dai ponti di Belgrado con la popolazione che si era appuntata un bersaglio sul petto, come in altri tempi agli ebrei era stata appuntata una stella di stoffa gialla…), ma visto che specie da sinistra non fiata nessuno, rimetto la faccenda qui, su questi muri elettronici dove le parole fanno più fatica ad essere cancellate…

L’intervista continua:

”L’Italia non ha mai smesso di negoziare e anche durante i bombardamenti la nostra ambasciata a Belgrado rimase aperta”.
D’Alema rivela anche che quando seppe che gli Usa volevano tenere fuori l’Italia dal conflitto con i serbi, usando solo le basi, lui che casualmente si era dimenticato di passare dal Parlamento prima di dichiarare guerra ad un Paese europeo, cristiano, mediterraneo, con un miliardo di affinità con la nostra razza e cultura, e invece era volato a Washington per baciare l’anello a Clinton (e speriamo solo quello), preso da un sussulto d’orgoglio si era alzato dal pavimento dove era inginocchiato ed aveva emesso il suo ruggito del topo:

‘Presidente, l’Italia non e’ una portaerei. Se faremo insieme questa azione militare, ci prenderemo le nostre responsabilità al pari degli altri paesi dell’alleanza”.

Era moralmente giusto e anche il modo di esercitare pienamente -sottolinea D’Alema- il nostro ruolo. Dopo il Kosovo infatti l’Italia ebbe un ruolo primario. Una parte della regione e’ stata poi presidiata da una forza multinazionale sotto il comando italiano. E’ stata la prima volta che un contingente multinazionale serviva sotto la bandiera del nostro paese.
Qualche anno dopo
-rimarca D’Alema con riferimento alla sua esperienza di ministro degli Esteri- abbiamo avuto il comando della forza Onu in Libano. Due dei momenti più significativi dell’impegno di peacekeepink di tutto il dopoguerra”.

E bravo Baffino. Una manciata di morti per sedersi al tavolo dei vincitori. Non è nuova…
Dopo le prime vittime civili, mai un momento di pentimento?

Pentito no, mai. Continuo pero’ ancora oggi a pensare che non fosse necessario bombardare Belgrado”.
Ero turbato dalla guerra, sentivo la responsabilita’ di quello che accadeva, i civili che morivano… La mia preoccupazione era questa.
Il grande merito di quell’intervento e’ stato quello di mettere fine alle guerre balcaniche e aver ”innescato un processo per cui la Serbia oggi e’ un paese democratico”.

Evviva il nostro democratico ex presidente del Consiglio. L’unico dal conflitto mondiale del ’45 ad aver dichiarato la guerra ad un Paese amico…

Passa il tempo ed io su questo finissimo finto statista non ho mosso di un ette il mio giudizio. L’unico merito, glielo devo riconoscere, è stato quello di aver interrotto un’antica tradizione dei nostri italici comandanti: ha finito la guerra con lo stesso alleato con la quale l’aveva cominciata.
Per il resto…

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belgrado

I bombardamenti Nato in Serbia come quelli israeliani

di Aldo

14 gennaio 2009

La tv serba di Novi Sad dopo i bombardamenti Nato

La tv serba di Novi Sad dopo i bombardamenti Nato

Mercenaro: “D’Alema str….”, siete d’accordo?

Andrea Marcenaro per “Il Foglio” scrive:

Una vera spedizione punitiva, quella contro Hamas – ha dichiarato ieri Massimo D’Alemadifficilmente, infatti, si può definire ‘guerra’ un conflitto in cui muoiono 900 persone da una parte e 10 dall’altra“. Può darsi. Ma sarebbe forse il caso di ricordare al rimbambito che copia (male) Sofri, che viene immancabilmente sottotitolato come il più intelligente della sinistra, e magari lo è pure, come andarono quei (sacrosanti) 78 giorni di bombardamenti Nato effettuati da 15mila piedi d’altezza sulla Serbia e dei quali perfino un rimbambito dovrebbe ricordare qualcosa.

Vennero centrati appartamenti (5 aprile 1999, per esempio, 17 morti), treni civili (12 aprile 1999, per esempio, 55 morti), contadini kosovari (14 aprile, per esempio, 75 morti), televisioni pubbliche (23 aprile, per esempio, 16 morti), autobus (1 maggio, per esempio, 47 morti), ambasciate (cinese, per esempio, 3 morti), carcerati (21 maggio, carcere di Pristina, per esempio, 100 morti), ospedali (31 maggio, ospedale di Surdulica, per esempio, 20 morti), scudi umani (60 civili kosovari usati come tali dai serbi, si disse per esempio il 31 maggio, e nessuno contestò), scuole (31 maggio, 23 bambini a Novi Pazar, per esempio). Oltre cinquecento civili, si disse. Più indefinite migliaia di militari serbi. A zero. Dicasi: a zero. Un supercappotto. Vera guerra quella, eh? Stronzo.

Domanda: siete d’accordo?

Ecco, non vorrei influenzare la vostra opinione, ma secondo me Mercenario sbaglia, nella forma e nella sostanza. Sì, perché Baffettino non ha tutta la consistenza dell’oggetto citato da Mercenaro, egli è vacuo, sottile ma inconsistente, puntiglioso ma sfuggente, se ne avverte la presenza ma non si riesce ad individuarne l’esatta posizione. Ecco, io avrei preferito usare il termine caro a Bossi: Scoreggia nello spazio.

ALDO VINCENT

http://www.giornalismi.info/aldovincent

dilemma