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Ddl Sicurezza, un ricordo di quando eravamo noi gli immgrati

di aldo.vincent

3 luglio 2009

emigranti italiani

OGGI E’ UN BRUTTO GIORNO PER IL MIO PAESE

E’ passata una legge sull’immigrazione che mi stringe il cuore, perchè fortemente voluta da Berlusconi e Lega, proposta da un Governo legittimo in un Parlamento legale, che secondo le statistiche viene condiviso da almeno la metà di questo popolo che per duemila anni è stato schiavo, per più di un secolo è stato emigrante, e che solo da una cinquantina d’anni gode di un discreto benessere che gli ha fatto dimenticare cosa voglia dire lasciare il proprio paese per andare lontano a guadagnarsi il pane.

Com’è amaro ’sto pane, cantavano i nostri emigranti all’inizio del secolo, ed io che sono uno di loro, che con ogni probabilità dopo una vita di lavoro, non riuscirò a tornare per morire tra i profumi della mia terra, metto qui aldoelestorietese.dilucide.com qualche foto d’epoca, perchè possiate ricordare COME ERAVAMO NOI, cosi’ a futura memoria (che si è purtroppo persa)

Borghezio dà consigli ai fascisti francesi

di linda

27 marzo 2009

Ospite del movimento dell’ultradestra francese Nissa Rebela nel settembre del 2008, Borghezio si sbottona su quelli che sono a sue dire i modi per riconquistare il potere. Non avvedendosi della presenza di una telecamere che lo segue anche dopo la fine del suo intervento, l’eurodeputato elargisce consigli ad alcuni esponenti della movimento nizzardo. Queste le parole pronunciate dall’Onorevole Borghezio “Occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. E’ un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì come una nuova forza regionalista, cattolica, eccetera eccetera… ma, dietro tutto ciò, siamo sempre gli stessi”.

Il video, che fa parte di un’inchiesta intitolata Ascenseur pour les fachos, dedicata all’avanzata dell’estrema destra in tutta Europa, è stato trasmesso venerdì scorso sul canale francese Canal Plus ed è apparso su Youtube solo in questi giorni. La Lega continuerà ancora a negare la propria vicinanza ai movimenti neofascisti?

borghezio

Niente matrimoni misti senza il permesso di soggiorno

di linda

11 dicembre 2007

sceriffo.jpg

Soliti personaggi della storia: il sindaco leghista, ‘Lo sceriffo’, gli immigrati ‘Sporchi, cattivi, e, solo in questa occasione, sciupafemmine’, un provvedimento, per alcuni legittimo, per altri una vera fregnaccia, e un sacco di dichiarazioni di ogni genere sull’argomento. Trama della storia: il sindaco di Caravaggio, paese di 15 mila abitanti in provincia di Bergamo, noto per il santuario e per aver dato i natali al pittore Michelangelo Merisi, tale Giuseppe Prevedini, ha emesso un provvedimento in base al quale lo straniero (donna o uomo che dir si voglia) che vuole sposarsi nel suo comune deve presentare anche il permesso di soggiorno. In pratica gli extracomunitari illegali in Italia non possono contrarre un matrimonio con un cittadino italiano. “C’è una legge che mi impone di denunciare i clandestini e un’altra che dà loro la facoltà di sposarsi: non vi pare assurdo?”. E come si fa a dargli torto e bollare la decisione come ‘illegittima e xenofoba’ come invece ha fatto il consigliere regionale dei Verdi, Marcello Saponaro? Forse basterebbe solo prendere tale provvedimento per quello che è, la solita mossa populista tipica del sindaco sceriffo del Nord di turno, che alza tanto polverone e non risolve nulla. A Caravaggio, dati alla mano, negli ultimi tre mesi sono stati solo tre i casi di matrimoni misti ritenuti sospetti. E’ probabile, quindi, che questo provvedimento risolverà il problema dell’immigrazione nel bergamasco, e nell’Italia intera, ed il nome di Caravaggio rimarrà nella storia non più per il Merisi ma per il Prevedini. Probabilmente alla voce Caravaggio, su Wikipedia, la modifica sarà già stata apportata mentre io scrivo.

Avanti Popolo!

di linda

17 settembre 2007

Ieri a Venezia è stato il giorno della Lega Nord. Pullman da tutto il ‘regno padano’ hanno raggiunto la città lagunare per partecipare all’annuale Festa dei Popoli padani in Riva degli Schiavoni. Come perdere l’emozionante rito del versamento, nell’acqua della laguna, dell’ampolla con l’acqua prelevata alle sorgenti del Po sul Monviso, pari a suggestione solo al rito del sangue liquefatto di San Gennaro? Davanti ad un Umberto Bossi, in forma smagliante, (almeno stando al giornalista di Repubblica) il popolo padano accorso (ben 5mila persone) ha ribadito a gran voce la sua voglia di libertà e di indipendenza da ‘Roma ladrona’. Il nocciolo della questione, come ha tenuto a precisare lo stesso Senatùr è la rivolta fiscale. “Questo è il cuore del problema e cioè i soldi”. Difficile dare torto al leader di un partito che da sempre professa il suo parallelismo e la vicinanza ai vari movimenti indipendentisti europei e mondiali, ma che, allo stesso modo, dimostra e ribadisce quanto, più che una questione di cultura, lingua o identità, sia una questione di denaro. E allora al via la protesta fiscale articolata in 13 punti, un punto al giorno pubblicato sul quotidiano ‘La Padania’. Nella nota inviata dal Senatore Calderoli, si scopre, al punto 1, che non si deve ‘sottoscrivere in dichiarazione dei redditi l’otto per mille a favore dello Stato ma farlo a favore della Chiesa cattolica o delle altre istituzioni previste dalla legge. Pensiamo alla nostra anima, tanto lo Stato, al posto di far beneficenza, questi soldi li butta via’, rivelandoci così che tutto ha un prezzo, anche l’anima. Al punto 7, si informa che ‘a breve verrà depositata una proposta di legge di iniziativa popolare in modo che anche il lavoratore dipendente possa ricevere una busta paga al lordo dei tributi e che lo stesso possa pagarli, come il lavoratore autonomo, dopo aver fatto tutte le necessarie detrazioni e deduzioni’, così almeno anche il lavoratore dipendente avrà la possibilità di non pagare le tasse e non si sentirà più un diverso ed un emarginato. Ma lo zenit dell’assurdità la si raggiunge al punto 12 quando si consiglia di non acquistare ‘piu’ prodotti dalle aziende bidoni dello Stato’ ma di scegliere ‘soluzioni alternative: basta carburante dall’Agip, basta energia elettrica dell’Enel, basta acquistare biglietti o prodotti dallo Stato, scegliamo il privato che rischia del proprio e lavora e non uno Stato che mantiene i fannulloni“. Quindi, un punto che parla male di chi lo ha ideato. Geniale! Un consiglio che si rivolta contro chi lo proclama. Sensazionale! In pratica il punto 12 dice di rivoltarsi contro uno Stato che ‘mantiene’ 18 deputati ‘fannulloni’ della Lega Nord alla Camera dei deputati (più un presidente, un vicepresidente vicario e due vicepresidenti) e 8 senatori ‘fannulloni’ dello stesso partito al Senato ( più un presidente, due vicepresidenti e un segretario amministrativo) per un totale, più o meno, di 330.000 euro di stipendi mensili alla Camera (compenso totale mensile di un deputato 15mila euro moltiplicato per 22) e 204.000 euro mensili al Senato (compenso mensile di un senatore 17mila euro moltiplicato per 12), senza contare i vari privilegi e le agevolazioni ormai stranoti, per un totale di circa 534mila euro al mese. Credo che, grazie al penultimo punto di questa nota, la simpatia nei confronti di questa folkloristica compagine politica destinata ad estinguersi con le proprie mani come sia cresciuta a dismisura. Avanti così ragazzi!

Problemi sessuali

di linda

9 agosto 2007

Lo ‘Sceriffo’ è tornato a far parlare di sé ma, francamente, ne facevano anche a meno. Con una delle sue soliti frasi ad effetto, il vice sindaco leghista di Treviso, Giancarlo Gentilini, ha dichiarato alla stampa la necessità di una ‘pulizia etnica contro i culattoni’ . Il grande stratega della Lega Nord vorrebbe in questo modo risolvere la disdicevole situazione che si è creata nelle ore notturne nel parcheggio di via dell’Ospedale, dove si incontrano persone per consumare rapporti sessuali. “Darò subito disposizioni alla mia comandante dei vigili urbani affinché faccia pulizia etnica dei culattoni – ha detto ai microfoni di Rete Veneta – Devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni e simili”. Non è chiaro però in che modo il prosindaco voglia mettere in atto la pulizia etnica che tanto sta sbandierando. Lui parla di incrementare l’uso delle telecamere e di concentrarsi su controlli mirati. Forse però non sa che come metodi di pulizia etnica vengono considerati abbastanza blandi e poco utilizzati, molto meglio una bella deportazione di massa, magari in accoglienti campi di sterminio, o attraverso un più risolutivo genocidio. Ma cosa ci si può aspettare da uno che proclama di voler ripulire la città dalla prostituzione e poi subito si smentisce dichiarando che le prostitute sono state le loro navi scuola quando erano giovani, suggellando la frase con un “comunque, con le prostitute chiudo un occhio: ce ne sono una quindicina, tutte monitorate. Assieme alle nostrane tollero qualche extracomunitaria”. L’uomo degli extracomunitari perdigiorno, dello straniero leprotto, pronto per essere impallinato, colui che ha dichiarato che “Siamo in guerra, i gommoni degli immigrati devono essere affondati a colpi di bazooka. Occorre puntare ad altezza uomo, e “Rispediamo gli immigrati a casa in vagoni piombati. I vagoni servirebbero per riportare i negri oltre frontiera forse ha perso la verve ed il carattere di un tempo. Come molti ormai del suo stesso partito non ha più la forza di portare a termine quello che dichiara sono ormai lontani i tempi del ‘Noi ce l’abbiamo duro’, annebbiato dai dolci ricordi della sua nave ammiraglia e da una tecnologia che fagocita i vecchi e sacrosanti metodi per sbarazzarsi di chi non ci aggrada.