Giornata della memoria… per Gaza
27 gennaio 2009
SMEMORATI
Negazionismo di Guido Penzo
Il vescovo Richard Williamson non è mai esistito.
www.giornalismi.info/aldovincent


Negazionismo di Guido Penzo
Il vescovo Richard Williamson non è mai esistito.
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BERLUSCONI E GAZA
La cosa che maggiormente mi ha colpito e’ stato il cerone di Berlusconi, pallido come le facce dei suoi simili, mentre il giorno prima in Sardegna portava un cerone abbronzato…
mimesi.
Quando vivevo a Cuba, dovetti uscire dal Paese per ragioni che non sto qui a raccontare e feci un giro in Salvador Nicaragua, Costa Rica ecc.
C’era una conferenza sui diritti umani all’ONU di Ginevra e tra le televisioni locali e il satellite feci una scoperta sconcertante: ognuno degli intervenuti parlava per la televisione del suo Paese! Infatti, nessuno dei reportage che vidi riportava le parole degli altri, ma solo quelle dei propri leader che appunto parlano per chiarezza nella lingua madre.
Così questo Berlusconi che parla agli italiani. il marito di Carla Bruni che parla ai francesi, e così via, mi hanno fatto pensare che stavano facendo ben poco se non mettersi in mostra.
Poi le immagini di tutti a pranzo. Non ho letto le cronache ma di solito i reporters si sbizzarriscono nel descrivere il menu’…
KAKA’ MESSAGGERO DI DIO
Kakà annuncia che non lascerà Berlusconi e crolla il tetto della chiesa nella sua favela a San Paolo.
Vuoi vedere che dio è interista?
FIRMATO L’ACCORDO FIAT-CHRYSLER
Per adesso acquisito il 35% che salirà al 50
Scusate ma dopo la faccenda Alitalia sono molto prudente prima di gridare ai miracoli.
Questo vuol dire per esempio che i prossimi incentivi del nostro governo per l’auto andranno al 35% in america, o che se fallisce Crysler ce lo mettono sul groppone a noi, popolo sovrano?
R.S.V.P.
Aldo Vincent
http://giornalismi.info/aldovincent
SALVIAMO VITTORIO ARRIGONI!!!!!
Quale frequentatore dell’aggregatore Kilombo ho ricevuto da zinfarosa@katamail.com questo invito:
Cari Kilombisti,
come saprete il nostro collega Vittorio Arrigoni è in grave pericolo poiché per il suo impegno nella striscia di Gaza è stato indicato come obiettivo da “sopprimere”;
e l’invito ad attivarmi. Faccio un controllo rapido e scopro una cosa che ha dell’incredibile!
C’è un Sito criminale israeliano, questo: stoptheism.com
che ha messo on line fotografie e notizie su alcuni operatori nella Striscia di Gaza INVITANDO AD UCCIDERLI!
Tra gli obiettivi c’è pure il nostro Vittorio Arrigoni che loro descrivono così:
VITTORIO ARRIGONI (nella foto sotto) è attualmente ASSISTENDO Hamas a Gaza
foto

Arrigoni è stato ripetutamente deportato da Israele e fu deportato non solo nel 2005, ma l’ultimo mese dopo l’ingresso in Gaza illegalmente con la Gaza flottiglia (?). Era stato catturato dai IDF NAVY e deportato, ma si è mostrato di nuovo a Gaza con il rientrato ISM pochi giorni più tardi con la GAZA flottiglia.
Ad Arrigoni è stata assegnata una medaglia da Hamas ed è attualmente a fare il lavoro di scudo umano per Hamas a Gaza. Si fornisce questa sua foto sperando che IDF può trovare lui . E sbarazzarsi di lui permanentemente.
CUT

(Arrigoni, a sinistra, nel corso di una audizione di espulsione a Tel Aviv nel 2005).
Arrigoni ha il suo sopracciglio sinistro trafitto e porta almeno un tatuaggio, e un disegno tatuato sulla sua spalla sinistra. L’IDF dovrebbe considerare lui come un collaboratore di Hamas e trattare lui non diversamente.
FORZA RAGAZZI, è arrivata l’ora di tirare fuori le unghie e di far girare questa mail a tutti compresi i giornalisti, intellettuali e diplomatici che conosciamo affinché il rumore della contro informazione costringa i giornali a pubblicare la notizia. E la Farnesina a non ignorare la cosa.
Dài, un piccolo sforzo, non dimenticate che non si tratta solamente di un italiano ma di un ragazzo che rischia la pelle per un ideale di Pace e di convivenza tra i popoli.
Teniamoci in contatto
Vincent
da www.politicaonline.net/forum
Vittorio Arrigoni è il cooperante italiano residente a Gaza che in queste settimane sta fornendo testimonianze preziose su quanto sta avvenendo nella Striscia, sia attraverso il quotidiano Il Manifesto sia attraverso il suo blog. Per un sito, evidentemente criminale, che va immediatamente denunciato ed oscurato, che si intitola stoptheism.com, Vittorio Arrigoni è indicato come il bersaglio numero uno da uccidere. Avete capito bene, da uccidere. Di lui e di altri cooperanti, Jenny Linnel (bersaglio numero due) Ewa Jasiewicz, bersaglio numero 3, e una lista di altre persone, sono pubblicate foto e dettagli e segni particolari per poterli identificare e viene fornito perfino un numero di telefono negli Stati Uniti per poter segnalare all’esercito israeliano l’eventuale avvistamento e come poterli eliminare.
La Polizia postale e la Farnesina devono immediatamente attivarsi presso le autorità estere competenti perché chiunque si celi dietro il sito venga identificato e il sito oscurato. Ad una ricerca sul database del servizio Whois per il dominio in questione non è possibile ottenere alcuna informazione rilevante per identificare gli istigatori all’omicidio.

La tv serba di Novi Sad dopo i bombardamenti Nato
Andrea Marcenaro per “Il Foglio” scrive:
“Una vera spedizione punitiva, quella contro Hamas – ha dichiarato ieri Massimo D’Alema – difficilmente, infatti, si può definire ‘guerra’ un conflitto in cui muoiono 900 persone da una parte e 10 dall’altra“. Può darsi. Ma sarebbe forse il caso di ricordare al rimbambito che copia (male) Sofri, che viene immancabilmente sottotitolato come il più intelligente della sinistra, e magari lo è pure, come andarono quei (sacrosanti) 78 giorni di bombardamenti Nato effettuati da 15mila piedi d’altezza sulla Serbia e dei quali perfino un rimbambito dovrebbe ricordare qualcosa.
Vennero centrati appartamenti (5 aprile 1999, per esempio, 17 morti), treni civili (12 aprile 1999, per esempio, 55 morti), contadini kosovari (14 aprile, per esempio, 75 morti), televisioni pubbliche (23 aprile, per esempio, 16 morti), autobus (1 maggio, per esempio, 47 morti), ambasciate (cinese, per esempio, 3 morti), carcerati (21 maggio, carcere di Pristina, per esempio, 100 morti), ospedali (31 maggio, ospedale di Surdulica, per esempio, 20 morti), scudi umani (60 civili kosovari usati come tali dai serbi, si disse per esempio il 31 maggio, e nessuno contestò), scuole (31 maggio, 23 bambini a Novi Pazar, per esempio). Oltre cinquecento civili, si disse. Più indefinite migliaia di militari serbi. A zero. Dicasi: a zero. Un supercappotto. Vera guerra quella, eh? Stronzo.
Domanda: siete d’accordo?
Ecco, non vorrei influenzare la vostra opinione, ma secondo me Mercenario sbaglia, nella forma e nella sostanza. Sì, perché Baffettino non ha tutta la consistenza dell’oggetto citato da Mercenaro, egli è vacuo, sottile ma inconsistente, puntiglioso ma sfuggente, se ne avverte la presenza ma non si riesce ad individuarne l’esatta posizione. Ecco, io avrei preferito usare il termine caro a Bossi: Scoreggia nello spazio.
ALDO VINCENT
http://www.giornalismi.info/aldovincent


Traduzione dell’articolo di William Sieghart apparso su Times on line
DOBBIAMO CORREGGERE L’IMMAGINE DISTORTA CHE ABBIAMO DI HAMAS
Gaza è una società laica dove la gente ascolta musica pop, guarda la tv, e molte donne camminano per strada senza il velo.
La settimana scorsa ero a Gaza. Mentre ero lì ho incontrato una ventina di poliziotti che partecipavano a un corso in gestione dei conflitti. Erano ansiosi di sapere se gli stranieri si sentivano al sicuro da quando Hamas era al governo. “Sì, certamente!” ho risposto. Senza dubbio gli ultimi 18 mesi hanno visto una relativa calma per le strade di Gaza; nessun uomo armato per le strade, niente più rapimenti. Hanno sorriso pieni di orgoglio e ci hanno salutato con un arrivederci.
Meno di una settimana dopo tutti questi uomini erano morti, uccisi da un razzo israeliano durante una cerimonia di passaggio di grado. Erano “uomini armati e pericolosi di Hamas” ? No, erano poliziotti disarmati, impiegati pubblici uccisi non durante un “campo di addestramento militante” ma nella stessa stazione di polizia al centro di Gaza City usata dagli Inglesi, dagli Israeliani e da Fatah durante il periodo in cui questi guidavano il paese.
Questa distinzione è cruciale perché mentre le terrificanti scene di Gaza e Israele vengono trasmesse nei nostri schermi televisivi, si sta combattendo anche una guerra fatta di parole che sta oscurando la nostra comprensione della realtà dei fatti.
Chi o cosa è Hamas, il movimento che il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak vorrebbe annientare come se fosse un virus? Perchè ha vinto le elezioni palestinesi e perché permette che vengano sparati razzi su Israele?
La storia degli ultimi tre anni di Hamas rivela come l’incomprensione riguardo a questo movimento da parte dei governi di Israele, degli Stati Uniti e Regno Unito ci abbia condotto alla situazione brutale e disperata in cui siamo.
La storia comincia circa tre anni fa quando “Cambiamento e Riforma”, il partito politico di Hamas, ha inaspettatamente vinto le prime elezioni libere e regolari del mondo arabo, in una piattaforma politica che vedeva la fine della corruzione endemica e il miglioramento dei quasi inesistenti servizi pubblici nella Striscia di Gaza. Contro un’opposizione divisa questo partito apparentemente religioso si è impresso nella comunità a prevalenza laica tanto da guadagnare il 42 per cento dei voti.
* I palestinesi hanno votato per Hamas perchè hanno pensato che Fatah, il partito del governo che hanno bocciato, li ha delusi. Nonostante la rinuncia alla violenza e il riconoscimento dello Stato d’Israele, Fatah non ha realizzato uno Stato palestinese.
* E’ essenziale sapere questo per capire la cosiddetta posizione di rifiuto di Hamas. Che non riconoscerà Israele o rinuncerà al diritto di resistere finchè non sarà sicuro dell’impegno mondiale a raggiungere una soluzione per la questione palestinese.
Nei cinque anni in cui ho visitato Gaza e la Cisgiordania ho incontrato centinaia di politici e di sostenitori di Hamas. Nessuno di loro ha professato lo scopo di islamizzare la società palestinese, in stile talebano. Hamas conta troppo sui votanti laici per fare questo. La gente ascolta ancora la musica pop, guarda la televisione e le donne ancora scelgono se indossare il velo o no.
La leadership politica di Hamas è probabilmente la più qualificata nel mondo. Può vantare nelle sue file più di 500 laureati col titolo di dottorato, la maggioranza fatta di professionisti della classe media (dottori, dentisti, scienziati, e ingegneri).
La maggior parte della leadership di Hamas si è formata nelle nostre università è non ha maturato nessun odio ideologico contro l’Occidente. E’ un movimento basato sul malcontento, dedicato ad affrontare l’ingiustizia compiuta sul suo popolo. Ha coerentemente offerto una tregua di dieci anni per fornire uno spazio di respiro per poter risolvere un conflitto che continua ormai da pià di 60 anni.
La reazione di Bush e Blair alla vittoria di Hamas nel 2006 è la chiave dell’orrore di oggi. Invece di accettare il governo democraticamente eletto, hanno finanziato un tentativo di rimuoverlo con la forza; addestrando e armando i gruppi di combattenti di Fatah per rovesciare militarmente Hamas e imporre ai Palestinesi un governo nuovo e non eletto da loro. Come se non bastasse, 45 membri del Parlamento di Hamas sono ancora detenuti nelle prigioni israeliane.
* Sei mesi fa il governo israeliano ha accettato una tregua, mediata dall’Egitto, con Hamas. In cambio del cessate il fuoco Israele ha acconsentito all’apertura dei valichi e permesso il libero flusso dei beni essenziali dentro e fuori da Gaza. I lanci di razzi sono terminati ma i valichi non sono stati mai totalmente aperti, e la popolazione di Gaza ha iniziato a morire di fame. Questo devastante embargo non è una vittoria della pace.
Quando gli occidentali chiedono che cosa abbiano in mente i leader di Hamas quando ordinano o permettono il lancio di razzi su Israele, non stanno comprendendo la posizione dei palestinesi. Due mesi fa le Forze di Difesa israeliane hanno rotto la tregua entrando a Gaza e cominciando di nuovo il ciclo di uccisioni.
Dal punto di vista palestinese ogni giro di razzi lanciati è una risposta agli attacchi israeliani. Dal punto di vista israeliano è il contrario. Ma cosa significa quando Barack parla di distruzione di Hamas? Significa uccidere il 42 per cento dei palestinesi che hanno votato per esso? Significa rioccupare la Striscia di Gaza da cui Israele si è ritirato così dolorosamente tre anni fa? O significa separare in modo permanente i palestinesi di Gaza e quelli della Cisgiordania, politicamente e geograficamente?
E per coloro il cui mantra è la sicurezza di Israele, quale sorta di minaccia costituiscono i tre quarti di un milione di giovani che stanno crescendo a Gaza con un odio implacabile contro chi li riduce alla fame e li bombarda?
E’ stato detto che questo conflitto è impossibile da risolvere. In realtà, è davvero semplice. Il vertice delle mille persone che governano Israele (politici, generali e lo staff della sicurezza) e il vertice dei palestinesi islamisti non si sono mai incontrati. Una pace che sia tale richiede che questi due gruppi si siedano insieme senza pregiudizi. Ma gli eventi di questi giorni sembra abbiano reso ciò più improbabile che mai. Questa è la sfida per la nuova amministrazione di Washington e per i suoi alleati europei.