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Piccole considerazioni post-G8 su Berlusconi e soci

di aldo.vincent

13 luglio 2009

Conferenza Berlusconi

Mollichine post-G8

La conferenza sembra finita ma un giornalista “nemico” di Repubblica, il gruppo editoriale accusato dalla maggioranza di aver tramato contro il governo, riesce a prendere il microfono. «Lei ha accusato il mio giornale…». Il premier lo interrompe. È infastidito, si vede: «Ma questo che c’entra con il vertice». Il cronista ripete la domanda. A quel punto Berlusconi non si trattiene, gonfia il petto e proclama come un generale vittorioso dopo una sofferta battaglia: «Non avete raggiunto il vostro obiettivo». Applausi.

Riporto qui la cronaca di una “strana” conferenza stampa dove i giornalisti hanno fatto la figura da peracottari, la stampa estera silenziosa come ad obbedire alla tregua unilaterale imposta dal Silenziatore del Quirinale, gli italiani con domande insulse tipo: «Presidente, lei e Obama siete i leader di maggiore successo mondiale: se lo aspettava?» oppure: «Lei ha creato un momento storico…» o ancora: «La sua scommessa è stata vinta, io c’ero quando lei ebbe questo momento di lucida follia...»…. ( o come riporta Stella: «favolosa intuizione», «ci ha fatto sognare », «grazie per dedicare a noi in agosto le sue preziose ferie…»)  Vabbè, siamo immersi in uno stato pre-ipnotico e finchè non ne usciamo, inutile parlarne. Richiamo invece la vostra attenzione sul “nemico”, il giornalista di Repubblica che ha incassato il pubblico disprezzo dal Cavagliere Smascherato a cui sono seguiti gli APPLAUSI di consenso da parte degli altri giornalisti della sala stampa.

Sipario.

CARLA (senza accento sulla A)

Stupisce lo sprezzante continuo insulto a questa giovane signora italiana protagonista indiscussa del jet set internazionale. Proviene da una famiglia italianissima da cui ha ricevuto un’educazione impeccabile, arricchita dall’esperienza di lavoro da cui ha tratto visibile giovamento arrivando ad esprimersi in tutto ciò che fa con la classe purissima di cui si sono contraddistinte altre donne italiane che hanno portato classe e cultura quale esempio in tutto il mondo.

Entra nel circolo mediatico del g8, fatto di proclami, passeggiate, carbonare, tagliolini e vestiti fuori moda, col suo passo felpato e solca il palcoscenico mediatico come una Dea, suscitando l’ammirazione del Mondo e il sorrisino beffardo degli itagliani, quelli che hanno capito tutto…

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L’Aquila e la strumentalizzazione di Clooney & C.

di aldo.vincent

10 luglio 2009

George Clooney L'Aquila

L’Aquila: Qui gireremo un film

Credevo che avessero sgombrato le macerie del terremoto, invece ho scoperto che le avevano ammucchiate per fare da sottofondo alla passeggiata dei Grandi della Terra durante il loro consueto giro di propaganda che chiamano g8 in attesa del g14 che farà da preludio al g20 che avrà un significato solo col g (metti un numero a caso…)

Proclami, aria fritta, e slogan ripetuti all’infinito, salviamo l’Africa, combattiamo i paradisi fiscali (questa, detta da Berlusconi che deve la sua immensa fortuna all’uso di questi dispositivi, fa proprio ridere) il clima, la riduzione dell’inquinamento, la pace nel mondo, e mentre riempiono i microfoni con le vibrazioni della loro aria a casa loro si continuano a perpetrare i più efferati scempi. L’italia (scusate lo scrivo minuscolo, non è un refuso) approva il nucleare, in Afghanistan il più massiccio assalto dopo il Vietnam (ma non era una missione di Pace? Mah) si spara sui dimostranti, si ruba la terra agli Indios…

Appropò:

Occasione perduta, quell’iniziativa di Frattini di non invitare Ahmadinejad al g8 dove invece che parlarne male, avrebbero potuto guardarlo negli occhi. Ma forse non avevano tempo, tutti presi dai tagliolini, mozzarella, pizza e mandolini e udite udite un libro omaggio del peso di 24 kili! Comodo da portare a letto per una lettura sulle bellezze d’Italia (questa sì maiuscola) prima di addormentarsi soddisfatti.

Pensateci: un libro di mezzo metro cubo per 24 kili con copertina in marmo di Carrara regalato da Berlusconi: un regalo pacchiano da uno che di libri evidentemente ne legge pochi ma che ha in mano tutta l’editoria che conta nel nostro paese (ahimè, minuscolo)
Amen

P.S.
Il succo dell’avvenimento è la vampirizzazione fatta da Clooney per promuovere la sua casa cinematografica. “Qui gireremo un film” non è solo un maledetto slogan pubblicitario, ma purtroppo sarà pure l’unica promessa mantenuta in questi giorni…

www.giornalismi.info/aldovincent

Gli aiuti fanno male agli africani!

di aldo.vincent

12 giugno 2009

bambino-africano

«L’Italia non rispetta gli impegni presi per aumentare gli aiuti all’Africa»

L’accusa dell’associazione di Gates e Geldof: «Operato del Paese fa sorgere dubbi su credibilità come presidente G8» Italia e Francia non rispettano gli impegni presi al G8 di Gleneagles nel 2005 per combattere la povertà estrema in Africa e questo comportamento rischia di compromettere gli sforzi dell’intero G8: è l’accusa lanciata dalla campagna internazionale contro la povertà «One», nel rapporto 2009 che è stato presentato a Londra da Bill Gates, Desmond Tutu e Bob Geldof, tra gli altri.

Gli aiuti dati, dice One, servono enormemente: 34 milioni di bambini in più vanno a scuola, trattamenti contro l’Aids a tre milioni di persone, dimezzamento delle morti per malaria in Ruanda, Etiopia e Zambia.

Qui sopra, la notizia.
Sembra che gli aiuti, in mani private siano più efficaci di quelli in mano pubbliche o quasi pubbliche come le Onlus.
È un grande problema, di difficile soluzione, e per tutti coloro che pensano che sia meglio fare qualcosa che non fare nulla, rispolvero un vecchio articolo che scrissi al mio ritorno dall’Africa.
Senza la pretesa d’essere depositario di chissà quale verità, solo per aggiungere elementi di riflessione:
Buona lettura:

…e soprattutto: NON AIUTATE L’AFRICA!!

Sono anni che lo vado predicando: gli aiuti (così come sono organizzati) fanno male agli Africani!! Vedo che finalmente pure qualche economista se n’è accorto, e con immenso piacere torno sull’argomento per ribadire il concetto.

Premetto che non sono depositario di nessuna Verità inerente l’Africa perché la conosco molto poco. Ho navigato tutto il Nilo per arrivare in Sudan e nel Sahel; poi Niger, Mali, Mauritania e in volo alla Sierra Leone da dove, attraversando Guinea Bissau sono arrivato a Banjul e quindi in Senegal. Il mio viaggio è durato 30 mesi ma il maggior tempo l’ho speso in Gambia e sul fiume Shaloum dove ho costruito una scuola, ho scavato pozzi, ho coperto fogne ed ho portato l’acqua. Come vedete la mia esperienza è limitatissima, però qualche cosa ho visto e ne sono testimone.

Ho visto per esempio, americani che fingevano di organizzare gli aiuti ma erano agenti della CIA

Ho visto tedeschi che disboscavano l’Africa e spedivano legni pregiati in Europa

Ho visto inglesi (i più razzisti di tutti) stipendiati da Oxfam o Save the Children, con macchine lussuosissime e con aria condizionata, che avevano fatto fare lavori per trasferire l’acqua con cui annaffiavano i giardini delle loro ville e che alle cinque facevano servire il te dai locali in guanti bianchi.

Ho visto progetti UNICEF che costavano dieci volte il necessario per insegnare ai bambini la pittura ma che si sono rifiutati di vendermi (vendermi, badate bene) la penicillina per salvare il mio villaggio da una terribile epidemia.
Ah quante cose ho visto!

Ma sto divagando. Dov’eravamo rimasti? Ah, sì. Gli aiuti agli africani.
Procediamo con calma. Cominciamo con la struttura familiare.
Di solito vivono in un compound che è costituito da un clan di appartenenti alla stessa famiglia. Un uomo sposa quattro mogli e ogni donna per sentirsi realizzata deve fare almeno tre figli. Ne consegue che se fossero solo numeri, il primo uomo avrebbe 12 figli, la seconda generazione 72, la terza 432 e la quarta 2600 e così via. In pratica un compound di una ventina di persone in quarant’anni diventerebbe grande come una cittadina italiana. Per fortuna ci pensa una natura benevola che uccide i bimbi più deboli rendendo drammatica ma vivibile la situazione demografica.

Ma qui interviene l’uomo bianco. Perché andare in giro a raccogliere soldi dicendo che sono per i bambini, rende di più e così si prendono costosissime iniziative per salvare soggetti che in Africa con le sole proprie forze non sopravvivrebbero.

Badate bene, con questo non voglio dire che le intenzioni non siano nobili, perché tutto lo sforzo per salvare anche solo una vita umana, è encomiabile. Però bisogna essere pragmatici e l’Africa è un Paese durissimo dove basta un taglietto per rischiare di morire perché una moltitudine di insetti ha nella saliva sostanze narcotiche e anestetiche, che non ti fanno sentire dolore mentre ti mangiano vivo.

E la notte nemmeno ti immagini quanti miliardi di zanzare sono pronte a succhiarti tutte insieme il sangue. Ricordo sul fiume Gambia una farfallina che di notte entrava nel naso dei bambini che dopo qualche tempo avevano dentro il corpo vermi sottili e lunghi anche venti centimetri che dall’interno si facevano strada fino agli occhi, rendendoli ciechi in poco tempo.

In Africa ci sono malattie così dolorose che noi nemmeno immaginiamo, e se i deboli muoiono nel primo anno di vita, la natura benevola li fa morire incoscienti.

Se invece li tieni in vita con i farmaci, questi individui, di per sé deboli e soccombenti PER TUTTA LA LORO VITA dovrebbero essere tenuti in vita con i farmaci. Ma qua succede l’incredibile: l’uomo bianco degli adolescenti se ne fotte!

Eh sì, perché quando questi ragazzi sono arrivati attorno ai sedici/diciotto anni non c’è nessuno che si occupa di loro e vivono sbandati ai margini del loro gruppo sociale diventando pericolosi estremisti. Chi credete che siano i giovani kamikaze, i moderni schiavi, le nuove leve della criminalità e dello spaccio?

Sono giovani africani emarginati dalla loro stessa comunità (giovani leoni sessualmente affamati e quindi pericolosi per lo status quo della tribù) e dalle organizzazioni internazionali che spendono l’ottanta per cento delle loro risorse PER MANTENERE in piedi la macchina amministrativa, gli stipendi, le auto di lusso con cui muoversi, l’aria condizionata, i viaggi delle famiglie… il rimanente serve per le foto: belle faccie di bimbi emaciati e via! Una nuova campagna per la raccolta fondi.

Voi mi direte, ma via, non sempre, non tutti, non dappertutto.
Certo avete ragione. Ma se fate un paio di conti, con i soldi che si spendono, le persone che si impiegano, i governi che si mobilitano, dovrebbe saltarvi agli occhi che c’è qualcosa di sbagliato, perché in tutto questo tempo non siamo riusciti a rimediare quasi a nulla! Abbiamo tante e tali ben qualificate schiere di volontari e tanti di quei mezzi, che se veramente volessimo risolvere il loro problema LA’ DA LORO, si potrebbe fare…

Invece siamo qui, a ripetere il rito di sempre: gettare la monetina nel cappello del povero fuori dalla chiesa ed entrare sollevati a fare la Comunione…

(Aldo Vincent)
MAMMA !
www.mamma.am/

G8 a L’Aquila: la strategia vincente di Berlusconi

di aldo.vincent

27 aprile 2009

g8

Berlusconi: Gi Otto, Colpito e affondato

D’Alema dubita. Tentenna direi.
È sempre stato un cacadubbi, eccetto quando si trattò di bombardare Belgrado dimenticando di passare dal Parlamento.
Gli altri leader del G8, invece hanno subito capito la proposta di Berlusconi, di celebrare la passeggiata mediatica tra le macerie dell’Aquila, ed hanno approvato entusiasti.

D’altro canto, lo sanno pure loro che queste mobilitazioni di uomini, mezzi e capitali non servono che ad aggiornare l’album delle foto di gruppo. Perché se avessero davvero qualcosa da dirsi, da concordare, farebbero una bella videoconferenza con Skype e buona notte al secchio. E invece…

D’altra parte pure $ua Emittenza ne esce soddisfatto e rafforzato. Metterà sotto gli occhi delle telecamere le disgrazie di quegli infelici pilotando come sa fare solo lui l’attenzione sulle poche cose che nel frattempo si saranno realizzate coi soldi promessi in Sardegna durante la passata campagna elettorale.

Pure i Black Bock sono serviti: cosa troveranno da rompere?
Memore delle infelici decisioni prese a Genova, dove mise sipari, siepi di plastica e limoni finti, qui non dovrà fare nulla se non lasciare le cose come stanno.

Massì, dieci e lode al nostro Duce, l’uomo del fare, quello del comunicare.
Il Mago della pubblicità…

http://aldoelestorietese.dilucide.com
giotto

Mi sa che questi politici ci stanno prendendo in giro

di aldo.vincent

27 marzo 2009

frattiniberlusconi

Una presa per il Q.

Io vorrei proprio farlo, un sondaggio tra gli italiani per chieder loro:
“Vi sentite più presi per il Q quando il vostro amato presidente del consiglio si mette i cappellini da operaio e vi guarda dalle fotografie con quel sorrisino da venditore di Jaguar usate – quelli per intenderci, che glissano sulle valvole sfiatate e vi mostrano i vetri elettrici – oppure quando dichiara: “Questo non l’ho detto!” “Gira una bozza che non ho scritto io!” “Non lo sapevo!” “Non mi risulta”?

Oppure vi sentite presi per il Q quando i nostri parlamentari rendono pubblici i loro redditi o presi per il Q ancora di più dopo aver saputo che il vostro amato presidente del consiglio si è fatto liquidare una quota cash di 160 milioni da una delle sue aziende, (mentre i tre figli si sono divisi un milione a testa lasciando in cassa 111 milioncini), dichiarando poi al Fisco un decimo di quello che aveva dichiarato l’anno scorso?

Vorrei chidere loro: vi sentite presi per il Q quando Frattini dichiara reddito zero oppure quando Ciarrapico dichiara di non possedere immobili, lui proprietario di cliniche e giornali?
E gli avvocati difensori del Re, tutti seduti in Parlamento, con redditi attorno ai due milioni, e case e terreni e caicchi in Turchia, chi glieli compra?
E Gianni Letta, sempre nel buio del suo studio, lui che ha passato una vita nei quotidiani, da dove kazzo li prende un milione e mezzo che dichiara? E kikkazzo li legge i libri di Veltroni, se l’hanno scorso le royalties gli hanno permesso di comprare casa a Manhattan e quest’anno di dichiarare 477.000 Euro?

Ma veramente non vi sentite presi per i fondelli?

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Allora leggete questa:

Agli italiani sono arrivate più di un milione e mezzo di cartelle esattoriali sbagliate. Sono state notificate in giro per l’Italia facendo impazzire i destinatari che si ritrovano all’improvviso con ipoteche sugli immobili, imposizioni fiscali su auto e moto, pignoramenti di stipendi o conti correnti bancari. Il tutto per rifarsi di sanzioni amministrative del Codice della Strada già prescritte o annullate con sentenza dai Giudici di pace, o tasse di smaltimento rifiuti richieste erroneamente ai proprietari piuttosto che agli affittuari.

E’ l’incubo di molti, veder arrivare una busta verde con su scritto Gerit Equitalia Spa, una società per azioni istituita con la finalità di contribuire a realizzare una maggiore equità fiscale e l’ottimizzazione del rapporto con il contribuente.
Equità fiscale, avete capito?

E non vi sentite presi nemmeno un poco per il Q?
Evabbè, siete incorreggibili.

..berlucap2

Un’ultima noterella, se c’è qualcuno che magari si domanda com’è possibile in una crisi cosi’ profonda che siano solo le aziende del Cavagliere a macinare profitti da capogiro.

Da www.repubblica.it/2009/03
Il G8 della scienza a casa del premier
e l’Università della Libertà beffa Lucca

ROMA – Il G8 a casa sua. A metà strada tra la residenza di famiglia di Villa Belvedere a Macherio e l’alloggio-ufficio di Villa San Martino ad Arcore. A Lesmo, per l’esattezza, paesino da settemila anime nel cuore della Brianza, provincia di Milano (Monza da giugno), che in pochi conoscono ma presto familiare a tanti. Perché lì sorge quella villa Gernetto che proprio Silvio Berlusconi, pardon, la società Fininvest ha acquistato da Unicredit per 35 milioni di euro, l’anno scorso. Per farne cosa? L’Università del pensiero liberale, l’ateneo in cui il Cavaliere sogna di aprire a settembre per portarvi a insegnare da Bush ad Aznar, da Gorbaciov a Clinton. Come spot, un G8 non è male.
Ecco, Palazzo Chigi ha deciso – e fatto sapere attraverso il suo sito e quello ufficiale del summit – che si terrà lì, dal 25 al 28 giugno, il vertice della Scienza e della tecnologia, uno dei dieci in programma in Italia (quattro a Roma) collaterali al principale tra i premier alla Maddalena in luglio. Dunque, la riunione dei ministri dell’Università e della ricerca dei paesi più industrializzati si farà in uno degli immobili di lusso di Berlusconi.

Da laderiva.corriere.it

400 milioni per il G8 del 2009. Quattro volte più di Genova

Scritto da: Sergio Rizzo

Non è uno scherzo: avete capito bene. Per il G8 in programma sull’Isola della Maddalena, dirimpetto a villa Certosa, residenza privata del premier, dall’8 al 10 luglio 2009 si spenderanno 400 milioni di euro. Quattrocento milioni, per intenderci, è l’entità dei tagli apportati dal governo di Silvio Berlusconi ai fondi per lo spettacolo e il cinema che metteranno in ginocchio un bel pezzo delle cultura italiana. Questa somma sarà spesa per le opere accessorie al vertice, come una nuova strada che collegherà Olbia a Sassari (ma che c’entra con il vertice?), i lavori per il palazzo della conferenza (58 milioni), l’hotel sede del vertice (59 milioni), la riconversione dell’ospedale militare (73 milioni) e perfino la rete fognaria dell’isola. Siccome il G8 è classificato come Grande evento, la sua gestione sarà curata dalla Protezione civile nella persona del commissario straordinario Guido Bertolaso, sottosegretario alla presidenza.

berlusconi_cappelli

LA SITUAZIONE MONDIALE È SERIA MA FORTUNATAMENTE NON DISPERATA
QUELLA ITALIANA È DISPERATA MA DISGRAZIATAMENTE NON È SERIA

aldoelestorietese.dilucide.com

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