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Caso Genchi: quando i 4 neuroni di Gasparri interagiscono

di aldo.vincent

7 aprile 2009

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Fantacronaca Parlamentare

Quel mattino Gasparri si svegliò con un tremendo mal di testa: gli era venuta un’idea, e sentendosi sola poverina, premeva per poter uscire da qualunque orifizio possibile. Fu così che arrivò in Parlamento dentro quel vuoto a cui il fiero Capogruppo di AN (la sciolta) era abituato da tempo. Però una volta giunto sul suo scranno, a Gasparri lo prese il consueto bollore e l’Idea, non trovando nessun altro orifizio dove liberarsi, se ne uscì dalla sua bocca lasciando gli astanti pietrificati dallo stupore, perché sentire Gasparri che si esprimeva proprio da quell’orifizio, li lasciò esterefatti.

Così, Gasparri, soddisfatto sentì la sua voce enunciare:

«La candidatura di De Magistris è la dimostrazione di come alcuni usino la toga solo per fare carriera politica. È possibile che gli serva a ottenere l’immunità, visto quanto sta emergendo dallo scandalo Genchi».
Voleva aggiungere: “Mortaci loro…” ma non volle lasciar trapelare sentimenti di simpatia per questi tre (l’altro è il convitato di pietro dell’Italia dei Valori).

Un silenzio mortale seguì questa ennesima castroneria che i quattro neuroni di Gasparri interpretarono come il solito consenso, cosicchè due si precipitarono verso l’ipotalamo per strappargli un sorriso, mentre l’altra coppia si occupò della salivazione, che ai lati delle labbra scendeva copiosa quando il soggetto si sentiva soddisfatto.

Ma Gasparri da accorto politico qual è non volle manifestare la propria soddisfazione in pubblico e si limitò a sputare la saliva in eccesso nel pezzo di carta igienica che abitualmente rubacchiava nella toilette del Parlamento sempre prima di prendere la parola. Fu così che le telecamere fermarono per un attimo la carta igienica e la faccia di Gasparri, inarrivabile sintesi della giornata parlamentare,.

http://aldoelestorietese.dilucide.com

Polemiche tra Di Pietro e Napolitano dopo Piazza Farnese

di aldo.vincent

29 gennaio 2009

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BASSO NAPOLITANO
Sequestrato lo striscione che in piazza Farnese portava scritto: NAPOLITANO DORME L ITALIA INSORGE.

Mi dispiace per gli amici di Beppe Grillo e per i seguaci di Di Pietro ma purtroppo sono d’accordo con chi ha provveduto a far togliere questa vergogna nazionale.

Infatti, l’Italia si scrive con la postrofo e la Gelmini si dev’essere rigirata nella tomba davanti a questo sconcio.

Un’altra vergogna è che Di Pietro si sia permesso di dire a Napoletano che dovrebbe fare l’arbitro, il che, onestamente, dopo la condanna di Moggi, mi pare una offesa imperdonabile. Ha fatto bene Fini a non permettere che in Parlamento si faccia di ogni erba un Fascio e a stigmatizzare la cosa.
Bravi, 7 più…

L’ultima volta, a Piazza Navona era una manifestazione per la legalità e a Di Pietro gli hanno rubato il cellulare.
Questa volta a Piazza Farnese la manifestazione era in favore dei magistrati e il cellulare l’hanno lasciato in garage…
ehehehe

Aldo Vincent
http://www.giornalismi.info/aldovincent

Speciale elezioni regionali in Abruzzo

di aldo.vincent

17 dicembre 2008

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GRANDE MOMENTO DI RIFLESSIONE DOPO LA SCONFITTA, E COSA TI SALTA FUORI? SI PRESENTA LA PARIETTI.

Secondo me, è un’ottima idea, visto che per battere Berlusconi non bastano i programmi ma occorre averci un culo smisurato!

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ALDO VINCENT
http://www.giornalismi.info/aldovincent

Sonni perduti

di linda

22 ottobre 2007

Non vi dovete preoccupare. Va tutto bene. Tutto fila alla perfezione, come avevamo previsto. Sento queste frasi pronunciate al rallenty, dalla bassa voce del Professore. Ogni giorno, da troppi giorni. Invece che tranquillizzarmi, sortiscono l’effetto opposto. Una leggera inquietudine mi scuote e, i miei sonni – ormai da qualche tempo – sono agitati da cupi pensieri.
Ci mancava solo Mastella ‘massone’ che ottiene l’avocazione dell’inchiesta del Pm De Magistris ed immagina che questo abbia architettato tutto per diventare eroe nazionale, per rovinarmi le notti dei mesi a venire! Non sono bastate le vecchie e sospette amicizie (vedi quella con Francesco Campanella, condannato per mafia e Salvatore Cuffaro), l’indulto, l’iscrizione nel registro degli indagati per concorso in bancarotta fraudolenta per il fallimento del Napoli Calcio, l’uso dell’aereo presidenziale per andare al GP di Monza con Francesco Rutelli, ora ci si mette anche questo casino triangolare con il Pm di Catanzaro e Di Pietro.
Prima la richiesta di trasferimento cautelare d’ufficio del Pm di Catanzaro De Magistris, nel settembre scorso, per ‘gravi anomalie’ nella gestione del fascicolo degli atti sul presunto comitato d’affari composto da politici e magistrati lucani, poi l’iscrizione del Ministro della Giustizia (14 Ottobre) nel registro degli indagati nell’ambito della stessa inchiesta, denominata Why not, per abuso di ufficio, finanziamento illecito ai partiti, concorso in truffa nell’ambito di finanziamenti europei e nazionali e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. L’inchiesta alla fine è tolta a De Magistris che lo aveva “iscritto scientemente nel registro degli indagati di “Why not”, sapendo che interrompeva l’inchiesta, visto che risultati reali fino ad ora non sono arrivati, anche perché ogni volta la Cassazione ha in larghissima misura bloccato i suoi atti. Non si può immaginare che lo abbia fatto per farsi togliere l’inchiesta e diventare eroe nazionale, sapendo che questa è la prassi?”, secondo le dichiarazioni rilasciate ieri da Mastella.
Nessuno ha chiesto le dimissioni di Mastella in queste ore concitate, ne da destra ne da sinistra. L’unico ad impantanarsi in questa delicata situazione è il suo nemico n. 1 al Governo, il ministro delle Infrastrutture Antonio di Pietro. Ormai tra i due è bagarre continua, una guerriglia perenne senza esclusione di colpi. Di Pietro chiede a Prodi la testa del collega Mastella, soprattutto dopo che questo lo ha definito “un’analfabeta di diritto. Se leggesse qualche libro eviterebbe le gaffes”. Mastella replica a Di Pietro di “avere il coraggio di non scaricare sul presidente del consiglio il problema” e lo sfida ad un confronto all’ultimo sangue in parlamento. Niente potrà riportarmi le belle dormite di un tempo. Forse solo qualche antidepressivo.