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Quando il sesso fa notizia

di aldo.vincent

11 maggio 2009

sesso

SESSO MATTO

Lo so, con questo titolo gli spiders di Google aumenteranno sensibilmente i contatti col mio blog (per un giorno solo poi, delusi, non li rivedrò mai più) ma sento l’urgenza di parlare di sesso matto. Eh sì, perché certamente non vi saranno sfuggite le notizie di cronaca sulle esplosioni di gas (suicidi?) accoltellamenti e gente che entra negli edifici pubblici sparando a casaccio. Vi saranno invece sfuggite notizie ugualmente sintomatiche di una pazzia collettiva in corso, come un fiume carsico che mina le nostre menti, ma essendo di carattere sessuale, meno pubblicizzate dai nostri bigotti quotidiani che si arrapano solo col cosomoscio del presidente.

Prima notizia:

Cassiera lei e guardia giurata lui, entrambi sposati e con prole, da tempo erano amanti. Ma la loro ultima performance erotica, nelle toilette del centro commerciale della Bergamasca dove entrambi lavorano, è diventata un incubo per entrambi. Qualcosa, infatti, è andato storto, e i due sono rimasti attaccati. Alla fine, disperati, hanno dovuto chiedere aiuto al 118 che, ancora avvinghiati, ha trasportato i due amanti all’ospedale. L’arrivo dell’ambulanza al centro commerciale, però, non è passato inosservato: attorno all’autolettiga si è infatti radunata una folla di curiosi. Tra questi anche il marito della cassiera, che con il figlio si era recato al supermercato per fare la spesa e stava attendendo la fine del turno della consorte. Quando si è accorto che sotto il telo c’era la moglie e che “incollato” a lei c’era un altro uomo, è svenuto ed è stato soccorso dal personale del 118.

Seconda notizia:

E’ successo a Saanich, nel distretto della Brithis Columbia, in Canada.

Un poliziotto si è insospettito passando vicino al cassonetto della spazzatura dal quale uscivano strani mugolii. Ha così deciso di aprirlo e con sorpresa ha visto due amanti nudi nell’atto della passione. L’uomo, un 26enne, con precedenti penali, è stato anche arrestato perché latitante. La donna, di 30 anni, dopo l’identificazione e le domande di rito è stata mandata a casa.

Terza notizia:

Arrestati per un’ammucchiata omosessuale nel Cimitero Maggiore di Milano, ora sono sotto processo per atti osceni in luogo pubblico. Erano sette tra i 22 e i 35 anni: un giornalista, un infermiere, un autista, uno stilista, un musicista e due disoccupati. Prevista in aula anche la deposizione di testimoni presenti all’insolito raduno.

I fatti di cronaca di questi giorni: epidemia di pazzia?

di aldo.vincent

23 febbraio 2009

follia

CRONACHE DI MOMENTANEA FOLLIA

OGNI TANTO MI CHIEDO:
Ma non è che stiamo impazzendo tutti, un po’ come i leggendari Lemmings norvegesi, che ad un certo punto si vanno a suicidare in massa per la disperazione?
Il fatto è che leggendo le cronache, poi te lo chiedi.
Come quella signora che col suo SUV ha travolto il bimbo e non si è fermata a soccorrerlo, ma una volta arrivata a casa e riscontrato che l’auto era ammaccata è tornata dai genitori del piccolo e accompagnata dal marito li ha minacciati per farsi dare 600 Euro in contanti.
Ora voi mi direte, via, si tratta di una fuori di testa.
D’accordo, ma il marito?

E quell’altro giovane romantico che durante la lezione di musica ha accoltellato alla schiena il suo maestro di violino? Avrebbe una certa sua perversa coerenza se fosse il figlio dei due fuori di testa del SUV e invece non si conoscono nemmeno.
Per fortuna c’è il professore di religione di Cuneo che in un impeto post-conciliare ha mirato e investito due suoi studenti.
Agnostici, suppongo…

Dove stiamo andando, mi chiedo.
Dove stiamo andando?

LAVORI PARLAMENTARI
Mentre forza Italia lotta alla Camera per non farsi prendere le impronte digitali e continuare a votare col sistema dei pianisti, La Lega vince la battaglia del burro: alla buvette ci sarà solo quello italiano. La Patria è salva!

http://www.giornalismi.info/aldovincent

No pasaran!

di linda

10 luglio 2007

Fermati all’ingresso trentotto ragazzini perché senza attestazione di nazionalità al seguito. E’ accaduto ad una comitiva, partita da Palermo, davanti agli ingressi della Valle dei Templi di Agrigento. I ragazzi, dai 6 ai 12 anni, tutti nati in Sicilia ma figli di marocchini, ivoriani, algerini, senegalesi si sono visti negare l’entrata alla biglietteria del parco per colpa di un ‘cavillo burocratico’. L’entrata alla Valle, infatti, è gratuita per tutti i ragazzi minorenni appartenenti alla Comunità Europea. Una circolare dell’assessore regionale, però, stabilisce che, nel caso in cui venga richiesto, è necessario dimostrare la propria ‘provenienza’ europea. La bigliettai ha semplicemente seguito alla lettera questa direttiva scatenando così un giusto vespaio di polemiche. Dopo questo avvenimento l’assessore ai beni culturali Lino Laenza ha fatto pubblica ammenda promettendo l’estensione dell’ingresso gratuito anche ai ragazzi non comunitari. E’ facile immaginare la reazione dei ragazzi, per l’ennesima volta additati come diversi, e dei loro familiari. La gita era stata organizzata dall’associazione palermitana Ziggurat che gestisce laboratori per bambini in alcuni quartieri a rischio. “Mentre gli altri bambini tedeschi e francesi entravano – racconta Fabrizio Ferrandelli, responsabile dell’asilo Ubuntu, che ospita bambini stranieri nel quartiere Ballarò – i nostri sono stati fermati per il colore della pelle”. Facile ore archiviare il tutto come “burocrazia poco elastica ma non certo come atto di razzismo” come definisce l’accaduto Laenza. Intanto, se i ragazzi fossero stati australiani o sudafricani o neozelandesi, nessuno si sarebbe scomodato a chiedere la loro cittadinanza e sarebbero potuti entrare tranquillamente gratis. Invece, è bastato vedere una mandria di ragazzini fumè per chiudere i battenti ed inscenare l’ennesima bagarre tra le comunità. Tra le cose più incredibili di questa vicenda c’è anche la ricostruzione fatta dal direttore dell’Ente Parco, Pietro Mieli. Secondo Miele l’addetta alla biglietteria non avrebbe neanche visto i bambini che sarebbero rimasti sull’autobus, ma solamente i due accompagnatori. Se fosse così non si capirebbe il perché della richiesta della nazionalità, visto che i due accompagnatori erano italiani e il pullman pure. Fa rabbia invece l’accusa del consorzio che addita il tutto come “una negligenza degli organizzatori del tour. Presentando una richiesta motivata all’ente avrebbero ottenuto l’esenzione del pagamento del ticket”. Perché poi un’associazione italiana in gita con un gruppo di ragazzi nati in Italia e minorenni avrebbe dovuto presentare una richiesta motivata per poter entrare gratis al parco rimane un mistero.