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Il piduista Rizzoli vuole una commissione d’inchiesta

di Aldo

2 giugno 2010

Angelo Rizzoli e gli amici della P2…

Non riesco a crederci. Un governo che sta mettendo in atto il programma Gelli vuole pure una commissione d’inchiesta su fatti privati…

Cosa vuole angelo rizzoli, altro piduista d’antan (tessera 1977)? Non gli basta di essere stato scagionato non perchè innocente – ma quando mai? Rubò e si mise in tasca illecitamente soldi dell’azienda, reato estinto grazie ad una legge dei nuovi piduisti al governo con cui hanno abolito la bancarotta patrimoniale – ma vuole pure che ufficialmente gli si dica che ha perso la RIZZOLI EDITORE e il Corriere della Sera PERCHE’ ERA ED E’ UN CRETINO?

(Mi scuso per lo sfogo, da quando sono sul Web (1997) rarissimamente ho insultato qualcuno. Ma qui è diverso, perchè io non dimentico di aver perso il lavoro alla Rizzoli per colpa di questo demente, lui e suo padre…)

Eppure, in questo Belpaese di smemorati, qualcuno che la racconti la storia, ci vuole. Perchè il tempo passa e poi quando saremo in grado di raccontare la Verità non ce la ricorderemo più… (non è mia, è di Longanesi). Allora ve la racconto, io. Almeno dal mio punto di vista che si sa non è la Verità rivelata, però è vista dall’interno dell’azienda. Sono certo che aiuterà la memoria di qualcuno che metterà qui di seguito le sue impressioni, i suoi ricordi. Così lasceremo una traccia, a futura memoria. Perchè il Web alcune volte nasconde, ma non cancella…

Dunque, eravamo un gruppo di “creativi” (il termine venne coniato dopo, e noi non sapevamo di esserlo) che veniva dalla Mondadori dove nei magazzini stavano ammuffendo tonnellate di una vecchia enciclopedia dei ragazzi e l’Editore (scusate se lo scrivo maiuscolo, ma allora se lo meritavano) voleva stamparne una nuova. Noi prendemmo i personaggi di Topolino e stampammo un invito da distribuire fuori dalle scuole per partecipare ad una gara canora inventata da Tony Martucci che si chiamava Ambrogino d’Oro (poi glielo scipparono, ma questa è un’altra storia…). Non entro nei dettagli ma l’operazione portata sul piano nazionale ebbe un enorme successo. Non solo vendemmo tutti gli avanzi di magazzino ma avemmo centinaia di migliaia di prenotazioni per l’encicloperdia nuova. Alla Mondadori – luogo dove sapevano fare i conti – capirono quanto pericolosa fosse questa operazione, e (gentilmente) ci cacciarono.

Anche qui ci vogliono due parole di spiegazione altrimenti non riuscite a seguirmi. I Fratelli Fabbri avevano inventato un nuovo modo per vendere enciclopedie porta a porta: bussavano a tutte le case, fingevano un’intervista sugli orientamenti letterari della popolazione (tutta carta buttata via perchè non c’erano i computer. Pensa che spreco di dati) e vendevano il CONOSCERE un’enciclopedia per bambini. Dicevano che la vendevano a rate ma non era così: i sottoscrittori pagavano duemila lire e il venditore gli lasciava UN volume. Pagato quello, gli arrivava in casa il secondo e così via.

Arrivati in Rizzoli invece trovammo il Bengodi: L’Enciclopedia Rizzoli Larousse, 15 volumi, il cliente pagava 3.000 lire e riceveva i primi quattro volumi e poi nel tempo gli altri.

L’Agente di Bologna aveva inventato una curiosa iniziativa: invitava i bambini a cantare allo Zecchino d’Oro e noi prendemmo quella iniziativa e la trasferimmo in campo nazionale. Un successo! Pensate che il settore RATE fatturò 12,5 miliardi su 25 che era tutto il bilancio Rizzoli.

Se qualcuno avesse saputo fare i conti, ci avrebbero cacciato pure da lì, perchè l’azienda incassando tremila lire pagava il 25% di provvigioni su 150.000 prezzo dell’opera, e usciva col prodotto industriale di altre 60.000 lire. Invece davano i contratti alle banche come garanzia e si facevano dare prestiti.

Io tenevo corsi di formazione del personale e per la mia pubblicazione ad uso interno ebbi accesso ad alcuni dati economici dell’azienda.

Noi avevamo una partecipazione in una importante banca privata, la cartiera di Marzabotto (carta esentasse) l’Assicurazione Toro di Torino, quasi tutta Lacco Ameno d’Ischia, e una flotta di pescherecci nel Mare del Nord che pescavano il merluzzo, lo vendevano in Svezia contro pioppi che portavamo in Italia per fare la carta. La Cineritz produzione e distribuzione, e altri ammennicoli.

Se passavate per via Civitavecchia (si chiamava così la strada dove c’era la Rizzoli) sul palazzo leggevate: OGGI IL QUOTIDIANO DI DOMANI, era stato un sogno del grande Angelo, e il figlio Andrea (fino allora specializzato in Casinò e roulette) s’imbarcò nell’avventura del Corriere della Sera per mostrare a sè stesso e al mondo di saper fare qualcosa più di suo padre. Ma non sapeva fare i conti.

Infatti, per fare cassa, vendette agli Agnelli l’Assicurazione Toro e la partecipazione alla banca e altre quisquillie perdendo il cash flou.

Angelo (il cretino, non quello vero) intanto si era impelagato con Lucherini che gli aveva fatto conoscere Jenny Tamburi che era un’innocente. Un po’ meno si rivelò invece Eleonora Giorgi, che quando afferrò la presa non la mollò più.

In questo quadro, oltre alle vicende che conoscete tutti, fu gioco facile per gli squali della finanza, al primo scossone, spingere le banche a chiedere il rientro delle immense cifre di debito accumulate. E fu così che angelo Rizzoli, dopo aver nascosto un po’ di capitali cedette l’azienda per non farla fallire.

Ora gli amici della P2 vogliono una commissione d’inchiesta per aitarlo a chiedere 600 milioni di risarcimento. Perchè, dice lui, innocente.

Invece è solo cretino.

ALDO VINCENT
www.giornalismi.info/aldovincent

Mentana Condicio, elemento già decotto dalla tv

di Aldo

15 marzo 2010

Mentana Condicio

Mentana Condicio – Vietati in TV, liberi sul Web (prrrrrt)

Alcune volte sembra impossibile che capoccioni pensanti come quelli che abitano ai piani alti della Società, quelli che guardano i bilanci – per esempio del Corriere – e decidono di tagliare redattori, giornalisti, maestranze per riportare a casa profitti senza guardare magari la qualità del prodotto, cioè dell’informazione, che invece davanti a problemi risolvibili con due lire, decidano di buttare vagonate di soldi dalla finestra del giornale.

Prendiamo questa vaccata del bavaglio all’informazione televisiva che vorrebbe costringere al silenzio i programmi d’approfondimento per non disturbare il Manovratore (capiscimi ammè…), certo che c’è una soluzione. Certo che fatta la legge trovato l’inganno, certo che la scappatoia è la controinformazione che cammina a passi felpati ma in esorabili sul Web, ma tentare di portarci Mentana, un elemento decotto da un altro mezzo, quello televisivo per farlo risorgere in un nuovo media, è folle oltrechè costoso.
Possibile che non siano bastate le esperienze disastrose di Colombo, Umberto Eco, Riotta e altri strapagati anchormen di altre specialità mediatiche che sono sprofondati nell’ indifferenza della Rete? Si dirà che erano tempi da pionieri e che quelli furono folli tentativi di occupare nuovi territori, ma adesso? Possibile che nella redazione del Corriere non ci fosse una bel faccino tipo la Jacomella che facesse una cosa nuova, folle, fuori dagli schemi, imprevedibile, spiritosa, insomma una cosa da Web? Troppo? Mettetela on line con Severgnini. Ve la ricordate quando andò on line qualche mese fa? E se li avete visti, non vi sembravano una coppia da Web, per giunta gratis?

Oppure, possibile che non sia passata l’idea a nessuno di usare una struttura già presente nel Web con il proprio video, col proprio linguaggio, con la conoscenza del mezzo, a cui fare una proposta per mettere una bella etichetta Corriere della Sera, risparmiare un pacco di soldi e magari dare ossigeno ad una strutturina che vive del sacrificio dei propri videoredattori?

Hanno voglia a cantarsela e a suonarsela affidando ad Aldo Grasso un’articolessa con cui ci si loda e ci si imbroda. Adesso, con la sentenza Liberitutti che rimette le cose a posto, hai voglia a pompare quello scoppiato di Mentana (riferito al Web, per carità non mi permetterei mai di mettere in dubbio le doti giornalistiche di cotanto direttore) il risultato sarà il trascinarsi di questo esperimento per poche settimane, far mugugnare la redazione, buttare un pacco di soldi e rimanere con la tiratura di sempre. Cioè in calo.

ALDO VINCENT

http://aldoelestorietese.dilucide.com

gabriela-beppe

Al Corriere non conoscono la data in cui è morto Pratt?

di Aldo

9 febbraio 2009

Trovati disegni inediti di Hugo Pratt a quarant’anni dalla sua morte!!

corto-maltese

SCUUUUPE del corriere della Sega!

Ma non ce l’hanno l’archivio quelli là? O se lo sono impegnato al Monte?
Pratt è morto nel 1995, lo sanno anche i sassi…

Calo di popolarità del Corriere della Sera. Colpa della qualità?

di Aldo

4 febbraio 2009

bloomberg-e-la-marmottaN.Y. Taglia i fondi allo zoo: la marmotta morde Bloomberg

Oggi vi segnalo questo titolo del Corriere, solamente perché recentemente sono stato ripreso per aver titolato un post inerente Giuseppe Gatì: “Morto sul lavoro il giovane che contestò Sgarbi”

Laddove, secondo il lettore il titolo faceva intendere Sgarbi come causa o effetto della morte.

A parte il fatto che il titolo fa storia a sé e quello che fa testo è il contenuto dell’articolo, vorrei segnalaravi che lo scandalo della prima pagina del Corriere della Sera non è questo titolo, ma Berlusconi attacca Soru, la hostess lascia il Grande Fratello, Frattini lascia la sua fidanzata, il fenomeno Marco Marfè, Pannella s’infuria, Belen a scherzi a parte e tutto il ciarpame che di consueto riempie questo ex glorioso quotidiano.

Pensate solo che a leggerne i bilanci, non solo si scopre una caduta vertiginosa delle copie vendute, ma la voce di utile viene da tutti i gadget che vendono allegati al giornale (libri, DVD,Dizionari ecc.) e non dal giornale stesso!

Il mio ex amico Carlo mi segnala un articolo uscito proprio ieri sul Nacional di Santo Domingo: aria fritta che potrebbe servire per giustificare il marcio che ormai impesta il nostro giornalismo con il fatto consolatorio di così fan tutti. Ma è una trappola, non cascateci. Da queste parti (io scrivo da Haiti) un appartenente alla casta dei giornalisti che prende un aereo che non parte, si sente in dovere di scrivere un pezzo come ritorsione. Dalle nostre parti, ahimè, non dovrebbe MAI accadere.

Capite la differenza?

Peto di passeggero mette un aereo in pericolo

Inviato da: DOMINGO DEL PILAR

El Nacional

Cronaca di Santo Domingo

Non si sa chi ha causato più confusione, se il pilota che ha annunciato un difetto nell’aereo o quello che un passeggero ha lasciato sfuggire dopo l’ annuncio della falla, sul volo 1901 di Sabato che copriva la rotta da Miami a Santo Domingo.

È successo Sabato notte al Miami International Airport. Tutto sembrava normale, con la salita sull’ Airbus 300, che avrebbe decollato alle 5:30 pm (6:30 in RD) che è iniziata come di consueto con un’ora di anticipo.

I passeggeri cominciarono a preoccuparsi quando passata un’ora, i motori dell’aereo non erano ancora stata accesi e molti, senza avere l’ ardire di chiedere, cominciavano a guardarsi l’un l’altro.

Alle 6:35, il pilota ha annunciato, prima in inglese poi in spagnolo, che il ritardo è stato causato dal fatto che aveva rilevato un difetto nel motore di sinistra dell’aereo che non pompava combustibile. Molti hanno aperto i loro occhi in un gesto di stupore, altri cominciarono a deplorare l’incidente, tra cui un gruppo vestito per un matrimonio che aveva molta fretta.

Ricordando che sono passati solo15 giorni da quando un pilota di U. S. Airways con 155 persone a bordo era stato costretto ad “atterrare” il suo aereo nelle acque fredde del fiume Hudson a New York, un passeggero si è lasciato sfuggire ad un peto che è stato commentato dai passeggeri quasi come l’annuncio dei problemi dell’aeroplano.

“C….! Sembra che la benzina abbia iniziato a cadere qui dentro“, ha detto una donna che ha trascorso la notte scherzando e dando incoraggiamento ad alcuni dei passeggeri spaventati. Altri guardavano ai lati per determinare da dove era venuta l’emanazione intestinale che tardò diversi minuti per dissipare a causa della pressurizzazione dell’ aereo.

Alcuni di coloro che hanno notato l’odore rimasero tranquilli per evitare di dare segnali che potrebbe assegnare loro la responsabilità. Era chiaro che nessuno era colpevole.

Durante questo stato di confusione, dagli altoparlanti è venuto un promettente annuncio: avevano trovato il guasto, e cercavano di riparare il pezzo e partire in mezz’ora.

Eliminata l’ansia, una calma ha prevalso tra i passeggeri che erano ancora fare scherzi, cercando di fare coraggio ai loro compagni di viaggio perché non lasciassero l’aereo per evitare ulteriori ritardi per restituire le valigie a chi rinunciava.

Solo due passeggeri, un uomo e una donna decisero di non fare il viaggio che finalmente partì dopo otto p.m. e fatto tutto il viaggio senza alcun problema, salvo alcune turbolenze che sono state segnalate dal personale di servizio.

Tuttavia, questo redattore non perse mai di vista il motore ha causato il ritardo perché era seduto alla finestra di sinistra del velivolo, che ha sbarcato nelle Americhe dopo 11:00 di notte. Date le circostanze: con uno scoppio di applausi.

E PER FINIRE ANDATEVI A LEGGERE

questo articolo sulla rom che a Ponticelli venne accusata di aver tentato di rapire un bambino…

http://sudterrae.blogspot.com/2009/02/larte-della-politica-sui-fatti-di.html