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Da che pulpito la Chiesa critica Berlusconi?

di aldo.vincent

7 maggio 2009

Padre Alberto Cutie

È peggio Padre Alberto o Berlusconi?

Padre Alberto Cutié è un personaggio televisivo conosciutissimo nella televisione latina per la sua trasmissione “Cambia la tua vita con Padre Alberto” ed è stato pizzicato su una spiaggia di Miami mentre baciava una sconosciuta in atteggiamenti non proprio paternalistici. I giornali sono pieni di questo gossip internazionale (escluso l’Italia off corse) che coinvolge la Chiesa Cattolica al quale si è sovrapposto in questi giorni l’”affaire” Berlusconi.

La notizia www.inewscatcher.com

Per carità, non fa specie che due personaggi televisivi si sollazzino nel loro tempo libero con quello che credono meglio, fa specie il tono moralistico e moraleggiante degli organi d’informazione Vaticana, che da quel pulpito fanno la predica al nostro presidente infoiato…

ehehehe

Dopo i recenti sondaggi al PDL sono tranquilli:
Il Premier non avrà nessun effetto sulle Europee.
Ebbravo te, ma se avranno più di 18 anni nemmeno le Europee avranno alcun effetto sul premier…

www.giornalismi.info/aldovincent

L’ingiusta esenzione dall’Ici della Chiesa Cattolica

di linda

25 giugno 2007

Sembra arrivato il momento per la Chiesa italiana di fare i conti con l’Unione Europea. Il nostro paese è finito sottoprocesso per i vantaggi fiscali concessi alla Chiesa cattolica. Uno su tutti l’esenzione del pagamento dell’Ici per le attività commerciali della chiesa. Tutto ciò, nonostante Benedetto XVI e i vescovi avessero dichiarato ‘Non ci interessano i privilegi fiscali’ all’epoca dei decreti Bersani. La storia ormai ha 15 anni. L’esenzione dall’Ici è stata introdotta nel ’92, poi bocciata da una sentenza della Consulta nel 2004, reintrodotta da Berlusconi nel 2005 con un decreto (poi decaduto) e nuovamente recuperata dalla Finanziaria del 2006. In teoria, ora dovrebbe essere stata abolita dai decreti Bersani, ma nella realtà così non è. Ancora oggi, infatti, sono molti gli enti ecclesiastici che continuano a non pagare l’Ici sugli immobili commerciali grazie ad un cavillo introdotto nel decreto governativo, e votato da un’ampissima maggioranza, che estende il privilegio a tutte le attività ‘non esclusivamente commerciali’. In questo modo la Chiesa cattolica versa allo stato italiano solo il 5-10 per cento del dovuto, con una perdita per l’erario quantificabile intorno ai 400 milioni di euro ogni anno (senza tenere conto degli arretrati). Queste manovre tutte italiane non sono, però piaciute all’Unione Europea che ha chiesto spiegazioni al nostro governo. Prodi dovrà fornire un quadro generale dei favori fiscali concessi alla Chiesa cattolica, oltre a quella dell’Ici. A segnalare l’anomalia all’autorità europea ci hanno pensato due avvocati vicini ai radicali, Alessandro Nucara e Carlo Pontesilli, ormai paladini dell’orgoglio laico. Anche questa volta abbiamo perso l’occasione per smentire i luoghi comuni sul nostro conto e cercare di risalire quella classifica che ci vede agli ultimi posti sia per l’applicazione delle norme sulla concorrenza sia per la trasparenza fiscale (per non parlare di monopoli, privilegi ecc).

Le mani nella marmellata

di linda

22 maggio 2007

Oggi il Consiglio di Amministrazione della Rai ha sbloccato l’acquisto del documentario sulla Chiesa e i preti pedofili trasmesso dalla Bbc nel 2006, che tanto ha fatto discutere nell’ultima settimana, fino a diventare un vero e proprio caso politico. Nella puntata di giovedì scorso di Annozero, Santoro aveva espresso l’intenzione di acquistare Sex Crimes and the Vatican e di mostrarlo in una puntata dedicata completamente all’argomento. A queste dichiarazioni, peraltro legittime, in quanto il giornalista ha il grado di direttore ed è responsabile editoriale della trasmissione, cosa che gli consente di procedere a simili acquisti autonomamente, solo espletando una procedura burocratica, sono seguite polemiche su polemiche. La Cei ha bollato il film come un ‘infame calunnia’. Per Casini si tratta di un ‘filmato spazzatura’. Nel documento filmato, sottotitolato anche in italiano, vengono raccontati alcuni casi di pedofilia che coinvolgono figure ecclesiastiche negli Stati Uniti, in Irlanda e in Brasile ma, soprattutto, viene additato l’allora cardinale Joseph Ratzinger come colui che ha insabbiato gli scandali ed è questo il vero nervo scoperto di tutta la vicenda. Il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori, durante la Conferenza episcopale ha voluto esprimere il proprio punto di vista “Non vogliamo alcuna censura ma, se il documentario dovesse essere trasmesso in Italia, vorremmo che ci fosse almeno una chiara presa di distanza da tutte le falsità che sembra contenere”. Il documento, per ora consultabile solo su Internet, sarà trasmesso dal programma di Santoro solo la prossima settimana, non è chiaro se per aspettare la chiusura del periodo elettorale o se per consentire al conduttore i fare altri approfondimenti sull’argomento. Che ci azzecchi poi tutto questo con la Par condicio ai più è cosa misteriosa