Tag: An

E’ incinta la compagna di Fini

14 Novembre 2007

E bravo Gianfranco! Zitto, zitto, quatto, quatto il leader di Alleanza Nazionale, ha messo in cantiere un bambino con la ex compagna del ex presidente del Perugia calcio, ora latitante, Luciano Gaucci (68 anni). La futura mamma, ma non troppo, dato che il pargolo, pare una bambina, dovrebbe nascere nelle prossime settimane, si chiama Elisabetta Tulliani, ha 35 anni ed una carriera prima da docente universitario poi da show girl alle spalle. La si ricorda qualche mese fa curare la rubrica di cucina nella trasmissione “Mattina in famiglia” su Raidue. E per una dichiarazione che lascia il segno, a proposito della sua storia con Gaucci “Sarebbe sciocco negarlo. Allora avevo 28 anni, ero libera e lo era anche lui. Ci siamo frequentati e questo rapporto mi ha arricchito anche professionalmente“. Ma insomma Gianfranco, e i valori della famiglia? E l’importanza delle unioni davanti agli occhi della Chiesa? E i tuoi elettori cosa diranno? Prima una figlia nata 21 anni fa, due anni prima del matrimonio con Daniela di Sotto (per altro già separata), poi la separazione da quest’ultima a giugno scorso che tanto ha scandalizzato i sostenitori di un partito che si proclama portatore “del valore dell’identità nazionale, la centralità della persona, della famiglia come la intende il diritto naturale, l’etica della responsabilità, la cultura dell’etica al fianco dei diritti”, infine un figlio con una soubrette qualsiasi. Basta fare due conti per capire che la Tulliani era già incinta il giorno della grande manifestazione per la famiglia, il Family Day del 12 maggio 2007, alla quale il leader di An ha partecipato come esemplare figura di marito e padre da ammirare ed imitare, allo stesso modo era già palese la gravidanza, quando l’avvocato Giulia Buongiorno aveva reso nota la separazione consensuale tra i coniugi Fini, il 16 giugno 2007. Altrochè la liaison con Stefania Prestigiacomo di cui tanto si è vociferato. Le parole di Daniela all’atto della separazione appaiono ora profetiche e chiarificatrici, stanca di “donne senza dignità” che facevano piedino a Gianfranco o si avvicinavano a lui “chinandosi per mostrare le tette“. Ogni riferimento è puramente casuale. Off course!

Miracolo italiano

11 Giugno 2007

Un altro importante contributo. L’intervista all’On. Selva durante il Family Day

Vergognoso, irresponsabile e indegno”. E’ questo il velato commento del ministro della Salute Livia Turco in merito al finto malore del senatore di An, Gustavo Selva. Per raggiungere gli studi de La7, in tempo per la trasmissione, l’ottantenne senatore, ha sfruttato un espediente molto simpatico, “un trucco da vecchio giornalista”, come candidamente ha fatto sapere in diretta televisiva. Ha chiamato un ambulanza e si è fatto trasportare in Via Nogaro, dal suo presunto cardiologo, in realtà la sede de La7. Ma che colpa ne aveva lui se tutto il centro di Roma era bloccato a causa della presenza del Presidente americano Bush? Dopo avere cercato di convincere gli agenti di Polizia a lasciarlo passare e non essendo riuscito nel suo intento, l’onorevole non ha avuto altra scelta che cercare strade alternative. Ed è in quel momento che ha avuto il colpo di genio del finto malore. Non poteva certo giungere in ritardo ad un importante dibattito televisivo. Peccato che non sia stato colto da un colpo di genio anche quando ha dichiarato vanesio di avere aggirato il blocco con questo trucchetto. Ora, nel caso in cui la vicenda venisse confermata dal 118, rischia “un esposto alla procura della Repubblica per tutti i reati che si possono configurare e per richiesta danni“, ha tuonato il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Ma la cosa che rimarrà impressa nella mente collettiva e che farà discutere per mesi gli avventori di ogni bar dello stivale, è l’intervento incredibilmente a proposito e condivisibile dell’onorevole CalderoniUn gesto sconsiderato. E’ chiaro che non si deve mai augurare del male a nessuno ma nel caso di Selva forse la legge del contrappasso non ci starebbe poi così male. Non vorrei cioè che il giorno in cui lui si dovesse sentire male sul serio, l’ambulanza che potrebbe salvarlo fosse impiegata per trasportare il politico di turno, esattamente come ha fatto lui ieri“. Selva è riuscito là dove tanti prima di lui hanno inesorabilmente fallito.