Pubblicato in: Esteri

Gli aiuti fanno male agli africani!

di Aldo 12 giugno 2009

bambino-africano

«L’Italia non rispetta gli impegni presi per aumentare gli aiuti all’Africa»

L’accusa dell’associazione di Gates e Geldof: «Operato del Paese fa sorgere dubbi su credibilità come presidente G8» Italia e Francia non rispettano gli impegni presi al G8 di Gleneagles nel 2005 per combattere la povertà estrema in Africa e questo comportamento rischia di compromettere gli sforzi dell’intero G8: è l’accusa lanciata dalla campagna internazionale contro la povertà «One», nel rapporto 2009 che è stato presentato a Londra da Bill Gates, Desmond Tutu e Bob Geldof, tra gli altri.

Gli aiuti dati, dice One, servono enormemente: 34 milioni di bambini in più vanno a scuola, trattamenti contro l’Aids a tre milioni di persone, dimezzamento delle morti per malaria in Ruanda, Etiopia e Zambia.

Qui sopra, la notizia.
Sembra che gli aiuti, in mani private siano più efficaci di quelli in mano pubbliche o quasi pubbliche come le Onlus.
È un grande problema, di difficile soluzione, e per tutti coloro che pensano che sia meglio fare qualcosa che non fare nulla, rispolvero un vecchio articolo che scrissi al mio ritorno dall’Africa.
Senza la pretesa d’essere depositario di chissà quale verità, solo per aggiungere elementi di riflessione:
Buona lettura:

…e soprattutto: NON AIUTATE L’AFRICA!!

Sono anni che lo vado predicando: gli aiuti (così come sono organizzati) fanno male agli Africani!! Vedo che finalmente pure qualche economista se n’è accorto, e con immenso piacere torno sull’argomento per ribadire il concetto.

Premetto che non sono depositario di nessuna Verità inerente l’Africa perché la conosco molto poco. Ho navigato tutto il Nilo per arrivare in Sudan e nel Sahel; poi Niger, Mali, Mauritania e in volo alla Sierra Leone da dove, attraversando Guinea Bissau sono arrivato a Banjul e quindi in Senegal. Il mio viaggio è durato 30 mesi ma il maggior tempo l’ho speso in Gambia e sul fiume Shaloum dove ho costruito una scuola, ho scavato pozzi, ho coperto fogne ed ho portato l’acqua. Come vedete la mia esperienza è limitatissima, però qualche cosa ho visto e ne sono testimone.

Ho visto per esempio, americani che fingevano di organizzare gli aiuti ma erano agenti della CIA

Ho visto tedeschi che disboscavano l’Africa e spedivano legni pregiati in Europa

Ho visto inglesi (i più razzisti di tutti) stipendiati da Oxfam o Save the Children, con macchine lussuosissime e con aria condizionata, che avevano fatto fare lavori per trasferire l’acqua con cui annaffiavano i giardini delle loro ville e che alle cinque facevano servire il te dai locali in guanti bianchi.

Ho visto progetti UNICEF che costavano dieci volte il necessario per insegnare ai bambini la pittura ma che si sono rifiutati di vendermi (vendermi, badate bene) la penicillina per salvare il mio villaggio da una terribile epidemia.
Ah quante cose ho visto!

Ma sto divagando. Dov’eravamo rimasti? Ah, sì. Gli aiuti agli africani.
Procediamo con calma. Cominciamo con la struttura familiare.
Di solito vivono in un compound che è costituito da un clan di appartenenti alla stessa famiglia. Un uomo sposa quattro mogli e ogni donna per sentirsi realizzata deve fare almeno tre figli. Ne consegue che se fossero solo numeri, il primo uomo avrebbe 12 figli, la seconda generazione 72, la terza 432 e la quarta 2600 e così via. In pratica un compound di una ventina di persone in quarant’anni diventerebbe grande come una cittadina italiana. Per fortuna ci pensa una natura benevola che uccide i bimbi più deboli rendendo drammatica ma vivibile la situazione demografica.

Ma qui interviene l’uomo bianco. Perché andare in giro a raccogliere soldi dicendo che sono per i bambini, rende di più e così si prendono costosissime iniziative per salvare soggetti che in Africa con le sole proprie forze non sopravvivrebbero.

Badate bene, con questo non voglio dire che le intenzioni non siano nobili, perché tutto lo sforzo per salvare anche solo una vita umana, è encomiabile. Però bisogna essere pragmatici e l’Africa è un Paese durissimo dove basta un taglietto per rischiare di morire perché una moltitudine di insetti ha nella saliva sostanze narcotiche e anestetiche, che non ti fanno sentire dolore mentre ti mangiano vivo.

E la notte nemmeno ti immagini quanti miliardi di zanzare sono pronte a succhiarti tutte insieme il sangue. Ricordo sul fiume Gambia una farfallina che di notte entrava nel naso dei bambini che dopo qualche tempo avevano dentro il corpo vermi sottili e lunghi anche venti centimetri che dall’interno si facevano strada fino agli occhi, rendendoli ciechi in poco tempo.

In Africa ci sono malattie così dolorose che noi nemmeno immaginiamo, e se i deboli muoiono nel primo anno di vita, la natura benevola li fa morire incoscienti.

Se invece li tieni in vita con i farmaci, questi individui, di per sé deboli e soccombenti PER TUTTA LA LORO VITA dovrebbero essere tenuti in vita con i farmaci. Ma qua succede l’incredibile: l’uomo bianco degli adolescenti se ne fotte!

Eh sì, perché quando questi ragazzi sono arrivati attorno ai sedici/diciotto anni non c’è nessuno che si occupa di loro e vivono sbandati ai margini del loro gruppo sociale diventando pericolosi estremisti. Chi credete che siano i giovani kamikaze, i moderni schiavi, le nuove leve della criminalità e dello spaccio?

Sono giovani africani emarginati dalla loro stessa comunità (giovani leoni sessualmente affamati e quindi pericolosi per lo status quo della tribù) e dalle organizzazioni internazionali che spendono l’ottanta per cento delle loro risorse PER MANTENERE in piedi la macchina amministrativa, gli stipendi, le auto di lusso con cui muoversi, l’aria condizionata, i viaggi delle famiglie… il rimanente serve per le foto: belle faccie di bimbi emaciati e via! Una nuova campagna per la raccolta fondi.

Voi mi direte, ma via, non sempre, non tutti, non dappertutto.
Certo avete ragione. Ma se fate un paio di conti, con i soldi che si spendono, le persone che si impiegano, i governi che si mobilitano, dovrebbe saltarvi agli occhi che c’è qualcosa di sbagliato, perché in tutto questo tempo non siamo riusciti a rimediare quasi a nulla! Abbiamo tante e tali ben qualificate schiere di volontari e tanti di quei mezzi, che se veramente volessimo risolvere il loro problema LA’ DA LORO, si potrebbe fare…

Invece siamo qui, a ripetere il rito di sempre: gettare la monetina nel cappello del povero fuori dalla chiesa ed entrare sollevati a fare la Comunione…

(Aldo Vincent)
MAMMA !
www.mamma.am/

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Una risposta a “Gli aiuti fanno male agli africani!”

  1. don Luca scrive:

    Vero, verissimo, approvo. Forse l’ultima parte mi piace meno, ma è deformazione professionale… Forse chi davvero aiuta in Africa, e da molto tempo, sono le chiese, cattolica e non solo. Ci vedo meglio l’sms mandato donando un euro e poi via al ristorante della monetina fuori della chiesa…

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