
Dopo un lungo dibattito la Camera dei Deputati ha votato la fiducia sul decreto legge Ronchi con 320 voti favorevoli e 270 contrari, che prevede l’attuazione di obblighi comunitari, tra cui la contestata norma sulla riforma dei servizi pubblici compresa la liberalizzazione dell’acqua.
Domani alle 13 il voto finale, in cui il decreto dovrà essere convertito in Legge. Ma c’è già chi ha promesso battaglia specialmente sull’articolo 15 che di fatto darà in mano ai privati la gestione del servizio idrico.
Un coro di proteste.
Le associazione dei consumatori avevano promesso ancora prima dell’esito sul voto di fiducia che “qualora, in assenza di un sussulto di responsabilità parlamentare, questo provvedimento dovesse passare, Federconsumatori ed Adusbef sono già pronte a raccogliere le firme per un referendum abrogativo. Persino le autorizzazioni per l’installazione dei gazebo destinati alla raccolta sono già state preparate”.
Raccolta che potrebbe iniziare già dal prossimo 5 dicembre durante la manifestazione indetta dai giovani blogger della Rete per chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Dello stesso parere anche il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli: “Con questo provvedimento si socializzano le perdite e si privatizzano i profitti. Mentre nessuno si occuperà della rete idrica nazionale che si perde il 40% dell’acqua potabile e che avrebbe bisogno di investimenti strutturali e forti. Inoltre con questa privatizzazione si decuplicheranno le tariffe a tutto danno dei cittadini.“
Non sono mancate le critiche nei confronti della Lega Nord, che ieri aveva detto di votare la fiducia ma allo stesso tempo di non essere d’accordo sulla privatizzazione dell’acqua. Un atteggiamento che molti esponenti dell’opposizione hanno definito incoerente e irresponsabile.
Vasco Errani, governatore dell’Emilia Romagna, a margine della Conferenza delle Regioni ha promesso di valutare tutti i profili di costituzionalità per decidere quale iniziativa assumere. “Per quel che mi riguarda, personalmente – ha aggiunto Errani – penso che questo provvedimento, che va oltre l’applicazione delle norme comunitarie, ponga questioni serissime sia sui rifiuti sia sulla risorsa acqua che non può che essere pubblica“.
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