Archivi: agosto 2009

La grande bufala del manifesto della Lega

di aldo.vincent

28 agosto 2009

Abboccano (come trote) a destra e a sinistra.

La coglioneria bipartisan e’ peggio del razzismo? Massi’.

Una vignetta innescata nel 2004 da quel pazzo di Mauro Biani e’ esplosa a scoppio ritardato sotto il culo dei leghisti, della sinistra al caviale e dei grrraandi quotidiaaani, coinvolti in una colossale presa per il culo su scala nazionale.

28 agosto 2009 – Redazione

Incredibile ma vero: nel 2004 Mauro Biani fa un manifesto taroccato su PeaceLink.it prendendo per il culo le politiche leghiste, un gruppo di leghisti (o di buontemponi) ci crede davvero e si autoprende per il culo costruendo attorno a quel poster un gruppo di interesse su Facebook, una “amica di Brescia” di Water Veltroni non meglio identificata fa pipi’ fuori dal Water e segnala indignata l’accaduto per email, nel frattempo grandi nomi della Lega aderiscono al gruppo che prende sul serio il manifesto tarocco e propone la tortura degli immigrati per legittima difesa, Veltroni si indigna e denuncia pubblicamente l’episodio, i grandi media che non hanno di meglio da fare si gettano a pesce sulla notizia abboccando all’amo come trote salmonate, e solo alla fine di tutto questo megacasino Biani esce allo scoperto rivelando la vera tragedia del paese: quello che nel 2004 era una cazzata paradossale, oggi puo’ essere considerato un plausibile progetto politico estremista.

Per riflettere piu’ approfonditamente sul senso di questa vicenda, leggete l’approfondimento di Ulisse Acquaviva dove c’e’ una buona parola per tutti, dal Water nazionale ai leader del carroccione.

torturali


Il lato B di Vittorio Feltri

di aldo.vincent

27 agosto 2009

Partito alla grande Il Giornale, infeltrito da questo vecchio Arlecchino servitore di due padroni (Paolo e Silvio) che spara a palle incatenate contro De Benedetti, mentre il compagno di merende di Libero si occupa di sputtanare Fini e gli Agnelli (non ne avrebbero bisogno, fanno già tutto da soli). La strategia è chiara: cacca nel ventilatore per tagliare le gambe a Luchino di Montezufolo, Gad Lerner, e tutti coloro che a destra tentano di alzare la testa.

Non è Mariastella Gelmini

Non è Mariastella Gelmini

Oggi, un giorno di meritato riposo e Feltri si occupa degli inservienti di casa: riprende un articolo del TGcom che passerà alla storia, per ribadire che Mariastella Gelmini è stata eletta “lato B” più bello dell’estate.

Non dubito che la signora ci abbia un gran culo che non è quello che si vede nelle foto, perché quello è robetta da Standa. Parlo di quell’altro, sinonimo di fortuna, che le ha permesso di appoggiarlo sulla poltrona che fu di Giovanni Gentile e Benedetto Croce. Non è da tutti godere dei frutti del proprio lavoro, e lei lo sa.   Mio nonno diceva: un gran culo non è nulla se non c’è nessuno che te lo spinge avanti, e guardando in faccia la Gelmini capisco che aveva ragione.


Ted Kennedy

Ciò che non è stato ma poteva essere.

Passerà alla storia per questa frase Ted Kennedy, che con la sua morte ha riempito di coccodrilli i giornali del mondo.

Pochi però hanno spiegato ai piu’ giovani il significato di questi due nomi:

Chappaquiduick
Mary Jo Kopechne

Cercateveli da soli su Google e poi capirete perchè ciò che poteva essere Ted Kennedy, cioè un uomo d’onore, non lo è stato.

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Questi maledetti, sporchi e inaffidabili immigrati stranieri…

di aldo.vincent

Un omaggio ad un grande film: Brutti, sporchi e cattivi.

Un omaggio a "Brutti, sporchi e cattivi".

“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.

Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.

I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali” (…)
“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.

Per chi volesse rinfrescarsi un poco la memoria le foto degli immigrati italiani in America le ho messe qui:

http://www.mamma.am/mamma/articoli/art_3204.html

e qui: www.giornalismi.info/aldovincent

Le dichiarazioni di Graziana Capone su Silvio Gesù

di aldo.vincent

21 agosto 2009

Ricordate “La versione di Barney” di Mordecai Richler?
L’ l’autore di St.Urban Horseman  si immedesimava in uno strano tizio che scriveva il suo diario per non dimenticare (scusate la dotta citazione, ma sono in forse per essere accettato da una rivista letteraria, e allora…) insomma, leggendo sul Web l’intervista del Cavagliere di Hàrdcore, mi è venuta in mente questa “Versione di Silvio” questa volta fatta non certo per non dimenticare (Lui) ma proprio un’operazione per non ricordare (noi) a dispetto, di fotografie, video, interviste, nastri registrati, atti giudiziari, interrogatori di PM, testimonianze giurate, interviste rilasciate chi dice a pagamento e forse no, insomma A DISPETTO DELLA REALTA’ quella vera, non quella virtuale del Drive In Nazionale messo in piedi da questo prestidigitatore.
Non sto a ricordare le frasi che ha detto in questa occasione perché ne sono piene le pagine satiriche del Paese e oltre. Vorrei solo sottolineare il DOVE:
Quando Scalfaro si sentì in dovere di gridare “Non ci sto” lo fece a reti unificate, Craxi lo fece in Parlamento, Forlani in Tribunale, tutte sedi dove un uomo di Stato sente il dovere di esprimersi. Silvio, no. Lui lo fa sul giornaletto di famiglia, prodotto semi-anale di Signorini che raccoglie i sospiri del padrone, tra una scopata all’aria aperta di Belen, e le chiappe della Pellegrini. E per una volta ci troviamo d’accordo con la linea editoriale: è in mezzo a questo putridume giornalistico che deve rimanere il pensiero di Silvio.
Appropò
Graziana Capone – nota alle cronache anche come “la Angelina Jolie di Bari” – è spuntata fuori a luglio nell’inchiesta pugliese su Gianpaolo Tarantini, ricordate?
Ora affida il suo pensiero debole, le sue memorie certosine (capiscimi ammè) a Novella, altro luogo deputato per parlare del nostro presidente del consiglio.
Cominciamo dalla fine:
“Quanto al futuro, la Capone dice che non le spiacerebbe una nomina a ministro. Ma può anche darsi che finirà a fare l’attrice…”
Perché ormai, l’avranno capito pure i cani, non fa nessuna differenza.
Ma anche…
… il magistrato o l’avvocato: “Ma solo per sostituire Ghedini”, puntualizza.
E qui ci trova d’accordo, perché sostituire Mavalà con una escort, vuol dire solo cambiare posizione e in più si risparmia sulla parcella… ehehehe
Prosegue:
“Nel posto più vicino al cuore, alle sue cene, lui vuole me”.
“Potrei essere la nuova Veronica”
Raccontando la sua infatuazione per il “presidente”, che paragona addirittura a Cristo: come Gesù, spiega, “lui dice ‘Lasciate che i fanciulli vengano a me’
Veramente, non vorrei sbagliare, ma mi pare piuttosto che abbia detto” la sciate che LE FANCIULLE vengano… “ Vabbè, sono dettagli.
Conclusione mistica dell’intervista:
“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”
Ma cosa dici, cocca? Non siamo mica islamici. Tu come Veronica, lui come Gesu’ Cristo, andiamo a cercare i chiodi e aspettiamo la Pasqua…
www.giornalismi.info/aldovincent

Graziana Capone

Ricordate “La versione di Barney” di Mordecai Richler?

L’autore di St.Urban Horseman  si immedesimava in uno strano tizio che scriveva il suo diario per non dimenticare (scusate la dotta citazione, ma sono in forse per essere accettato da una rivista letteraria, e allora…) insomma, leggendo sul Web l’intervista del Cavagliere di Hàrdcore, mi è venuta in mente questa “Versione di Silvio” questa volta fatta non certo per non dimenticare (Lui) ma proprio un’operazione per non ricordare (noi) a dispetto, di fotografie, video, interviste, nastri registrati, atti giudiziari, interrogatori di PM, testimonianze giurate, interviste rilasciate chi dice a pagamento e forse no, insomma A DISPETTO DELLA REALTA’ quella vera, non quella virtuale del Drive In Nazionale messo in piedi da questo prestidigitatore.

Non sto a ricordare le frasi che ha detto in questa occasione perché ne sono piene le pagine satiriche del Paese e oltre. Vorrei solo sottolineare il DOVE:

Quando Scalfaro si sentì in dovere di gridare “Non ci sto” lo fece a reti unificate, Craxi lo fece in Parlamento, Forlani in Tribunale, tutte sedi dove un uomo di Stato sente il dovere di esprimersi. Silvio, no. Lui lo fa sul giornaletto di famiglia, prodotto semi-anale di Signorini che raccoglie i sospiri del padrone, tra una scopata all’aria aperta di Belen, e le chiappe della Pellegrini. E per una volta ci troviamo d’accordo con la linea editoriale: è in mezzo a questo putridume giornalistico che deve rimanere il pensiero di Silvio.

Appropò

Graziana Capone (nella foto, tratta da Facebook)- nota alle cronache anche come “la Angelina Jolie di Bari” – è spuntata fuori a luglio nell’inchiesta pugliese su Gianpaolo Tarantini, ricordate?

Ora affida il suo pensiero debole, le sue memorie certosine (capiscimi ammè) a Novella, altro luogo deputato per parlare del nostro presidente del consiglio.

Cominciamo dalla fine:

“Quanto al futuro, la Capone dice che non le spiacerebbe una nomina a ministro. Ma può anche darsi che finirà a fare l’attrice…”

Perché ormai, l’avranno capito pure i cani, non fa nessuna differenza.

Ma anche…

… il magistrato o l’avvocato: “Ma solo per sostituire Ghedini“, puntualizza.

E qui ci trova d’accordo, perché sostituire Mavalà con una escort, vuol dire solo cambiare posizione e in più si risparmia sulla parcella… ehehehe

Prosegue:

“Nel posto più vicino al cuore, alle sue cene, lui vuole me”.

“Potrei essere la nuova Veronica”

Raccontando la sua infatuazione per il “presidente”, che paragona addirittura a Cristo: come Gesù, spiega, “lui dice ‘Lasciate che i fanciulli vengano a me’

Veramente, non vorrei sbagliare, ma mi pare piuttosto che abbia detto” lasciate che LE FANCIULLE vengano… “ Vabbè, sono dettagli.

Conclusione mistica dell’intervista:

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”

Ma cosa dici, cocca? Non siamo mica islamici. Tu come Veronica, lui come Gesu’ Cristo, andiamo a cercare i chiodi e aspettiamo la Pasqua…

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Riflessioni sui perchè di Paesi amici e Paesi nemici

di aldo.vincent

19 agosto 2009

Aftghanistan

Democrazia: vediamo se ho capito bene:

In Afghanistan stanno facendo tutto sto casino perché non vogliono le elezioni democratiche come piacciono a noi, ma vogliono continuare con le loro gerarchie tribali, come piace a loro. Questa non è democrazia e per questo li abbiamo invasi.

Invece l’Iraq l’abbiamo attaccato perché avevano armi di distruzioni di massa che gli ispettori non trovarono perché gli iracheni le avevano nascoste bene ma molto bene, tanto che il nostro presidente del consiglio disse che non le avrebbero mai trovate perché ormai erano fuori dall’Iraq.
Certo, se avevano le armi di distruzione di massa invece che trafugarle all’estero avrebbero fatto meglio ad usarle per difendersi dagli invasori (cioè noi). Ma forse noi non capiamo le finissime sottigliezze di quel popolo che inoltre ci aveva alla guida un vero tiranno, cioè uno che ammazzava la gente con processi sommari e torturava il suo popolo.
Come la Cina, che però è un ottimo partner economico e quindi va lasciata stare.
Perché un Paese dove milioni di persone lavorano per uno stipendio da fame per far arricchire anche le aziende americane è un Paese buono, l’Afghanistan che serve solo per il contrabbando d’oppio, non è buono e ci sono i Talebani, in Cina invece ci sono i comunisti.

Ma non sono i comunisti i nemici degli americani e del nostro presidente del consiglio? Eh no, coniglietti miei, ci sono comunisti e comunisti. I comunisti cubani per esempio sono cattivi, perché non permettono il libero commercio ed è per questo che gli abbiamo imposto un embargo da oltre cinquant’anni per impedirgli di commerciare liberamente col resto del mondo. E poi non ci hanno nemmeno la libertà di religione, come in Cina e Castro è salito al potere con un colpo di Stato, come in Pakistan, ma la Cina e il Pakistan sono partner commerciali, quindi…

Putin, invece, è un comunista buono. Anche quando fa ammazzare i giornalisti.
Che se potesse lo farebbe pure il nostro presidente del consiglio ma non con tutti. Solo coi giornalisti comunisti: Travaglio, la redazione del TG3 e di Repubblica. Ma forse nemmeno con quelli, per paura di spettinarsi. Insomma Putin ci dà il gas ed è buono.

Poi ci sarebbe la questione della bomba atomica ed Israele preme per attaccare l’Iran che NON vuole costruirla ma vuole l’energia atomica per usi industriali, ma in seguito potrebbe diventare pericolosa e possedere una bomba atomica.
Come Israele, India e Pakistan (A proposito, che fine ha fatto Mordechai Vanunu?)
Ma sto divagando, parlavamo dell’Afghanistan dove noi ci troviamo in missione di Pace per garantire la quale abbiamo recentemente mandato elicotteri armatissimi, carri armati cazzutissimi ed il nostro ministro della guerra vuole che questa benedetta Pace gliela spariamo il più velocemente possibile. Per carità, qualunque cosa per salvare la pelle ai nostri ragazzi, ma questo stride un poco con la nostra Costituzione che dice che ripudiamo la guerra.

In realtà la guerra la fece Bushemino a seguito del crollo delle Torri Gemelle causato da un commando di 15 arabi addestrati in America.
Però in Afghanistan c’erano i Talebani, quelli che tagliavano le mani e la testa alla gente e obbligavano le donne ad andare col burka, e in più le lapidavano.
Lo stesso Bush aveva dato un premio di $ 43 milioni per la lotta alla droga. Infatti i Talebani tagliavano le mani ai coltivatori di papaveri e presero il premio.
Anche in Arabia le donne portano il burka (lo chiamano in un altro modo) e vengono lapidate, ma l’Arabia ci dà il petrolio, quindi…

Pure Osama Bin Laden è saudita e ha fatto affari con la famiglia Bush, ma ora si nasconde tra le montagne e per questo che l’America invase l’Afghanistan prima di sapere che le montagne erano pakistane…
Quando invece osteggiava i Russi andava bene. Pure Hussein ha ricevuto aiuti dall’America quando combatteva contro l’Iran e gassava i Curdi, divenne un tiranno quando tentò di invadere il Quwait…

Se ho capito bene quindi, chiunque combatte un nemico dell’America è amico dell’America e dei suoi alleati. Diventa nemico quando il nemico che ci ha aiutato a combattere, sparisce, muore o perde. È quello il momento fatidico in cui decidiamo di esportargli la Democrazia, e se non la vogliono con le buone gliela bombardiamo.
Sì, sì. Ho capito…

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