Archivi: giugno 2009

Esplosione Viareggio: l’importanza della Rete Web

di aldo.vincent

30 giugno 2009

Esplosione a Viareggio

A Viareggio una notte di fuoco e di paura

Dopo l’Abruzzo, è successo ancora: mentre dormivate, grazie alla scansione di sei ore che ho sul nostro Paese, ho scoperto sul Web la notizia della terribile esplosione di Viareggio e sono andato a cercare come collegarmi e diffondere le notizie.
Mentre ADN Kronos e il Corriere dormivano, Repubblica, ANSA, Youtube e Televersilia, mettevano on line piccoli tasselli di notizie che man mano formavano la dimensione del fatto. OK Notizie di Alice faceva da grancassa e da lì partivano tutti quelli che volevano saperne di piuù, forse pure qualche professionista, chissà.

Ricordo una notte che risalivo il fiume Gambia, incontrai un uomo con una radiolina all’orecchio. Ascoltai ed era radio Senegal, in francese, mentre il Gambia non aveva una radio nazionale (in inglese). Conosci il francese? Gli chiesi. No, fu la risposta, ma sono notizie. Mi colpì l’intelligenza di quell’uomo che pur non capendo il contenuto del messaggio, si prestava ad essere un punto della rete.
La stessa sensazione l’ho avuta io stanotte: un punto della Rete. Per capire innanzi tutto che gran popolo di cittadini sono i Viareggini: senza grida, senza correre, tutti in strada ad aiutare, le autorità in mezzo alla gente, niente panico, tutto apparentemente sotto il controllo di efficienti agenti preposti alla sicurezza collettiva.
Con queste persone, credo proprio che potremmo farcela.

Poi, buoni ultimi ecco arrivare RAINEWS 24. Ultimi non per inerzia, ma perché si tratta di una corazzata Ammiraglia, e con i suoi potenti mezzi si muove lentamente ma inesorabilmente. Infatti, quando ho trovato on line i loro filmati precisi e ben montati, i commenti mirati, le interviste perfette, ho capito che erano “arrivati i nostri” come nei vecchi film Western.
E sono andato a dormire.

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La politica tra festini, escort e sexy gate

di aldo.vincent

29 giugno 2009

Patrizia D'addario e miss trans

Piccolo Bignami della gnocca

PER CHI SI FOSSE DISTRATTO
Magari con i fatti della vita perdendosi il dibattito politico interno, un piccolo Bignami Della Gnocca, che d’ora in avanti chiameremo semplicemente BIGNOCCA:

Sebastiano Messina per “La Repubblica” –
Buone notizie: il soldato Pino si è rifatto vivo. Pino Scaccia, il cronista da combattimento paracadutato sul campo minato del Patrizia-gate, ha spedito dal fronte pugliese un dettagliato rapporto al Tg1. E ha scoperto – a soli 8 giorni dal primo articolo di giornale – che «è venuto alla luce un giro vorticoso di telefonate su feste e ragazze, un vero sistema». Non solo, ma essendo uno che non guarda in faccia nessuno, lui ha deciso di non tacere più il nome eccellente al centro di questo «intreccio tra politica e affari».
NICHI VENDOLA

Era ora, direte voi. Era ora. E infatti Scaccia quel nome l´ha fatto. Tenetevi forte: «Il pm ha convocato il governatore Nichi Vendola». Al centro di quel «giro vorticoso» di ragazze ci sarebbe dunque, secondo il rapporto del soldato Pino, un politico gay. Ci togliamo il cappello: è lo scoop dell´anno.

AGGIUNGO IO: alla fine dell’immondo servizio, umiliante per la professionalità di Scaccia e per chi lo ha obbligato a dire quelle sciocchezze, l’immarcescibile giornalista da sbarco accenna al fatto che sia stata bruciata l’auto di Barbara Montereale, la testimone dei festini a Palazzo Grazioli, e aggiunge CHE CERTAMENTE il fatto non è legato all’inchiesta in corso ma alle precedenti frequentazioni della ragazza.

Povero Pino, come ti hanno ridotto.
D’altra parte, meglio così o fare la fine dell’ottimo Lombezzi che trascorre il tempo libero (ormai tanto) disegnando vignette che manda in giro per il Web?
Ai posters l’ardua sentenza.

RIEPILOGANDO

Alle prime dieci domande di Repubblica, al quale il Cavagliere Smascherato non ha voluto rispondere, l’ammiraglia Debenedettiana reagisce PROPONENDO ALTRE DIECI DOMANDE!
(Minchia, se non gli volessi bene a quelli lì, ci sarebbe da ridere)

Alle puttane dell’Utilizzatore Finale (o malato terminale? Boh) sciorinate, intervistate, documentate, registrate, fotografate da Repubblica, risponde il Giornale con le puttane dalemiane a cui pare abbia attinto una parte di Montecitorio in diSCESA.
Si apre un terzo fronte con le puttane a cui Agnelli avrebbe destinato una parte consistente del proprio tesoretto occultato in Paradiso, non dove se ne sta beatamente l’Avvocato, ma più prosaicamente quello fiscale.

Mark Sanford, promessa repubblicana per le prossime elezioni americane, ricompare dopo un’assenza ingiustificata: era andato a puttane, mentre il governo Brown in Inghilterra traballa per note spese e puttane.

Il Vaticano si defila ma un sacerdote cattolico è stato sorpreso su una spiaggia di Miami mentre se ne andava a puttane e lo ha spretato. Se fosse stato sorpreso col suo chierichetto l’avrebbe semplicemente trasferito.

Insomma, coniglietti miei, che vi devo dire? Il Mondo se ne va a puttane, ma la differenza salta all’occhio:

Il tempo passa ma non cambia nulla.
Ricordate quando beccavano una poveraccia a rubare al supermercato e la chiamavano taccheggiatrice mentre se prendevano una ricca era cleptomane?
Succede pure adesso: il popolo va a puttane ma i potenti si accompagnano con le escort, le lucciole, le modelle.

”E’ mai possibile o porco di un cane
che le avventure in codesto reame
debban risolversi tutte con grandi puttane?”.

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Mutandis mutandis…
jacuzzi

Golpe in Honduras: come sono andati i fatti

di aldo.vincent

Golpe Honduras

Colpo di Stato in Honduras

Per tutta la controinformazione che si sta muovendo compatta per sottolineare il grido di dolore del presidente Zelaya e di un presunto colpo di Stato in Honduras che si sta svolgendo sotto il silenzio colpevole dei nostri quotidiani, faccio umilmente osservare che la situazione è sì molto critica ma che le notizie sono falsate dal fatto che Zelaya abbia in mano TUTTE le fonti di informazione e che i fatti li racconta solo lui.

I fatti li ho messi nel documento allegato:
La versione inglese, qui:

www.coha.org/2009/06

Il 25 giugno Hondurans svegliò in uno stato di ansia e di incertezza. La notte precedente, il presidente Manuel Zelaya ha annunciato il licenziamento del generale Romeo Vasquez, capo delle forze armate honduregne.
Il generale Vasquez aveva rifiutato di dare un supporto logistico per un referendum sulla riforma costituzionale che si diveva svolgere nel paese il 28 giugno. Come risultato di questo referendum, il presidente sperava di eliminare il limite di un termine sulla durata della presidenza diventando presidente a vita!

Il referendum è stato dichiarato illegale da parte del Congresso e della Corte Suprema, e Vasquez ha detto che consentendo ai militari di seguire le direttive del presidente sarebbe in violazione di legge. Tuttavia, avendo in precedenza annunciato che “gli ordini sono destinate ad essere seguiti, non analizzati,” il presidente ha minacciato di far fucilare il generale.

Il “licenziamento” del generale Vasquez ha causato alla nazione uno stato di “elevata allerta”. Veicoli corazzati laminati si affacciano sulla strada e soldati hanno preso posizione. Più tardi lo stesso giorno, il Tribunale supremo elettorale ha dichiarato la rielezione di Zelaya nulla e ha ordinato il sequestro di tutte le urne elettorali e dei relativi materiali. Secondo il quotidiano spagnolo El Pais, le urne sono state conservate presso l’aeroporto di Tegucigalpa provenienti dal Venezuela.

Tuttavia, il presidente ha deciso di contrattaccare e ha ordinato a centinaia di seguaci di seguirlo all’aeroporto con la “missione” di salvare le urne elettorali. Zelaya si è posto a capo della marcia e ha gestito la folla con azioni violente come sfondare le porte della base (ha un passato di polizia antisommossa), per rimuovere con la forza le urne della base militare.

Mentre il generale espulso Vasquez, ha chiesto ai cittadini di mantenere la calma, Zelaya appare intento a fare il contrario. Perseguendo il suo referendum, che è stato dichiarato illegale dalla Corte suprema honduregna, ed è stato fortemente criticato dal Congresso, l’escalation di Zelaya potrebbe diventare una situazione estremamente volatile. Ancora più importante, è la instaurazione di un pericoloso precedente e cioè ignorare completamente e assalire gli altri due rami del governo.

Questa analisi è stata preparata da Research Associate Brian Thompson
26 giugno, 2009

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E se il video della ragazza uccisa in Iran fosse falso?

di aldo.vincent

25 giugno 2009

FOTOGRAMMI

Portata via la famiglia di Neda

Anna Palmisano scrive che il corrispondente del “Guardian” riferisce che la famiglia di Neda Agha Soltan è stata costretta a lasciare il proprio appartamento.
E’ un articolo non firmato dove si legge::
“We just know that they [the family] were forced to leave their flat,” a neighbour said. The Guardian was unable to contact the family directly to confirm if they had been forced to leave.  Fonte: www.guardian.co.uk/world

Notizie confuse, si sa solo che le autorità hanno espulso Jon Leyne, corrispondente della BBC accusato di aver manipolato il filmato.

Intanto la signora Cecioni, in arte direttora dell’Unità ci attinge – come si dice – il biscotto e cavalca le notizie senza riscontro.

Oggi per esempio:

Gira sui blog, su Facebook. Gira nella Rete, dal basso, il messaggio della sorella di Neda. Non ci sono modi per verificare se si tratti di un documento autentico ma per il popolo del Web è una testimonianza vera. In questa chiave ve lo proponiamo.

Hai capito? Non siamo riusciti a verificare la notizia, ma coi tempi che corrono prendetevi pure questa probabile bufala.
Da Pulitzer.

Nel frattempo gira l’edizione più aggiornata del video della morte della figliola tagliata dei fotogrammi che avevano suscitato perplessità.
Abbocca pure il neodirettore della Stampa che forse ha dimenticato la lezione dell’ottimo giornalismo USA con cui si è nutrito…:

www.lastampa.it/multimedia

Per adesso è tutto.

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Foto Zappadu: come ha fatto ad aggirare la Sicurezza?

di aldo.vincent

22 giugno 2009

Edy by Dagospia

Vi racconto lo scandalo Lockeed

Mamma mia, quanto tempo è passato. Io facevo il fotoreporter e un giornalista del defunto Corriere d’informazione mi convinse che il corruttore Camillo Crociani, non poteva essere volato in Messico come diceva la Polizia perché aveva intrecci finanziari a Lugano che doveva sistemare prima di sparire. Trovammo subito tracce del fuggitivo: i suoi uffici, che invece erano una serie di targhe appese al muro di una fiduciaria di comodo, il parrucchiere della bella Edoarda Vesselovsky, ex attricetta conosciuta come Edy Vessel e il pilota dell’aereo privato che lo trasportava ogni settimana a Zurigo. Ci appostammo nel bar di fianco alla Banca del Gottardo aspettando che si facesse vivo, ma il proprietario del bar chiamò la polizia svizzera e fui fortunato perché nella mia sacca il teleobiettivo non era montato sulla macchina fotografica, così non ci arrestarono. Il proprietario si scusò con noi, disse che c’era stata una rapina la settimana prima e la prudenza non era mai troppa.

Gli mostrammo la foto dell’uomo che cercavamo: “Chi, quel signore lì?” chiese mostrando la foto appesa al muro con la squadra (di calcio o di basket non ricordo più) che il Crociani sponsorizzava. Tornammo con le foto dal dott. Terzi, direttore di Gente chiedendogli di anticipare i soldi per continuare la ricerca. Ci disse che la cosa non interessava più e mollammo il colpo.
Mi chiamò dopo qualche giorno il mio amico giornalista e mi disse che Crociani era in arrivo a Linate sotto falso nome. Raggiunsi l’aeroporto e grazie ad amicizie che avevo maturato col mio lavoro, passai i controlli e mi recai sulla pista vicino all’ingresso Vip dove venni arrestato.

Il capo della sicurezza era un poliziotto con buone maniere ma determinato a scoprire dove fosse la falla che mi avesse permesso di entrare in un settore così sensibile. Mi propose un patto: io denunciavo chi mi aveva fatto passare e lui mi lasciava andare. Dissi di no e venni espulso dall’aeroporto con diffida per due anni a farmi vedere da quelle parti.

Racconto questo episodio, perché è passato molto tempo ma non credo che le norme di sicurezza siano cambiate. È proibito fotografare negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e marittime. È proibito fotografare ufficiali soldati e forze dell’ordine senza il loro consenso.

Che le foto di Zappadu all’aeroporto di Olbia siano quindi state scattate in luogo pubblico, lo dubito e fortemente.

Che un fotoreporter possa stazionare con le macchine fotografiche senza che nessuno lo fermi, ne accerti l’identità e la professione e lo porti in ufficio per registrarne il controllo, lo dubito fortemente.

Che un fotoreporter con teleobiettivo possa salire impunemente in una collinetta di fronte a Villa Certosa e scattare foto PER MESI lo dubito fortemente.

Che Zappadu poi sia andato da Panorama ad offrire le foto da pubblicare, lo dubito fortemente.
Poi voi credete a quello che vi pare…

Se volete sapere come andò a finire lo scandalo Loockeed andate qui:

archiviostorico.corriere.it/1998/ottobre/26
Invece di Edy Vessel sono scomparse tutte le biografie e foto su Google. Potenza del danaro.

Cià

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