di linda
29 agosto 2008

“Dal 9/9, il tuo profilo è rimodulato: + 0,05 centesimi/sec. Attiva GRATIS TIM -50% LONG e dopo 2 min paghi la metà vs TIM. Info/recesso senza penale su TIM.It o 119”.
Alcuni giorni fa mi è arrivata questa comunicazione dal mio operatore telefonico e sono immaginabili la mia gioia ed il mio visibilio. Soprattutto perché ad una prima lettura sembra che l’aumento sia di 5 centesimi al secondo e facendo due conti sarebbe più conveniente il mantenimento della Carta Oro American Express! Ma ad un’attenta rilettura si capisce che 0,05 centesimi sono in realtà 5 millesimi di euro al secondo, in altre parole 3 centesimi ogni minuto. Lo stesso una bella cifra per chi come me aveva una tariffa che gli consentiva di spendere per tre numeri scelti (due cellulari ed uno fisso) 1 centesimo al minuto, dopo lo scatto alla risposta. Un bel 300% in più, senza se e senza ma.
In pratica la TIM ha deciso di tagliare la testa a dei contratti vecchi come il mio, troppo convenienti per l’utente, e nel fare questo si è pure accordata con Vodafone, che ha mandato gli stessi messaggi ai suoi clienti. Nel messaggino che mi ha inviato mi fa anche una controproposta di contratto, che subito appare un affarone… per la TIM. Calcolando che le mie telefonate in genere durano dai 3 ai 5 minuti e che TIM mi offre l’opportunità, dopo due minuti di chiamate, di spendere la metà, neanche gratis, solo verso TIM è evidente il vantaggio per me. Ho l’acquolina in bocca a pensare ad una proposta così allettante, non ci sto dentro.
Non solo io comunque ho trovato vergognoso questo modo di agire di TIM e Vodafone. Le associazioni dei consumatori si sono già messe in moto per verificare che questi rincari forzati siano leciti. C’è tanto puzza di cartello tra le due compagnie in questa mossa meschina. L’Antitrust ha “ravvisato gli estremi di pratiche commerciali ingannevoli e omissive, ed esistono i presupposti perché l’Autorità deliberi la sospensione provvisoria delle pratiche descritte” ed ha invitato gli utenti a rifiutate i cambiamenti proposti da TIM e Vodafone. Cosa che farò sicuramente in attesa di poter trasmettere con il telescopio spaziale Hubble, che da quanto ho letto, costa quattro volte meno l’invio di un sms ‘terrestre’!
di linda
14 agosto 2008

Guarda cosa mi tocca fare, dare ragione al settimanale Famiglia Cristiana! Devo ammettere infatti che il suo attacco al governo Berlusconi è legittimo e le problematiche messe in campo sono più che condivisibili. E’ dura però dover accettare che l’unico mezzo di informazione che abbia avuto il coraggio di dire le cose come stanno e di attaccare apertamente il Governo Berlusconi sia la rivista dei Paolini.
Il punto focale della polemica sollevata dall’editoriale apparso su Famiglia Cristiana è la presenza dei militari in strada: “Il governo smetta di giocare ai soldatini e risponda della grave situazione economica in cui versa il paese. Neanche fossimo in Angola. La verità è che ‘il Paese da marciapiede’ i segni del disagio li offre (e in abbondanza) da tempo, ma la politica li toglie dai titoli di testa, sviando l’attenzione con le immagini del ‘Presidente spazzino’, l’inutile ‘gioco dei soldatini’ nelle città, i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone”. Secondo il settimanale cattolico il governo starebbe alzando un gran polverone di sciocchezze per mascherare i problemi reali che attanagliano il nostro paese. “C’è il rischio – prosegue Famiglia Cristiana – di provocare una guerra fra poveri, se questa battaglia non la si riconduce ai giusti termini, con serietà e senza le ‘buffonate’, che servono solo a riempire pagine di giornali”.
Anche i dati forniti dal giornale sulla situazione italiana sono molto illuminanti. “Alla fine della settimana scorsa sono comparse le stime sul nostro prodotto interno lordo e, insieme, gli indici che misurano la salute delle imprese italiane. Il Pil è allo zero, ma le nostre imprese godono di salute strepitosa, mostrando profitti che non si registravano da decenni. L’impresa cresce, l’Italia retrocede. Mentre c’è chi accumula profitti, mangiare fuori costa il 141% in più rispetto al 2001, ma i buoni mensa sono fermi da anni. L’industria vola – prosegue il settimanale - ma sui precari e i contratti è refrattaria. La ricchezza c’è, ma per le famiglie è solo un miraggio. Un sondaggio sul tesoretto dei pensionati che sarà pubblicata su Club 3 dice che gli anziani non ce la fanno più ad aiutare i figli, o lo fanno con fatica: da risorsa sono diventati un peso. E’ troppo chiedere al governo di fugare il sospetto che quando governa la destra la forbice si allarga, così che i ricchi si impinguano e le famiglie si impoveriscono?”.
Sacrosante verità che ci piacerebbe sentire anche da tutta quella stampa che si definisce libera ma che è lungi dall’esserlo.