26 Marzo 2008

Sono ancora molto indecisa su cosa farò il 13 e 14 aprile, giorni delle elezioni. Ho sempre pensato fosse giusto andare a votare per le solite ragioni citate in questi casi, ma questa volta è più forte di me. Non so proprio chi potrebbe realmente rappresentare le mie idee in Parlamento, non perché stravaganti o assurde, ma solo perché contrarie agli interessi che di solito occupano i pensieri dei nostri politici: belle donne, cocaina, comodi salotti, raccomandazioni, barche a vela, lusso sfrenato, simpatie trasversali, concussioni e corruzioni, rapporti con la mafia, evasioni fiscali, conti all’estero ed inciuci di vario genere.
Ma se qualcuno fosse ancora interessato a sapere quale partito si avvicina maggiormente alla propria sensibilità e alle proprie idee, anche perché i programmi forniti dai vari PDL, PD, UDC, Lega, IdV e via dicendo, oltre ad essere sostanzialmente simili, non hanno di certo aiutato l’elettorato medio, lo può fare visitando un sito molto carino www.voisietequi.it. Il sito, in modo rapido, aiuta a scoprire la distanza tra le proprie posizione e quelle di vari partiti, in base a 25 temi proposti (da voto agli immigrati alla detassazione degli straordinari, al lavoro precario ecc) a cui si deve dare una risposta. Tutti i principali partiti hanno fornito ufficialmente le risposte ai 25 temi, ad esclusione di PD, UDC e La Destra (si vede che gli scocciava perdere tempo), le cui posizioni sono comunque state ottenute dai programmi e dalle dichiarazioni dei leader. Quello che si ricava in neanche dieci minuti di concentrazione (le battute potrebbero qui sprecarsi!) è un grafico in cui viene rappresenta la distanza tra la propria posizione e quella dei partiti. Sul sito sono anche riportate le effettive posizioni dei partiti su i temi precedentemente proposti al navigatore- elettore. Il sito in sé è carino e direi anche abbastanza utile ma se voleva convincermi in qualche modo ho paura non ci sia riuscito. Mi concentro altri dieci minuti e decido…
17 Marzo 2008

“Sono stati anni interminabili e umilianti” ha dichiarato la conduttrice Alda D’Eusanio in un’intervista. “Il mio contratto scade a giugno e sono quella con la retribuzione più bassa, ma va bene così, non sono invidiosa e mi accontento di quello che riesco a ottenere con le mie forze”. Fin qui nulla di strano, anzi pensare ad una signora di mezza età, con la tinta sempre sbagliata su un rolling bush di capelli cotonati e le lacrime artificiali d’obbligo, messa in questa situazioni fa stringere un po’ il cuore. Cattiva Simona Ventura! Magalli da te non me l’aspettavo. Per non parlare del sempiterno Pippo Baudo, non si fa così! Come avete potuto relegare in secondo piano una protagonista televisiva del calibro della D’Eusanio, che con i suoi programmi ha commosso schiere di casalinghe (come dimenticare Al posto Tuo?), e portato la popolarità della Rai alle stelle, facendo dimenticare perfino la Sandrocchia nazionale e dando del filo da torcere al marito di Costanzo?
Ma cosa dice anche?
Dimenticavo la seconda parte dell’intervista…“Per quattro anni non sono stata utilizzata dalla Rai. Il mio stipendio? 300 mila euro l’anno, per non fare nulla”.
Cosa?
Ma non eri addolorata, umiliata e sfruttata da mamma Rai?
Trecentomila euro all’anno per stare sdraiata sul divano con qualche Carlino d’ordinanza in bella mostra. Gli impropri sarebbero giustificati in questo caso visto che alla cotonata Alda rattrista guadagnare trecentomila euro facendo nulla, ma mi accontenterò di girarle l’esclamazione di un mio amico a tale esternazione “Alla ThyssenKrupp la manderei a lavorare!!!”. Oppure in una delle migliaia di ditte italiane in difficoltà che lasciano il personale a casa dopo vent’anni senza grazie ne perché. Oppure in un bel cantiere edile senza alcuna misura di sicurezza, senza contratto e possibilmente anche senza permesso di soggiorno.
Vediamo se cambia idea su cosa vuol dire essere umiliati….
11 Marzo 2008

E se Filippo Pappalardi fosse innocente e non centrasse niente con la morte dei propri figli Ciccio e Tore? Di certo non vince il premio di ‘Miglior padre di Gravina’ e neanche di ‘Personaggio più simpatico dell’anno’, ma non per questo deve pagare in carcere ed, ora agli arresti domiciliari, per qualcosa che non ha commesso. La decisione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bari Giulia Romanazzi apre a tanti interrogativi senza risposta e concede un fianco a chi ha sempre sostenuto l’innocenza di questo poveraccio un po’ manesco e poco incline all’attenzione nei confronti della propria prole.
Ma essere indicato come mostre ed assassino dei figli è tutto un altro paio di maniche. Ed il fatto che il gip abbia mutato l’accusa nei confronti di Pappalardi da sequestro di persona e occultamento di cadavere ad abbandono seguito da morte (articolo 591 comma 3 del codice penale) dà adito a tante considerazioni. Quella della giustificazione per un errore giudiziario è una di queste e sicuramente la più incline ad essere criticata dal solito ciarpame squittante di politicanti perbenisti.
E’ più facile accusare un omuncolo che non ci sta simpatico, che trattava male i figli, che aveva una vita disastrata e piena di ombre, che considerarlo un padre come tanti altri, al quale sono morti i figli perché li aveva lasciati uscire in cortile. Probabilmente questi ragazzi erano lasciati soli e seguiti molto meno di quello che sarebbe richiesto alla loro età ma da qui ad averli ammazzati di strada ne corre.
Io non so qual è la verità e quello che realmente è successo, e francamente ho sempre pensato, come tanti, che un po’ due genitori così se la sono cercata ma nascondersi dietro a delle leggi per camuffare un probabile errore investigativo e giudiziario mi pare una tale bassezza che non può essere taciuta. Sotto sotto il messaggio che trapela e che può essere colto è che ognuno di noi ogni volta che lascia uscire i propri figli in cortile o nel parco vicino a casa rischia la galera perché li ‘ha abbandonati’. Non fate uscire i vostri figli, per favore, che non si sa mai!
5 Marzo 2008


Ma cosa possiamo recriminare a due così? Di certo non hanno mai nascosto le loro evidenti potenzialità. L’unico consiglio che mi sento di rivolgere, in questo caso ai politici, in vista delle imminenti elezioni e della formazione di un nuovo governo, è… CANDIDATELI!
Avrei anche due proposte per i ruoli istituzionali da assegnare loro:
Antonio Cassano lo vedrei perfetto nel ruolo di Ministro per i Rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, al posto del ‘pacato’ Vannino Chiti non più adatto alle competenze richieste per un incarico di questo tipo. Cassano ha doti relazionali, sfoggiate in più occasioni, che ben si adattano all’atteggiamento medio di senatori e parlamentari italiani. Altrimenti non reste che candidare Stefano Orfei, il domatore di leoni.
Fabrizio Corona sarebbe l’ideale come Ministro dell’Economia, se vogliamo veramente un’Italia che si rialza, lui potrebbe suggerire qualche ‘trucchetto’ per uscire dall’attuale empasse in cui ristagna l’economia del nostro paese.
3 Marzo 2008

Anche Marco Van Basten, il campione indimenticabile ed indimenticato del Milan è stato pizzicato dal fisco italiano e dovrà pagare 7,2 milioni di euro tra maggiore imposta, sanzioni ed interessi. Van Basten in un primo momento si era opposto alla richiesta di pagamento presentando un ricorso alla commissione provinciale di Milano. Poi però ha deciso di tornare sui suoi passi e di pagare quello che ci deve, tramite la conciliazione giudiziale, uno strumento di agevolazione per chi ha fatto il ‘cattivo’. E’ difficile parlare male di personaggi che si sono amati e si amano ma questa storia delle tasse non pagate a noi del popolino non va proprio giù. Ma è mai possibile che persone che guadagnano milioni di euro all’anno debbano ricorrere a degli escamotage così ridicoli per non pagare (vedi la residenza di Ornella Muti a Montecarlo incastrata dalla baby sitter che ha stipendiato per mesi se non anni a Roma) quello che realmente devono allo Stato e cioè a noi? La lista sta diventando un po’ troppo lunga e vergognosa: Valentino Rossi, ‘consigliato male’, Fabio Capello accusato di aver nascosto al fisco 10 milioni per i compensi ricevuti dalla Roma, l’agente delle star Lele Mora, in debito con l’erario per 5,6 milioni di euro, Del Vecchio, il patron di Luxottica, condannato al pagamento di 20,4 milioni di euro, Ornella Muti, 2,3 milioni di euro, per non parlare di Cipollini e del milione e 100 mila euro dovuti, Max Biaggi, Maradona. La lista è veramente lunga e fa sorgere una domanda. Qualcuno di questi super ricchi le avrà pagate queste benedette tasse o solo la schiera di dipendenti malpagati, metalmeccanici con contratti vecchi di anni, operai indebitati con mutui da strozzini è obbligata a farlo? Allora, anche se tanti di queste facce mediatiche ci sono care e di solito ansimiamo davanti alle loro incredibili performance forse è arrivato il momento di boicottarli, perché quello che rubano lo rubano a noi e mentre ci sorridono dagli schermi televisivi o da qualche magazine patinato, in realtà ridono di noi e nascondono dietro la schiena, per non farsi scoprire, un bel clistere con il nostro nome stampato sopra.