Problemi sessuali
9 Agosto 2007
Lo ‘Sceriffo’ è tornato a far parlare di sé ma, francamente, ne facevano anche a meno. Con una delle sue soliti frasi ad effetto, il vice sindaco leghista di Treviso, Giancarlo Gentilini, ha dichiarato alla stampa la necessità di una ‘pulizia etnica contro i culattoni’ . Il grande stratega della Lega Nord vorrebbe in questo modo risolvere la disdicevole situazione che si è creata nelle ore notturne nel parcheggio di via dell’Ospedale, dove si incontrano persone per consumare rapporti sessuali. “Darò subito disposizioni alla mia comandante dei vigili urbani affinché faccia pulizia etnica dei culattoni - ha detto ai microfoni di Rete Veneta - Devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni e simili”. Non è chiaro però in che modo il prosindaco voglia mettere in atto la pulizia etnica che tanto sta sbandierando. Lui parla di incrementare l’uso delle telecamere e di concentrarsi su controlli mirati. Forse però non sa che come metodi di pulizia etnica vengono considerati abbastanza blandi e poco utilizzati, molto meglio una bella deportazione di massa, magari in accoglienti campi di sterminio, o attraverso un più risolutivo genocidio. Ma cosa ci si può aspettare da uno che proclama di voler ripulire la città dalla prostituzione e poi subito si smentisce dichiarando che le prostitute sono state le loro ‘navi scuola’ quando erano giovani, suggellando la frase con un “comunque, con le prostitute chiudo un occhio: ce ne sono una quindicina, tutte monitorate. Assieme alle nostrane tollero qualche extracomunitaria”. L’uomo degli extracomunitari perdigiorno, dello straniero leprotto, pronto per essere impallinato, colui che ha dichiarato che “Siamo in guerra, i gommoni degli immigrati devono essere affondati a colpi di bazooka. Occorre puntare ad altezza uomo, e “Rispediamo gli immigrati a casa in vagoni piombati. I vagoni servirebbero per riportare i negri oltre frontiera” forse ha perso la verve ed il carattere di un tempo. Come molti ormai del suo stesso partito non ha più la forza di portare a termine quello che dichiara sono ormai lontani i tempi del ‘Noi ce l’abbiamo duro’, annebbiato dai dolci ricordi della sua nave ammiraglia e da una tecnologia che fagocita i vecchi e sacrosanti metodi per sbarazzarsi di chi non ci aggrada.