Ddl Sicurezza, un ricordo di quando eravamo noi gli immgrati

di aldo.vincent

3 luglio 2009

emigranti italiani

OGGI E’ UN BRUTTO GIORNO PER IL MIO PAESE

E’ passata una legge sull’immigrazione che mi stringe il cuore, perchè fortemente voluta da Berlusconi e Lega, proposta da un Governo legittimo in un Parlamento legale, che secondo le statistiche viene condiviso da almeno la metà di questo popolo che per duemila anni è stato schiavo, per più di un secolo è stato emigrante, e che solo da una cinquantina d’anni gode di un discreto benessere che gli ha fatto dimenticare cosa voglia dire lasciare il proprio paese per andare lontano a guadagnarsi il pane.

Com’è amaro ’sto pane, cantavano i nostri emigranti all’inizio del secolo, ed io che sono uno di loro, che con ogni probabilità dopo una vita di lavoro, non riuscirò a tornare per morire tra i profumi della mia terra, metto qui aldoelestorietese.dilucide.com qualche foto d’epoca, perchè possiate ricordare COME ERAVAMO NOI, cosi’ a futura memoria (che si è purtroppo persa)

Su Michael Jackson sarò cinico, però…

di aldo.vincent

2 luglio 2009

michael-jackson

L’ultima su Michael Jackson

Qualcuno mi ha accusato di estremo cinismo su questa faccenda, ma non ho cominciato io, è stato lui, Jacko. Fino a trent’anni un genio poi negli ultimi venti una caricatura. Io già me lo prefiguravo quando all’inizio della fine, se ne usciva tutto fasciato e gridava: I’m bad, I’m bad con la faccia da cattivo, che se fossero stati tutti come lui avrei vissuto di atti di prepotenza. E poi le mattane, gli scandali, le “eccentricità “ che erano il segnale di uno che poveraccio, non stava bene: figuratevi che aveva copiato una canzone di Albano e sposato la figlia di Elvis Presley, quando pure lo scemo del Villaggio avrebbe capito che per essere felici bastava fare il contrario!

Pure all’ultimo istante: si è ammazzato con una dose letale di Propofol. Ma, kazzo, non poteva ammazzarsi come tutti gli altri, con l’arsenico alla Bovary o buttandosi sotto un treno coma la Karenina, invece che ingerire un medicinale che sembra il ritornello di una delle sue ultime stupide canzoni?
Propofol, propofol, zum zum propofol zum zum…

E la farsa non finisce mai, nemmeno per i funerali. Poi dite che sono io, ma se non si decidono se mummificarlo o vulcanizzarlo, è colpa mia? Io avevo proposto di impagliarlo per lasciarlo all’ingresso di Neverland per accogliere i turisti come il pagliaccio di Blackpool. Ridicolo io? Vedrete che quelli si inventeranno qualcosa di ancora più ridicolo.

E per finire il testamento. Niente al padre manesco, e va bene, ma per i figli si annuncia una nuova pochade. Sentite come descrivono la prole i giornali USA (e Jet):
“Michael Jackson non ha donato lo sperma per alcuno dei suoi figli”.
“Non sappiamo se lui abbia deciso chi fosse il donatore dello sperma e la donatrice delle ovaie o se sapesse chi fossero entrambi “.
Poi sono io che fa lo spiritoso?

Ed eccoci all’ultimo atto di questa tragedia che ha visto un ragazzo nero, crescere marrone e morire giovane signora bianca. Rimasto al verde, senza diventar rosso ha insidiato giovincelli senza che potesse intervenire il telefono azzurro. Ora le cronache rosa mettono in dubbio persino la sua paternità.
È una giornata grigia, per il mondo dello spettacolo.
Sipario.
Viola.

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Impiccati in Iran: la stampa non verifica le notizie

di aldo.vincent

Crisi Iran

Sei manifestanti impiccati in Iran?

L’Unità ha riportato ieri:

Sei sostenitori di Mir Hossein Mousavi, il candidato moderato sconfitto nelle contestate presidenziali iraniane del 12 giugno dal presidente ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad, sono stati impiccati l’altro ieri nella città santa di Mashhad. La notizia, riportata dal sito web del quotidiano israeliano Jerusalem Post, è stata confermata anche dall’agenzia semi-ufficiale Isna.
L’impiccagione dei sei supporter di Mousavi, tuttavia, non può essere verificata in modo indipendente.

Ora, io non voglio insegnare a nessuno a fare il giornalista, per carità. Però è necessaria una distinzione di ruoli altrimenti andiamo tutti nel pallone. Se fino a poco tempo fa la radio lanciava le notizie, la televisione le illustrava e i giornali le approfondivano, oggi questi ruoli si sono un po’ mischiati e succede spesso che le notizie vengano lanciate dal Web, e sta ai giornalisti verificarne le fonti e inchiavardarle in quel grande mosaico della nostra società che è il quotidiano di carta.
Perchè se cominciano pure i quotidiani a lanciare notizie che non si possano verificare, allora ti saluto ninetta.

Dico questo perchè la direttora dell’Unità ha preso il vezzo di lanciare notizie prese dal web e nascondere la mano dicendo che le notizie non si possono verificare.
Si possono verificare eccome!
Nel caso che stiamo analizzando, c’è il sito web in inglese del Jerusalem post che cita l’agenzia Isna che scrive in arabo, che avrebbe dichiarato dell’impiccagione di sei supporters di Mousavi. Però detta agenzia sul web ha pure una pagina con la traduzione dei lanci, qui: isna.ir/ISNA dove ognuno potrà verificare che non è stato scritto una beata fava di nulla.
Detto questo, complimenti alla signora e alle nuove rubriche tenute da Jovanotti e Fantozzi, in perfetta linea con la direzione che ha preso il giornale.

Alalà
(Scusate il saluto un po’ obsoleto. So che non è ancoar divenuto obbligatorio, ma mi sto portando avanti con il lavoro)

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Congresso PD e l’immobilismo politico

di aldo.vincent

1 luglio 2009

Franceschini e Bersani

Speciale congresso PD

ENTRA NEL VIVO la CORSA alla LEADERSHIP,
SETTIMANA CRUCIALE per il Coso Democratico che alcuni si ostinano a chiamare Partito, ma partito davvero non lo è mai stato. Ha fatto come l’Aquilone del Pascoli:
C’è qualcosa di nuovo oggi nel Sole, anzi d’antico… e le correnti interne:
Sono nate dalle morte foglie che al ceppo della Quercia agita il vento…

Ciumbia sembra persino che il Pascoli conoscesse Franceschini, specie quando spiega che l’aquilone proprio non ce la fa a volare:
Ed ecco ondeggia, pencola, urta, sbalza,
risale, prende il vento; ecco pian piano…

Ma non siamo qui a fare della poesia ma una seria analisi politica.
Dunque si presentano in due, ma forse in tre: dall’Ambra Jovinelli di ritorno da una tournè di scarso successo, ecco a voi Bersani! Mentre al cinema Capranica Valter Veltroni rivendicherà i successi della passata stagione. Perché non lo faccia dal tendone del Circo Togni, non è dato sapere. Forse arriva Chiamparino mentre Marini, Rutelli e D’Alema si pronunceranno dopo aver ascoltato il programma.
Sembra uno spettacolo di periferia o il gioco dei quattro cantoni, e la base (per altezza diviso due) si chiede: perché fare tutto ‘sto casino se hanno già deciso tutto tra di loro?

Ehnno’, cari compagni, ciellini, comunioneliberazionisti, cattocomunismi, e socializti del KAZ (Komitee Autonome Zanfredien). Qui dovete mettervi bene in mente che il partito è democratico e le decisione vanno prese in modo democratico cioè come dicono loro!
Ora tu mi dirai, sì ma se c’è un indirizzo politico, una strategia, una direzione di marcia, perché intorbidire le acque con tutto questo casino?
È qui che casca l’asino, compagnuccio della parrocchietta! Facciamo un esempio:

Fai conto che al Congresso si alzi Franceschini e proponga: “Invadiamo la Svizzera!”
Subito, per partito preso si formerebbe un movimento capeggiato da Bersani che si chiamerebbe SVIZZERA SI’ composta da coloro che NON vogliono invaderla. È un principio sanissimo quello di dire sì se vuoi no e viceserva, c’è in tutti i nostri referendum, facci caso. È come se tu andassi davanti al prete e ti chiedesse: “vorresti separarti da questa zoccola putrescente che ti fa pure le corna? No? Allora vi dichiaro marito e moglie!”

Chiamparino, che è uno che non se ne sta certo lì a pettinare le bambole, subito aggregherebbe una corrente “Svizzera Si,Ma..” contrapposto da Marini che a Norcia aprirà un convegno “Svizzera? No, a meno che…” contrapponendosi a Parisi che riaprirà la stagione dell’ulivo in Piazza Santi Apostoli con una manifestazione a favore della Svizzera.

Nel momento che si riunissero i comitati promotori per l’invasione svizzera, scoprirebbero che non tutti sono d’accordo ma che all’interno di “Svizzera NO” si sono gia’ costituite le correnti: “Svizzera NO pero’ se…” e “Svizzera NO, A CONDIZIONE CHE” che eleggono i loro capetti che si dicono disposti ad invadere la Svizzera ma non adesso. Anche nella fazione di quelli che non la vogliono invadere avverrebbe una scissione tra quelli che seguono il modello Tedesco “S.S.P.D.C. (Svizzera si, pero’ domani chissà) e quelli tipo “S.S.Q.P.S.V. (Si, stiamo qui poi si vedrà) e da qui partirebbero rivoli e rivoletti di opinioni, correntine, scissioncine, e altro che renderebbe immobile il quadro politico per i prossimi dieci anni mentre tutti quelli che vogliono invadere la Svizzera, per le piu’ disparate ragioni, chi per portarci i soldi, chi per andarci a sciare, chi per fare contrabbando, continuerebbero imperterriti a fare quello che hanno sempre fatto senza il barlume di una pur minima regola o strategia.
Come andrebbe a finire?
Semplice: il Congresso si chiuderebbe con una dichiarazione congiunta che dice che per adesso non la invadiamo ma che è stata promossa una commissione di studi per vedere se è possibile risolvere il problema della spazzatura a Napoli portandola in Svizzera.
E la segreteria?
Semplice: un reggente provvisorio fino al prossimo Congresso, e amen.

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Esplosione Viareggio: l’importanza della Rete Web

di aldo.vincent

30 giugno 2009

Esplosione a Viareggio

A Viareggio una notte di fuoco e di paura

Dopo l’Abruzzo, è successo ancora: mentre dormivate, grazie alla scansione di sei ore che ho sul nostro Paese, ho scoperto sul Web la notizia della terribile esplosione di Viareggio e sono andato a cercare come collegarmi e diffondere le notizie.
Mentre ADN Kronos e il Corriere dormivano, Repubblica, ANSA, Youtube e Televersilia, mettevano on line piccoli tasselli di notizie che man mano formavano la dimensione del fatto. OK Notizie di Alice faceva da grancassa e da lì partivano tutti quelli che volevano saperne di piuù, forse pure qualche professionista, chissà.

Ricordo una notte che risalivo il fiume Gambia, incontrai un uomo con una radiolina all’orecchio. Ascoltai ed era radio Senegal, in francese, mentre il Gambia non aveva una radio nazionale (in inglese). Conosci il francese? Gli chiesi. No, fu la risposta, ma sono notizie. Mi colpì l’intelligenza di quell’uomo che pur non capendo il contenuto del messaggio, si prestava ad essere un punto della rete.
La stessa sensazione l’ho avuta io stanotte: un punto della Rete. Per capire innanzi tutto che gran popolo di cittadini sono i Viareggini: senza grida, senza correre, tutti in strada ad aiutare, le autorità in mezzo alla gente, niente panico, tutto apparentemente sotto il controllo di efficienti agenti preposti alla sicurezza collettiva.
Con queste persone, credo proprio che potremmo farcela.

Poi, buoni ultimi ecco arrivare RAINEWS 24. Ultimi non per inerzia, ma perché si tratta di una corazzata Ammiraglia, e con i suoi potenti mezzi si muove lentamente ma inesorabilmente. Infatti, quando ho trovato on line i loro filmati precisi e ben montati, i commenti mirati, le interviste perfette, ho capito che erano “arrivati i nostri” come nei vecchi film Western.
E sono andato a dormire.

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