Ora anche in Iran dubbi sul video della morte di Neda

di aldo.vincent

19 marzo 2010

Neda

LA MORTE DI NEDA: Ne abbiamo presi di insulti

Via, non ho l’abitudine di scrivere, l’avevo detto io, però dopo gli insulti presi per aver messo in dubbio la morte di Neda (Solo Oliviero Beha prese seriamente la mia segnalazione) ecco che la televisione iraniana mostra quello che abbiamo sempre mostrato sin dall’inizio.

Per carità, ognuno tenga le sue certezze, io tengo i miei dubbi, solo vi prego di andare a visitare questi Siti e poi mi dite.

www.comedonchisciotte.org/site/

www.giornalismi.info/aldovincent

Gianluca Freda
Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/
Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2010-03-18
18.03.2010

I VIDEO IRANIANI:

NEDA

Fine del Mondo, i conti non tornano…

di aldo.vincent

17 marzo 2010

Fine del mondo

A proposito della prossima fine del Mondo…

Non ve la faccio lunga, ma gli articoli che girano in questi giorni (e tanti documentari sui canali monotematici) ricordano grandi popoli e grandi personaggi con le loro profezie.

La più famosa quella di Nostradamus (morto il 2 luglio 1566) che fissa la data dell’Apocalisse il 12 Dicembre 2012 e insieme a lui i Maya, gli Hopi dell’Arizona, la Sibilla, una tribù africana del Mali, e non ricordo più chi altri.

Quindi, facciamo un esempio, sul loro calendario i Maya fanno scorrere gli anni che, riportati sul nostro, danno la data del 2012 dopo Cristo, ma Dionigi il Piccolo, è unanimamente accertato, sbagliò la data di nascita di Gesù Cristo che andrebbe colocata indietro da 4 a 7 anni. Pure Nostradamus indicò una data ma il calendario Giuliano venne modificato DOPO la sua morte essendo sostituito dal Gregoriano che perse 11 giorni nei confronti del calendario precedente.

Quindi, ditemi voi, sulla base di tali profezie, quale sarà la data profetizzata come fine del mondo?

www.giornalismi.info/aldovincent

Mentana Condicio, elemento già decotto dalla tv

di aldo.vincent

15 marzo 2010

Mentana Condicio

Mentana Condicio – Vietati in TV, liberi sul Web (prrrrrt)

Alcune volte sembra impossibile che capoccioni pensanti come quelli che abitano ai piani alti della Società, quelli che guardano i bilanci – per esempio del Corriere – e decidono di tagliare redattori, giornalisti, maestranze per riportare a casa profitti senza guardare magari la qualità del prodotto, cioè dell’informazione, che invece davanti a problemi risolvibili con due lire, decidano di buttare vagonate di soldi dalla finestra del giornale.

Prendiamo questa vaccata del bavaglio all’informazione televisiva che vorrebbe costringere al silenzio i programmi d’approfondimento per non disturbare il Manovratore (capiscimi ammè…), certo che c’è una soluzione. Certo che fatta la legge trovato l’inganno, certo che la scappatoia è la controinformazione che cammina a passi felpati ma in esorabili sul Web, ma tentare di portarci Mentana, un elemento decotto da un altro mezzo, quello televisivo per farlo risorgere in un nuovo media, è folle oltrechè costoso.
Possibile che non siano bastate le esperienze disastrose di Colombo, Umberto Eco, Riotta e altri strapagati anchormen di altre specialità mediatiche che sono sprofondati nell’ indifferenza della Rete? Si dirà che erano tempi da pionieri e che quelli furono folli tentativi di occupare nuovi territori, ma adesso? Possibile che nella redazione del Corriere non ci fosse una bel faccino tipo la Jacomella che facesse una cosa nuova, folle, fuori dagli schemi, imprevedibile, spiritosa, insomma una cosa da Web? Troppo? Mettetela on line con Severgnini. Ve la ricordate quando andò on line qualche mese fa? E se li avete visti, non vi sembravano una coppia da Web, per giunta gratis?

Oppure, possibile che non sia passata l’idea a nessuno di usare una struttura già presente nel Web con il proprio video, col proprio linguaggio, con la conoscenza del mezzo, a cui fare una proposta per mettere una bella etichetta Corriere della Sera, risparmiare un pacco di soldi e magari dare ossigeno ad una strutturina che vive del sacrificio dei propri videoredattori?

Hanno voglia a cantarsela e a suonarsela affidando ad Aldo Grasso un’articolessa con cui ci si loda e ci si imbroda. Adesso, con la sentenza Liberitutti che rimette le cose a posto, hai voglia a pompare quello scoppiato di Mentana (riferito al Web, per carità non mi permetterei mai di mettere in dubbio le doti giornalistiche di cotanto direttore) il risultato sarà il trascinarsi di questo esperimento per poche settimane, far mugugnare la redazione, buttare un pacco di soldi e rimanere con la tiratura di sempre. Cioè in calo.

ALDO VINCENT
http://aldoelestorietese.dilucide.com

gabriela-beppe

Gli aiuti ad Haiti, in pratica una rapina

di aldo.vincent

11 marzo 2010

Haiti1

Aiuti ad Haiti: la grande rapina

Per l’Ass. Press da Jonathan M. Khatz

LISTIN DIARIO

Sono stati raccolti 2.200 milioni di dollari ma solo un centesimo per ogni dollaro è andato al governo di René Preval. Il rimanente del “malloppo” è nelle mani del governo e delle ONG degli Stati Uniti.
Mezzo milione di Haitiani hanno ricevuto tende, ma moltissimi altri rimangono in mezzo alle macerie e dormono coperti solo da un lenzuolo.
E piove.

Più di 4,3 milioni di persone hanno ricevuto razioni alimentari d’emergenza, ma pochi saranno in grado di procurarsi il cibo da soli nelle prossime settimane. L’assistenza medica ha aiutato migliaia di infelici, ma a lungo termine sarà molto difficile da mantenere. I gruppi di aiuto internazionale e funzionari dei paesi sono sopraffatti dalla portata della catastrofe.

I leader haitiani sono frustrati dal fatto che i milioni di dollari, vanno ad agenzie delle Nazioni Unite o di altre organizzazioni non governative degli Stati Uniti e altri paesi. Molti funzionari hanno cominciato a esprimere la loro opposizione nei confronti dei gruppi stranieri, che si dice, sono fuori controllo. Nei giorni scorsi, qualcuno ha scritto: “Abbasso i ladri ONG” sui muri della strada tra l’aeroporto internazionale di Port au Prince, la sede provvisoria del governo e la base delle Nazioni Unite.

Nella preparazione di un vertice dei donatori per il 31 marzo a New York, molti hanno discusso il denaro che è venuto ad Haiti. Il contributo, infatti, è venuto a molti luoghi e posti più impensati. Dalle Nazioni Unite per l’analisi è emerso che le donazioni private sono una gran parte degli aiuti totali, accumulando più di 980 milioni della somma che è già stato consegnato e che i donatori si sono impegnati a fornire.

Gli Stati Uniti hanno superato gli altri paesi con le sovvenzioni per un totale di 713 milioni dollari, seguita da Canada, Francia, Spagna, Regno Unito, il Giappone e l’Unione europea e gli altri donatori. L’Arabia Saudita ha dato 50 milioni di dollari la sua ricchezza petrolifera per l’Emergency Response Fund delle Nazioni Unite. Anche i paesi con gravi problemi interni sono stati rapidi per aiutare Haiti, Afghanistan ha offerto 200.000 dollari.

Poi c’è un agente immobiliare che ha inviato i tendoni in precedenza utilizzati dal Cirque du Soleil per 5 milioni di dollari. Leonardo DiCaprio e Coca-Cola hanno donato un milione di dollari e 100.000 $ Dollar General.
Hanesbrands inviato due milioni di paia di mutande.

Ma il primo ministro haitiano Jean Max Bellerive, e altri leader, non sono soddisfatti del modo in cui vengono impiegati i soldi.

“Le Ong non ci dicono … dove viene il denaro o il modo in cui stanno spendendo “, ha detto alla Associated Press. “Troppe persone fanno la raccolta di fondi senza alcun controllo e non spiegano che cosa stanno facendo con essi.”
Un centesimo per ogni dollaro è andato al governo per Rene Preval degli altri soldi non si sa nulla.

Decine di milioni NELLE MANI DELLE ONG
I fondi provenienti dalle amministrazioni pubbliche straniere tendono a finire ai paesi che dovrebbero aiutare Haiti.

L’Unione Sportiva Agency for International Development ha pagato almeno 160 milioni dollari per i suoi costi complessivi per l’intervento a Haiti per il Dipartimento della Difesa.
Decine di milioni sono andati a gruppi di aiuto statunitensi. Mentre gran parte di essi ha acquistato prodotti alimentari e prodotti per il primo soccorso per gli haitiani, tramite società americane, come i coltivatori di riso con le sovvenzioni, che già facevano male al mercato locale di Haiti e rovina gli agricoltori locali.

TRADOTTO ALLA BUONA DA
Aldo Vincent
www.giornalismi.info/aldovincent

Dubbi sulla pericolosità delle centrali nucleari

di aldo.vincent

10 marzo 2010

Centrali nucleari

A proposito di nucleare e Chernobyl

La rivista ecologista TERRA aveva messo on line un articolo sul nucleare in cui Simonetta Lombardo scriveva che Greenpeace rende noto un rapporto sulla sicurezza dei reattori d’Oltralpe in cui si evidenzia che abbassare la potenza al minimo (per spendere di meno) rende possibile la stessa meccanica dell’incidente alla centrale ucraina. «Anche noi che abbiamo denunciato tutti i rischi del nucleare siamo sobbalzati sulla sedia», spiega il direttore di Greenpeace Pippo Onufrio. «Secondo i documenti resi noti, nelle centrali Epr ci sono delle modalità operative per alzare e abbassare la potenza dei reattori che possono portare a un’espulsione delle barre di controllo della reazione atomica e quindi a un incidente esplosivo all’interno del guscio. Non solo. Dalle comunicazioni interne della stessa Edf, si evince che in Finlandia, dove si sta realizzando dal 2005 la centrale di Olkiluoto, il governo e l’agenzia atomica non sono stati informati di questa possibilità dalla costruttrice Areva, la stessa che verrà a fare i reattori in casa nostra».
In buona sostanza, se si mettono al minimo i motori della macchina nucleare, si rischia un’esplosione (l’articolo originale, qui:)

www.terranews.it/news/2010/03

Prendo l’articolo e lo faccio girare anche perchè risultano alcuni documenti segretati da Scajola, ma su Facebook mi risponde un ingegnere nucleare che manifesta qualche dubbio sull’articolo. Ecco qui le osservazioni dell’ing. Tommaso Torri :

“Ripeto quello che ho detto: vorrei leggere il documento perché dall’articolo non si capisce granché. L’unica cosa che si capisce è che chi ha scritto l’articolo non è molto ferrato sull’argomento. Le inesattezze sono:

  • “Queste modalità operative sono state introdotte per abbassare i costi di gestione adattando la potenza del reattore alla richiesta della rete” i costi di gestione non c’entrano niente anzi si alzano, i reattori sono fatti così perché è il gestore della rete elettrica che ti impone dei margini minimi di regolazione della potenza;
  • “Secondo i documenti resi noti, nelle centrali Epr ci sono delle modalità operative per alzare e abbassare la potenza dei reattori che possono portare a un’espulsione delle barre di controllo della reazione atomica e quindi a un incidente esplosivo all’interno del guscio” sicuramente non è esattamente così nel senso che non c’entrano niente le modalità operative: l’incidente di espulsione incontrollata di una barra è un incidente altamente improbabile ma che storicamente viene considerato deterministicamente (cioè a priori senza chiedersi più di tanto perchè e come potrebbe avvenire) nelle valutazioni di sicurezza. Inoltre la sequenza incidentale a cui ci si riferisce è sicuramente un ATWS (anticipated transient without scram) cioè non solo si considera un incidente improbabile ma si considera che i sistemi di spegnimento del reattore non riescano ad intervenire evento ancora più improbabile se non addirittura impossibile. Inoltre queste sono valutazioni standard che vengono fatte per qualsiasi progetto e quindi è impossibile tenerle nascoste alle parti in causa al limite si possono falsificare ma non è quello che è scritto nell’articolo.

Vorrei concludere dicendo che quello che è successo a Chernobyl è irripetibile per i reattori occidentali del tipo PWR perchè è proprio diverso il principio di funzionamento (PWR refrigerato e moderato ad acqua in pressione, Chernobyl RBMK moderato a grafite e refrigerato ad acqua bollente; per spiegare nel dettaglio cosa vuol dire temo che ci voglia ben più di un post) e inoltre i reattori occidentali hanno un sistema di contenimento che minimizza la conseguenze verso l’esterno di QUALSIASI tipo di incidente.

Infine una domanda: perchè chiunque senza il minimo titolo può sparare qualsiasi cosa sull’energia in genere e sul nucleare in particolare (sia in positivo che in negativo sia chiaro) e la gente prende tutto come oro colato senza chiedere il minimo di una spiegazione?

Come ho sollevato un dubbio, almeno nel mio primo post non mi sembra di avere sparato sentenze in nessuna direzione, io che un minimo di titolo penso di avercelo, subito mi sono state chieste spiegazioni, per l’amor del cielo legittimissime, ma mi piacerebbe che le cose funzionasero così sempre. Anche perchè la normalità nel mondo è che l’energia nucleare si usa abbastanza diffusamente senza intere popolazioni che scendano in piazza (anzi se si vedono i sondaggi spesso le nazioni più favorevoli al nucleare sono quelle che lo usano di più) e quindi mi sembrerebbe più logico pretendere spiegazioni sul perchè questa forma di energia non vada sfruttata che il contrario.
Per me è sempre un piacere cercare di dare spiegazioni e resto quindi a disposizione per qualsiasi ulteriore dubbio che vi possa venire in mente anche perchè ho la presunzione di voler far cambiare opinione alla gente sul tema del nucleare.

Ah per piacere non scrivete che io sto lavorando per il nucleare ed essendo parte in causa non sono obiettivo o attendibile perchè onestamente mi sembrano molto più invischiate nella faccenda le varie associazioni ambientaliste e poi io parlo per me e non certamente a nome della mia azienda.
Ciao”

da Vincent:
Grazie per le delucidazioni.
Alla tua domanda: “…perchè chiunque senza il minimo titolo può sparare qualsiasi cosa sull’energia in genere e sul nucleare in particolare (sia in positivo che in negativo sia chiaro) e la gente prende tutto come oro colato senza chiedere il minimo di una spiegazione?”
la risposta è di una semplicità disarmante: perchè ha paura.
Un abbraccio

Aldo Vincent
www.giornalismi.info/aldovincent

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