Bananarama

di Torquemada

28 ottobre 2011

Alcune delle seguenti frasi, sembra incredibile, sono state pronunciate veramente da un noto barzellettiere scambiato per un primo ministro. A voi l'arduo compito di scoprire quali.  
  • "Bini Smaghi si dimetta, abbia senso dello Stato".
  • "Il ponte di Messina si farà, ma da un'altra parte".
  • "L'euro non ha convinto nessuno. Meglio il marengo."
  • "Ho speso un miliardo di euro per difendermi, Razzi invece l'ho preso in prestito per due stagioni."
  • "Con quelle cravatte inguardabili Bonaiuti rovina la mia immagine, peggio addirittura che farsi vedere con Scilipoti."
  • "La Merkel è una culona inchiavabile, perfino io non ce la potrei fare."
 


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Prete a porter

di Torquemada

6 ottobre 2011

Una buona notizia, macché Bin Laden morto, macché GiovanPaoloSecondo beato, finalmente arrivano i paramenti sacri firmati Armani, come aveva previsto il grande Fellini.
Mai più senza.


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Vampiri e l’evoluzione della (loro) specie

di Sabrina

20 giugno 2011

Vampiro

Vampiri. Bevitori di sangue, creature delle tenebre, figli di Satana, non morti e chi più ne ha più ne metta, eppure avvolti da un fascino oscuro, proibito, un richiamo irresistibile. Il concetto di vampirismo esiste da millenni ed è presente già nelle culture mesopotamica, egizia, ebraica, greca e romana. Il folklore sul vampirismo così come lo conosciamo noi  occidentali oggi è originato esclusivamente nell’Europa dell’Est grazie al sanguinario principe di Valacchia Vlaad Drakul. In verità un pazzo psicopatico assetato di sangue e vendetta. Il mito del vampiro lo si trova anche in culture lontane: in Africa, Sud America, Asia. Impera ovunque tanto da temere che la leggenda – come spesso accade – affondi le proprie radici in fatti concreti. Brr!!  Il mito del vampiro è associato al sangue, fluido portatore di vita, potente mezzo in grado di trascendere i confini tra la vita e la morte, dispensatore di immortalità. Sangue, inevitabilmente associato nel vampirismo alla pulsione sessuale; il vampiro beve sangue umano, uccide, ma compiendo il suo atto regala un altro frutto proibito: un forte, appagante coinvolgimento delle passioni.

Il primo, l’unico, fino a poco tempo fa, vampiro conosciuto era Dracula creato nel 1897 dalla penna di Bram Stoker e considerato la quintessenza del romanzo vampiresco. Dracula, temuto ed amato, ha regnato per cento anni, incontrastato… ma ora, alle soglie del nuovo millennio, appare patetico. I suoi abiti sono fuori moda, il suo pallore e le sue occhiaie fanno ridere, la sua dimora più che affascinare provoca un attacco di rinite allergica per via della polvere e delle ragnatele. In poche parole oggi Dracula fa cagare.

Perché? Semplice: non si è evoluto. E’ rimasto statico nel suo ruolo, pensava di essere l’unico mentre la sua specie si è evoluta.

Guardiamoci attorno: il mondo pullula di vampiri. Fanno capolino al cinema, in TV, ma soprattutto imperano sulla carta stampata mietendo più vittime così che a suon di morsi. Non mi riferisco ai vampiri anemici della Meyer – loro sono una setta a parte, più che altro degli obiettori di coscienza. Mi riferisco ai potenti succhiasangue di J.R. Ward, quelli della Black Dagger Brogherhood (la Confraternita del Pugnale Nero – che nome eh? Tutto un programma) o quelli di Lara Adrian, The Midgnight Breed (La Razza di Mezzanotte); in poche parole “quelli che dove arrivano fanno un macello” in tutti i sensi.

 

The Black Dagger Brotherhood

Andiamo per gradi. Cominciamo dalle caratteristiche fondamentali, quelle che l’evoluzione non ha intaccato. Il vampiro evoluto non può esporsi alla luce del sole altrimenti prima di incenerire friggerebbe come un uovo al tegamino; di giorno cade in un torpore mortale, ma non tutti, ci stanno lavorando su; conserva i suoi bei canini appuntiti e letali che sono diventati retrattili e che vengono chiamati molti più fascinosamente “zanne”. Fine della storia, questo è ciò che rimane del vecchio vampiro.

Passiamo agli elementi che hanno subito una radicale trasformazione. Pensavate che uno specchio non riflettesse l’immagine di un vampiro? Cazzate. I vampiri moderni si specchiano, possono essere fotografati, ripresi dalle telecamere, sono dotati di superpoteri vari come XMan e per stare al passo con i tempi, poiché le vergini da mordere sono merce rarissima, l’homus vampirus modernus si è adeguato allegramente alla libertà di costumi in fatto di sesso e fa di quest’ultimo il suo bisogno primario. In poche parole è un assatanato.

Parlare di evoluzione della specie, non è poi un concetto buttato lì a sproposito. Abbiamo sempre creduto che un vampiro diventasse tale a causa di una trasformazione: un comune mortale diventa vampiro se ne beve il sangue. Balle! I vampiri della Ward sono una specie a parte, sviluppatasi di pari passo con l’homo sapiens, ma molto più raffinata e completa, seppure ridotta di numero. I vampiri della Adrian sono addirittura discendenti di visitatori extraterrestri, rifugiatisi sulla Terra nella notte dei tempi perché… qui hanno trovato pane per i propri denti. Pensavate che i vampiri si cibassero di sangue umano? Balle un’altra volta. Se ne cibano solo se costretti come se noi mangiassimo un tozzo di pane ammuffito se non avessimo nient’altro per le mani e un buco nello stomaco grande come un cratere. Semplicemente gli fa schifo e sotto un certo punto di vista, poveri ragazzi, hanno ragione dato che l’essere umano mangia una tale quantità di schifezze che il suo sangue ne è rimasto irrimediabilmente contaminato. Saranno pure immortali, saranno pure immuni alle malattie, ma sono degli schizzinosi. Buon per loro. I vampiri si cibano l’un l’altro e molto raramente, per il resto mangiano cibo biologico e della migliore qualità.

Dove si nascondono? Non si nascondono, vivono in mezzo a noi. Basta castelli fatiscenti colmi di polvere e pipistrelli fra impervie montagne. Si sono rotti le palle di vivere da pulciosi eremiti. I vampiri della Adrian e della Ward abitano a New York, Londra, Parigi (mica scemi!), posseggono lussuosi manieri in Austria e Scozia dove trascorrono i fine settimana e le vacanze; le loro dimore sono super mega stratosferiche dotate di ogni confort: vasche idromassaggio, palestre, sale giochi, opere d’arte, mobili dal raffinato design, domestici. Amano il baseball, il football, la musica ed hanno uno spiccato senso dell’umorismo. Hanno il pallino dell’elettronica, navigano su internet e si circondano di sofisticate apparecchiature computerizzate soprattutto per quanto riguarda i sistemi di allarme degni di una base militare: non sia mai che i comuni mortali ficchino il naso nei loro affari, la privacy innanzitutto! E dato che vivere in eterno ha i suoi bei vantaggi: sono colti, laureati nonché ricchi da fare schifo.

Di cosa stavamo parlando? Ah, sì, di vampiri. Lo so, sembra quasi di parlare di una casta a parte e non di banali bevitori di sangue. Pensate che sia finita qui? Assolutamente, c’è dell’altro, forse il lato più “umano” che lascia comunque molto perplessi. Questi vampiri che di  nome fanno Wrath, Rhage, Vishous, Lucan, Thegan eccetera (niente nomi banali e fuori moda) essendo comunque creature sinistre e letali si aggirano di notte nei bassifondi delle loro città mantenendosi sempre a cavallo fra legalità ed illegalità come qualsiasi esperto delinquente che si rispetti; frequentano discoteche, night club e bevono come delle spugne. Non passa notte che non rimangano coinvolti in risse dove volano cazzotti tremendi e coltellate; delle vere teppe, penserete. No, loro sono i paladini della giustizia, non uccidono i comuni mortali (talmente scemi che non si accorgono di nulla) loro fanno piazza pulita dei cattivi, quelli che sanno della loro esistenza e vogliono rubargli il segreto dell’immortalità e dominare il mondo. Riassumendo: il moderno vampiro è diventato un supereroe, ha soppiantato anche il principe delle favole perché ogni tanto trova una donzella, se ne innamora e se la tiene, la fa diventare immortale (queste fortunate posseggono un antigene nel sangue per cui sono predestinate) e vissero felici e contenti… per sempre.

Hanno raggiunto la perfezione. Così sembra. Però hanno un piccolo difettuccio, lo sanno e ne vanno fieri. Sono dei TAMARRI.

Homus Vampirus Modernus

Premesso che tutti, nessuno escluso, sono dei tronchi di pino da far paura che al confronto gli dei dell’Olimpo si riducono a delle insignificanti cacchette, il loro look è a dir poco di dubbio gusto. Giubbotti di cuoio, pantaloni e cappotti di pelle rigorosamente neri, jeans o pantaloni attillati per mostrare i muscoli potenti, t-shirt attillate per far vedere a tutti la tartaruga, piercing, orecchini, catene e bracciali, tatuaggi. Sotto i vestiti portano coltelli, pugnali, pistole, bombe a mano in una quantità tale da far invidia ad un’acciaieria. Quando per le riunioni formali si mettono in ghingheri vestono Armani, ma con accostamenti da far vomitare. Insomma, anche in abito da sera sono talmente palestrati ed enormi che rasentano il ridicolo, ma loro ti guardano e sembrano dire: “Io sono fico, io sono vampiro, taci o faccio un macello”.

Che fine ha fatto il buon vecchio Dracula? Schiacciato dai suoi stessi simili, se ne sta in un angolo in preda a turbe depressive, disturbi di personalità, sensi di inferiorità, sembra una maschera di Carnevale e presto dovrà fare domanda di invalidità permanente. Per fortuna esistono le banche del sangue così per lo meno non rischia di morire di fame. Come un animale in via di estinzione si spera che il WWF si accorga di lui e lo accolga in un’oasi protetta, altrimenti adottiamolo. Non serve molto per mantenerlo, una soffitta polverosa, un sottoscala, una stanza senza finestre, ogni tanto una donazione di sangue, non sporca e non disturba, non si deve neppure portarlo fuori. In fondo è un romantico. L’ultimo.

 

Urban fantasy: arrivano gli uomini-uccello

di Sabrina

22 aprile 2011

Come ho precedentemente scritto in un articolo, in edicola si possono trovare delle letture veramente esilaranti. Ricordate la storia di MacDonald e Darla? Da quel giorno mi si è aperto un universo sconosciuto, fonte di immenso divertimento, così – per la seconda volta nella mia vita – ho preso il coraggio a due mani ed ho acquistato un altro libro. Un consiglio per chi volesse cimentarsi nell’impresa: non rivolgetevi al vostro edicolante di fiducia onde evitare smarronamenti epocali, sceglietene uno sconosciuto e possibilmente lontano da casa così la vostra reputazione rimarrà intatta.

Questa volta la copertina era abbastanza sobria, niente uomini seminudi, anche se era comunque di cattivo gusto: un tenebroso uomo dalla fluente chioma nera e con un po’ di muscoli esposti nonostante fosse vestito – anche se per vestito si intende una succinta canottiera nera da tamarro – sullo sfondo un’aquila in volo. E fino a qui nulla di particolarmente compromettente. Ciò che mi ha convinto ad acquistarlo è stato che, oltre ad essere un bestseller negli Stati Uniti (!!), era un urban fantasy: niente vampiri, licantropi, demoni o sedicenti highlanders, questa volta i protagonisti erano i mutaforma. I mutaforma – per chi non lo sapesse – sono esseri umani con la capacità di trasformarsi in animali con vari poteri soprannaturali come optionals.

 

Hawk l'uomo- uccello

Cosa si è inventata l’autrice per fare della sua opera un bestseller? Uomini che si trasformano in uccelli… sì avete capito bene. Che fervida fantasia! Già mi scappava da ridere: il libro prometteva benissimo.

Il titolo tradotto in italiano suona più o meno come “Uccelli di fuoco”: tutto un programma. Forse siamo già abituati a titoli così pittoreschi perchè esiste anche un “Uccelli di rovo” (che dolore!).

Il protagonista di questa divertente storia, un certo Hawk (aquila, appunto), che intellettualmente tanto aquila non è, fa parte di una congrega di mutaforma che si trasformano in uccelli nel senso ornitologico del termine. Neanche a dirlo lui è il capo ed è il più potente, sempre in senso ornitologico anche se si scoprirà che ha delle doti e delle attitudini ben poco ornitologiche, ma molto uccellesche. Guarda caso deve trovare un amuleto in cui è racchiusa una maledizione che può portare gli uomini-uccello all’estinzione (Aahh! Non sia mai!). Forse è proprio il messaggio ecologico ad aver fatto di questo libro un successo, oppure gli “enormi poteri” di Hawk, o forse entrambi. Casualmente l’oggetto malefico è in possesso di una ignara ragazza, una certa Candice il cui nome la dice lunga sulla sua purezza, bontà, ingenuità, inesperienza….

Candice ha un’autentica passione (tenetevi forte) per gli uccelli, nel senso che le piacciono i canarini, le cince, i passeri. Beh nella sua ingenuità si è limitata a quelli di piccola taglia. Certo che ci vuole una fantasia perversa! E forse qualche seduta dallo psicanalista per l’autrice.

Abbiate fede, nello svolgersi della storia la nostra Candice, una volta incontrato Hawk, svilupperà le sue attitudini ornitologiche verso volatili di taglia più grande e tutto per merito dell’amore che lui proverà istantaneamente (ma va!) per lei e avrà la pazienza di indirizzarla verso passioni ecologiche di più grosso livello.

Il succo della storia è ben poco urban fantasy, ma molto fantasy poiché è centrato tutto sulle lezioni di birdwatching che Hawk impartisce a Candice che, guarda caso, è una bravissima allieva, persino secchiona. Il messaggio è subliminale: donne datevi al birdwatching perché è un’attività sana e poco dispendiosa.

Diciamo che per tre quarti del libro Hawk e Candice, fregandosene bellamente della missione salva mondo loro affidata, passano la maggior parte del tempo a fare conoscenza l’una dell’altro in senso biblico con una dovizia di particolari che lascia esterrefatti. Il nostro Hawk, cari signori, lo fa in volo! E’ o non è un uccello? Il momento più romantico è quando il nostro eroe con serietà commovente le spiega che con lei quando si eccita non prova l’ “impulso devastante” di trasformarsi in uccello (roba da farsi venire un infarto per le risate), ma può rimanere umano e T….ARE (riempire gli spazi) liberamente. Qui ci vorrebbe veramente uno psicanalista: un uomo-uccello che durante l’atto sessuale non ha bisogno di trasformarsi in uccello… mah!

Non è finita qui. L’autrice promette nuovi episodi sui componenti della congrega dei mutaforma: falchi, poiane, albatros, cigni. Nessun riferimento a tacchini, polli o pettirossi. E se ci fosse uno struzzo? non oso pensarci. La cosa che mi incuriosisce è che fra gli umani-uccello non vi sono donne. Forse è ovvio, oppure le donne mutaforma si trasformano in passere o… tope?

Berlusconi non ha cantato (ancora)

di Torquemada

26 marzo 2011

Quando ho letto che Silvio Berlusconi non aveva cantato, ho spontaneamente pensato che il nostro impareggiabile líder mínimo avesse opposto virile e fiera resistenza nonostante le torture durante qualche drammatico interrogatorio in uno dei tanti processi che lo vedono protagonista.
Invece nisba, niente torture, niente interrogatori, solo una elegante cena con quel manipolo di galantuomini sedicenti "responsabili", nomignolo certamente azzeccato visto che sono responsabili di avere iniziato la trivellazione del sottosuolo dopo aver toccato il fondo della dignità.
Se non avete ancora provato l'ebbrezza di andare sul sito del governicchio italiano, vi consiglio di leggere lo strampalato comunicato stampa del 24 marzo che, a memoria d'uomo, nemmeno in una bocciofila dei pensionati avrebbero il coraggio di pubblicare in bacheca quando l'aspirante tenore in pensione da buca alla consueta cena settimanale dopo il torneo di briscola a causa di un imprevisto episodio di flatulenza.
Ebbene sì, siamo a questo livello, non tre metri sopra il cielo, rigorosamente azzurro, ma 20 centimetri buoni sotto il livello massimo della fossa biologica.
E fossa itaiiiaaaaa...basta poco per ridereeeee....


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